Prometheus, il serial sbarca sul grande schermo

Durante il Comic-Con ho avuto l’occasione di vedere anche l’atteso film sci-fi di Ridley Scott, che mi ha confermato un certo trend imboccato a Hollywood nel costruire i film. Ecco le mie impressioni, gli spoiler sono segnalati.
Dopo i primi meravigliosi 5 minuti in cui un alieno si sacrifica per donare il suo dna e quindi la vita a un pianeta, si ha la sensazione che tutte le premesse di puntare alto di Ridley Scott saranno pienamente centrate. Elegante e sofisticato perfino nei titoli di testa, Prometheus si mantiene su un livello davvero inusuale fino alla prima mezz’ora, dove non c’è nemmeno una singola scena d’azione e vengono buttati sul piatto tutti gli elementi che bene o male avevamo visto nella lunga campagna promozionale del film.
Poi tutto svacca e improvvisamente ci si ritrova in The Thing nello spazio: arrivano i mostri, l’azione, le esplosioni. Andrebbe anche tutto bene se solo i personaggi non cominciassero a comportarsi senza una logica (SPOILER- uno tra mille: ma perché David si mette a fare forsennati esperimenti biologici sul fidanzato della Rapace?!? -FINE SPOILER); se non vi fossero delle ingenuità registiche da pelle d’oca (SPOILER- entrati nella stanza col faccione i protagonisti sembrano non notarlo subito, ridicolo; e vogliamo parlare della morte della Theron, schiacciata da un’astronave come Willy il Coyote, che al posto di spostarsi lateralmente per evitarla, continua a correre nella sua ombra?!? -FINE SPOILER); se non vi fossero sottotrame buttate via come se le avesse scritte uno sceneggiatore alle prime armi (SPOILER – che la Theron sia la figlia di Pearce sembra una bella trovata ma servita così non ce ne può fregare di meno… -FINE SPOILER); se almeno una delle domande buttate sul tavolo avesse una risposta. Anzi quest’ultimo punto sembra costruito appositamente per costringerci ad andare a vedere il sequel, già annunciato da un finale che ne pone esplicitamente le premesse. E il problema sta proprio qui, forse: il modo di scrivere Lost, con continue domande che lega il pubblico alla serialità in cerca di risposte, funziona bene, appunto, in un prodotto seriale. Dallo spettacolo cinematografico ci si aspetta una storia autoconclusiva, a meno che non si tratti di trilogie annunciate come nel caso de Il Signore degli Anelli, su cui allora anche il giudizio sulla struttura narrativa va sospeso.
E’ uno dei problemi di cui soffre anche il recente The Amazing Spider-Man che si somma a un nuovo modo di scrivere cinema praticamente costruito intorno a clip promozionali, come già feci notare per Mission Impossible 4 che non so proprio fin dove si potrà spingere.


10 Risposte per "Prometheus, il serial sbarca sul grande schermo"

  • yourname :

    In verità la Faccia viene subito individuata da David e dai ricercatori a parte il personaggio della Rapace che subito si fionda sulla testa dell’Alieno posta a terra. Per quanto riguarda la morte della Theron la navetta ha dimensioni gigantesche e come ben si nota i personaggi correndo non seguono l’orientamento della navetta che in quanto tale si presuppone non le “insegua” ma che si assesti su di un fianco. Per quanto riguarda il fatto che la Theron sia figlia di Pierce forse Maragno non si ricorda che anche gli androidi sono soliti chiamare “padre” il proprio creatore e se aggiungiamo il fatto che il corpo della Theron non ci viene mostrato nel momento della sua morte e che nel sonno criogenico, come sappiamo ricordando Ash, ci possono andare anche gli androidi..Beh comprendiamo come non si possa dire che “non ce ne può fregare di meno” dal momento che ogni elemento serve per gettare un alone di mistero intorno alla reale natura della Theron, mai definita.Detto questo non sono certamente questi dettagli il problema del film

