Il rischio Matrioska…

E’ notte. Il silenzio tra le vie della città è quasi surreale. Mi sento ispirato, motivato, carico.
La mia macchina da scrivere è pronta alla battaglia e non avrò pietà per i vicini di casa; in realtà so che i loro sogni troveranno ispirazione dal dolce battere dei tasti.
Ecco, dalla risma davanti a me tiro fuori un foglio di carta bianco… è immacolato… lo osservo con trasporto come si possa osservare una bella ragazza.
Tra pochi istanti potrò scriverci sopra porcate o capolavori e so che dipende solo da me… alzo il fermafogli della mia Olivetti Lettera22, infilo con cura il foglio nel rullo e ruoto la manopola affinché possa diventare tutt’uno con il corpo della macchina.
Con forza aziono la leva e spingo il carrello indietro… ok, la mia macchina da scrivere è pericolosamente armata… E’ tutto pronto!
Passano interminabili secondi, lo capisco dal ticchettio di una sveglia… gli occhi sono chiusi e ascoltano il silenzio, i tendini delle mie mani sono tesi e pronti a scatenare l’inferno.

3… 2… 1… STOOOOOOP !!!!

Sento le mani bloccate… strani pensieri fanno capolino nella mia testa. Hanno suoni e nomi strani, in alcuni casi quasi incomprensibili: MIBAC, tax credit, fattibilità, target, botteghino…. UAAARGHHH!!! (non è il campanello di Dylan Dog)

Ok, scusate se mi son divertito un pò a romanzare. Sentivo l’esigenza di scrivere questo articolo per il nostro caro blog di Best Movie da un po’ di tempo!

Forse, chissà, l’esigenza nasce dal bisogno di ‘espiare’ l’aver fatto un film hollywoodiano o non lo so… :)

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Avete capito di cosa sto parlando? Sì… sto parlando di CREATIVITA’.

Credetemi, forse a molti questo sembrerà un articolo da kamikaze e lo so, lo capisco perfettamente.

Quanti si interrogano sui contenuti di un film senza lasciarsi influenzare prima in modo importante da quanto il mercato (parola che evoca ortaggi, pesce, banane e gente che chiede ‘a quanto vanno?’ [n.d.r. così si dice a Bari] ) possa esserne interessato?

Ho un’idea e sì, vale la pena farne un film (sia esso un corto o un lungo) ma mi rendo conto che il valore artistico della mia idea è sì pari a 1000 ma quello commerciale… ehm, ehm… quello commerciale… sì insomma, non parla di vampiri e licantropi che si contendono la più figa della scuola e… non si ride a crepapelle.

Oddio… che faccio?

 

RISPOSTA SENSATA: ahahahahah… e ci pensi pure? ma sei uno sfigato!!! ma lascia perdere… omologati, uniformati, adeguati, non ci provare nemmeno o ti vedrai il film con mamma e papà (non crederai che la nonna andrà mai a vedere il tuo film!)

Ripensa tutto mettendoci un pò di tette e culi, una dolce storia d’amore, un pò di vedo/non vedo (più vedo che non vedo) e mi raccomando… sega tutti i tempi morti… che pppalle! Ecco ora quel pezzo romantico che fa sospirare quando lo passano a radio unificate e vai!!!
Adesso sei ad un buon punto di partenza…

RISPOSTA POETICA/SOGNATRICE/FOLLE/RIVOLUZIONARIA: se Truffaut, Godard, Linch, Lars von Trier, Bergman, Kim Ki-Duk, Haneke (citando quelli un pò più ehm… commerciali)… avessero ragionato così non avremmo MAI conosciuto capolavori assoluti che ci hanno cambiato la vita.

Sì perché spesso ci si dimentica che il cinema è prima di tutto una forma d’espressione, la più giovane tra le ARTI e che la politica del ‘si vende’ ci farà sempre più diventare matrioske tendenti all’infinitamente piccolo fino all’invisibile.

Il cinematografo (che bello chiamarlo così) dovrebbe essere un posto da dove uscire un pò diversi rispetto a quando si è entrati.

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Il cinema è una delle cose per cui vale la pena vivere [F.Truffaut]

p.s. per capire di cosa sto parlando guardatevi il film di cui allego il trailer… è l’esempio eclatante di un film che in un mondo regolato SOLO dalle logiche di marketing non avrebbe mai visto la luce.

[Vito]


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