2. DIRECTORS’ OFFICE / HOLLYWOOD INT. DAY

[ENGLISH VERSION]

…e ad un certo punto il sangue che non sa più che strada percorrere, sembra volersi fermare anche lui a guardare, ma non può per il tuo bene. Il cuore invece, lui si che ci vede, e come un direttore d’orchestra impazzito ordina a tutto il corpo di urlare, di scatenarsi. Perché sei dove hai desiderato essere da tutta la vita, ti ricorda che per 11.315 giorni (giorno più, giorno meno), mentre eri nella tua stanza, o in quel locale con gli amici, per strada, in un negozio, mentre litigavi con la tua ragazza, mentre guardavi l’arcobaleno e sorridevi, o anche mentre piangevi, bè in realtà non desideravi altro che essere lì.

Ho 31 anni appena compiuti, ma che calcolo dovrei fare se ogni secondo l’ho passato a chiedermi se sarebbe stato possibile o no, un giorno, dire anche solo “sono qui”. Quanto fa 1 sogno moltiplicato per 60 secondi per 31 anni? Ve lo dico io, fa tante lacrime di gioia.

E così oggi, 11 Agosto 2012, io e Vito siamo andati per la prima volta nel nostro ufficio, costeggiando la collina con la scritta “HOLLYWOOD” che sin da piccoli ci chiedevamo se esistesse davvero o se fosse solo un altro effetto speciale. <<“Fermati Vito! ”>> urlo, e poi continuo <<”Il navigatore dice che siamo arrivati”>>. Ma Vito sovrappone la sua voce alla mia urlando ancora più forte <<”Ca**o Roberto guarda! Gli uffici e gli studios della Warner Bros!!!”>> . E io non posso che sgranare gli occhi, davanti probabilmente agli Studios più importanti al mondo.  Ma non c’è tempo da perdere, siamo in ritardo, alle 9.30 abbiamo un meeting per il film! E così ribadisco: <<“li vedremo al ritorno, dobbiamo trovare l’ufficio…”>>. Ma il navigatore, quasi seccato, alza la voce ribadendo quello che nel frattempo ha detto già una decina di volte <<“DESTINAZIONE RAGGIUNTA”>>.

E’ in quel momento (in realtà un momento che se fosse durato un’eternità sarebbe anche andato bene), io e Vito ci siamo guardati negli occhi e senza necessità di aprir bocca abbiamo capito che forse era meglio stare zitti, perché tanto non sarebbero uscite parole. Si, il nostro ufficio era proprio lì. La nostra finestra affacciata proprio sulle lettere più belle del mondo: “WB”.

Così parcheggiamo l’auto ed entrando temiamo che come negli incubi quel grattacielo davanti a noi non sia del tutto reale, che magari le scale non sarebbero finite mai, o che prima dell’arrivo qualcuno ci avrebbe svegliati. Forse è  per evitare questo che abbiamo preso l’ascensore, e cavolo se lassù ci siamo arrivati.

Per molti di voi sarà solo un ufficio, per altri starò esagerando, ma concedetecelo… per noi quelle scale sono durate 10 anni. Dieci anni di pianti e sacrifici. E per l’amor del cielo sappiamo bene che quelle scale continueranno, e come se continueranno. Ma vi prego, permetteteci di goderci questo nono piano. E permetteteci di gustarci per la prima volta il sapore meraviglioso delle nostre lacrime di gioia, una gioia che non si può raccontare.

Roberto



[VERSIONE ITALIANA]

And then the blood itself doesn’t know which way to flow. It’s like it wants to stop to take a look, but it can’t, for our own sake. On the other hand, the heart can and does stop, and like a mad orchestra conductor, it orders the body to scream and to freak out. Because now you are where you have always wanted to be for your entire life, and the heart reminds you that for the last 11315 days (give or take), while you were in your little room, or in that bar with your friends, or on the road, at the store, while you were arguing with your girlfriend, while you were watching the rainbow smiling, and even when you were crying… well, you only wanted to be there.

I recently turned 31, but I don’t know where to start with the calculation. If for every single second that I have lived I asked myself if I would have ever been here, one day, then what’s one dream multiplied by 60 seconds for 31 years? I know the answer to that: it equals a lot of tears of joy.

So here we are, August 11, 2012. Vito and I went to our office for the first time. We drove by the hill with the HOLLYWOOD sign. Since we were kids, we have always wondered if that sign really existed, or if it were just another special effect.
Stop, Vito!” I scream and then I say: “The GPS says we have arrived to our destination.

Vito screams louder than me and cover my voice: “Fuck, Roberto, look at that! The Warner Bros studios and offices!
And I can only stare with my eyes wide open at what is probably the most important studio in the world. However, time’s a-wasting, we are running late. We have a meeting for the film at 9:30. So I say: “We will see it on the way back, we must find the office…

Then the GPS, almost upset, raises its voice and repeats for the tenth time: “You have arrived at your destination.

That very moment could have lasted forever and we would have been happy. Vito and I looked at each other. We knew it was better to shut up because there were no words for it. Yes, our office was just right there. Our window faces directly at the most beautiful letters in the world: “WB.”

So we parked the car and we entered the skyscraper, thinking it was going to be like in those nightmares when you find out that the building is not real, and the staircase goes up forever and never ends, and someone wakes you up before you can reach the top. So we took the elevator, to be safe, and we made it up there.

For most of you it’s just an office, but please give us a break.
For us this ride up lasted ten years. Ten years of crying and sacrifice. Make no mistake, we know very well that this is just the beginning. Those stairs going up will keep going and going. But please, let us enjoy this moment on the 9th floor. Let us savor for the first time the wonderful taste of our tears of joy. A joy that we cannot describe.

Roberto


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