  • defra75 :

    Io sono d’accordo con Luca anche se per motivi diversi. E anzi, neppure la prima mezz’ora mi convince. Si affrontano temi come l’origine dell’uomo e Dio in modo troppo sbrigativo. Per me questo film è la conferma che ormai i “grandi” hanno finito le cartucce e, ahimè, forse non hanno neanche capito il motivo del loro successo. Per me Prometheus è un gran pasticcio. Se Gordon Ramsay facesse un pasticcio sarebbe sicuramente buono, cotto a puntino e con i migliori ingredienti, ma pur sempre un pasticcio. Ecco, questo è Prometheus. Tanti soldi e tanta esperienza dietro, ma niente di nuovo e tutto già visto. Dal punto di vista narrativo mi è venuta la pelle d’oca. Nulla ha senso, tutto buttato là, in fretta. Tutto prevedibile tipo corso di sceneggiatura di primo livello (un esempio su tutti: la camera auto operante presentata in modo troppo ovvio e tutti aspettiamo il momento in cui verrà usata. Ma ci sono altri esempi). Personaggi assolutamente piatti e che non offrono alcun aspetto interessante. Siparietti con il capitano e la sua fisarmonica che chiede alla Theron di scopare. Un banalissimo droide che si innamora di un vecchio film, stile Wall-E. Un Guy Pearce coperto di latice che mi ricorda Dick Van Dyke truccato da vecchio in Mary Poppins (dall’inizio si capisce che è un giovane attore truccato, e mi aspettavo un colpo di scena, e invece nulla.. mah?). Che appare in un ologramma dicendosi morto per poi scoprire che è vivo. Per poi morire davvero due minuti dopo. Ma chi le scrive ste cose? Penso che le scriva la stessa persona che ha ideato il modo di fare ingravidare la dottoressa Shaw dal suo amante-amico-collega attraverso un uovo (?) messo da David nel bicchiere. Eppoi, sebbene abbiano massacrato Cameron per aver fatto fumare la Weaver nello spazio in Avatar, Scott ha pensato bene di emularlo facendo fumare nel 2094 il capitano a bordo. E sono almeno altre due le scene in cui Scott, paradossalmente, richiama l’Aliens di Cameron piuttosto che il suo proprio. Il che la dice lunga. Ho avuto la perenne sensazione dell’errore comune in cui cadono ultimamente i grandi registi, l’errore della “troppa carne al fuoco”. Per affezionarmi ai personaggi e ai temi trattati il film dovrebbe durare almeno 6 ore. Invece in Alien e Aliens ogni personaggio e situazione sono ancora ben vivi nella mia mente. Stesso errore fatto da Spielberg con Indy 4. Poteva almeno usare un po’ la tecnica del suo primo Alien, uguale a quella de Lo Squalo, ovvero del “non vedere”. Invece il primo personaggio che vediamo nitidamente all’inizio del film è l’alieno. Boom! Addio attesa di vederlo com’è fatto. E il realismo? Quello stesso realismo che ha reso celebre e credibile Alien? In Alien, un esempio, vanno tutti in panico temendo che l’acido corroda lo scafo della nave. In Prometheus si levano i caschi dopo tre secondi e analizzano una testa organica ben preservata di alieno vecchio di duemila anni senza protezioni e all’aria aperta.
    Sono andato al cinema aperto mentalmente e non aspettandomi nulla. Malgrado questo ne sono uscito deluso. Bastava che Scott facesse un film stile Moon per essere apprezzato di più.

  • olympo :

    Dopo la visione di Prometheus di ieri notte, debbo dire che da fan accanito della saga di Alien sono rimasto parecchio deluso dall’andazzo del film….Concepito e pubblicizzato come Prequel di Alien,se pur spettacolare e di forte impatto visivo, in realta’ Prometheus sta ad Alien quanto Harry Potter sta a Terminator. La sceneggiatura e’scarna e latente, i dialoghi a volte ridicoli e fuori luogo. Manca l’atmosfera claustrofobica e laida, il senso di oppressione e paura, la musica che caratterizzo’ quel capolavoro che fu ed e’ Alien!! E, se si eccettua l’interpretazione dell’androide David e della Theron, l’intero cast sembra composto da una banda di pagliacci ad una scampagnata! Pur essendo un film high budget entra quindi di prepotenza nella mia personale classifica degli Z-movies per la presunzione e la vana ambizione di volersi accostare e gemellare a una pietra miliare della cinematografia mondiale.

    HO SCOPERTO CHE…(seguono SPOILERS)
    -l’uomo discende da una genìa di giganteschi culturisti calvi;
    -quattro scarabocchi sulla parete di una caverna sono piu’ che sufficienti per finanziare una missione spaziale da 10 miliardi di $ e 4 anni di viaggio in criostasi;
    -nel 2089 non saremo ancora riusciti a liberarci di sigarette e ciabatte infradito;
    -nel 2089 il Comandante di un’astronave e i suoi 2 copiloti dialogano tra loro in ghetto-style;
    -il fisico-geologo scelto per una missione scientifica da 10 miliardi di $ puo’ avere l’aspetto di un punkabestia;
    -due membri di una spedizione scientifica nello spazio, durante l’esplorazione al suolo, dopo aver scoperto i resti di una forma di vita aliena, possono decidere di loro iniziativa di tornare all’astronave perche’ “non gli interessa” e perdersi nei 200 mt di tragitto;
    -nel 2089 il geologo e il biologo scelti per una missione scientifica nello spazio da 10 miliardi di $, trovandosi di fronte a forme di vita aliena sconosciute si comportano come bambini lasciati soli dentro una pasticceria;
    -e’ possibile fumare canne dentro una tuta spaziale chiusa;
    -con 3 penose battutacce da tamarro si puo’ riuscire a trombarsi la belloccia dell’equipaggio;
    -l’IPhone del futuro remoto sara’ trasparente;
    -nel 2089 dopo un parto cesareo, ci si potra’ tranquillamente alzare e mettersi a correre senza alcun tipo di problemi;
    -nel 2089 tra i doveri dell’equipaggio di un cargo spaziale c’e’ quello di suicidarsi su proposta del Comandante;
    -di fronte ad ambienti e forme di vita aliene sconosciuti, la cosa piu’ sicura da fare per un team di scienziati professionisti e’ quella di esporsi all’aria senza casco e toccare con le mani dappertutto;
    -il Sig.Weyland, finanziatore della missione, in realta’ e’ il nonno di Griff di Ritorno al futuro II;

  • ahahah olympo sono morto dal ridere! :-)

  • dennis-cabella :

    Defra 75 e Olympo sono i miei nuovi idoli.

  • yourname :

    Olympo non per abbatterti un mondo ma in un parto cesareo non ti aprono la pancia in due!

  • germix :

    salve, condivido molte critiche del post e dei commentatori, personalmente ho trovato il prequel troppo “razza umana” centrico..ma da un punto di vista prettamente fantascientifico la pellicola funziona: il regista ci introduce ad una nuova razza aliena in modo abbastanza credibile e coinvolgente. totalmente diversa dagli ormai abusati Aliens..il tutto, inevitabilmente, in salsa sequel. saluti

  • karu :

    Concordo in pieno con olympo. Molte considerazioni sono le stesse che ho fatto io e gli amici con cui l’ho visto ieri sera :D

    Sono schiattato dal ridere all’ultima analisi:
    il Sig.Weyland, finanziatore della missione, in realta’ e’ il nonno di Griff di Ritorno al futuro II;

    ahahahah è vero!

  • karu :

    Ah, una cosa. Ok che ci sarà un sequel ma… la nave aliena si schianta… in base ad Alien 1 l’alieno non doveva starsene seduto sulla plancia e da lì avrebbe dovuto uscirne un Alien???

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