INDI CINEMA ed Elio Germano per gli INDIPENDENTI

Mi chiamo Roberto De Feo , ho 29 anni e sono un filmaker indipendente. Il mio sogno è fare cinema, il mio incubo è non poterlo fare. In questo momento in Italia il sistema distrugge qualunque speranza, e allora devo scegliere se aspettare standomene con le mani in mano, confidando in un miracolo che non accadrà, o se alzarmi e cercare di fare qualcosa. Quattro giorni fa, 5 Maggio 2011, mi sono alzato e ho cercato di fare qualcosa. Quattro giorni fa, 5 Maggio 2011, eravamo in 250 ad esserci alzati e ad aver fatto qualcosa. Ma non basta.

Chi eravamo? Sui giornali leggerai sigle come AGPC, ANAC, Artisti 7607, Artisti Indipendenti 2010, Consequenze Network, FIDAC, PMI Cinema, Articolo21, ARCI/UCCA, Federconsumatori , SNCCI.  Ma in realtà eravamo attori, registi, produttori, sceneggiatori, scenografi, costumisti, e chi più ne ha più ne metta, tutti stanchi, esausti, arrabbiati, impauriti. La nostra paura? Quella di non poter fare il lavoro che amiamo. La nostra paura è che qualcuno ce lo impedisca, lo stesso qualcuno che invece dovrebbe garantire ad ognuno di noi una possibilità.

E allora come ho già detto mille volte in questo blog, se non ci uniamo, se non ci organizziamo e sosteniamo, presto ci accorgeremo che per noi non c’è nulla, tranne illusioni. Cos’è accaduto il 5 Maggio scorso? Finalmente è stato presentato un progetto SERIO, INDI CINEMA.

Prima di cominciare però, non posso non condividere con voi il video dove ELIO GERMANO, premiato con il David di Donatello 2011 come miglior attore protagonista, legge un breve comunicato proprio a favore degli INDIPENDENTI. Grazie Elio, a nome di tutti.  Qui il VIDEO

Dicevo, ora vi parlo del progetto, poi vi dico cosa ne penso:

La Federazione INDI CINEMA è un progetto scaturito dalla confluenza di numerose realtà significative dell’autoralità, dell’impresa e della professionalità, e si pone come obiettivo la costituzione di uno strumento efficace per realizzare un nuovo modello di sviluppo attraverso la costituzione di una solida reta di forze attive ed efficienti. Ovvero, una “rete della creatività”.

IL PROGETTO ha come obiettivo la realizzazione di un circuito produttivo e distributivo multipiattaforma del cinema indipendente.

IL MARCHIO Indi Cinema deve diventare un “marchio” riconoscibile per tutti, un modello di cinema la cui sfida è la trasparenza finanziaria, l’innovazione linguistica e tecnologica, la riconquista di un pubblico che non sarà un passivo fruitore ma uno spettatore consapevole di partecipare ad un dialogo attivo di rinnovamento culturale.

PRODUZIONE. Si propone un modello a pianificazione triennale che prevede la produzione di almeno 45 film e 24 documentari, per ciascun anno solare. I film dovranno essere realizzati ad un costo industriale massimo di 600.000 euro definibili “a micro budget”. I documentari ad un costo massimo di 125.000 euro. Una dimensione finanziaria realistica in funzione degli attuali assetti e congiuntura.

Punti essenziali del progetto produttivo:

– Aumentare i livelli quantitativi della produzione.

– Assicurare un sostanziale aumento dell’occupazione che riguarda tutto il processo produttivo.

-Una più ampia possibilità d’accesso per la creatività nelle sue varie forme: vere e proprie palestre per la formazione di nuovi talenti.

– Maggiore valorizzazione della formazione.

L’investimento privato avverrà nel contesto in cui i produttori, artisti, autori e professionisti dovranno collaborare alla realizzazione del film nella totale condivisione del progetto. L’investimento pubblico deve rivestire un ruolo centrale nel sostegno e nel compito di selezione. La doppia finalità, culturale e industriale, comporta il coinvolgimento dei due ministeri di riferimento: il MIBAC e il MISE con l’istituzione di appositi Fondi Speciali che non siano limitati solo alle opere prime e seconde. Si chiede inoltre il superamento delle norme imposte dal Reference System.

NUOVI STRUMENTI PER LA DISTRIBUZIONE. Il progetto INDI CINEMA prevede una nuova modalità di proposta commerciale per attribuire maggiore valore alle opere prodotte e agevolarne l’inserimento nei diversi circuiti di distribuzione. A tale scopo è allo studio la creazione di un organismo con un profilo giuridico appropriato che svolga una vera e propria funzione di piattaforma di servizio. Tale piattaforma avrà come missione quella di facilitare: la raccolta di investitori esterni per tax credit esterno e per il product placement; l’incontro tra i “bouquet di film” e i distributori per l’uscita in sala in Italia; lo sviluppo commerciale con i broadcaster per le vendite nei vari canali (free tv, pay tv, ecc.), i sales agent internazionali o i distributori esteri italiani per la commercializzazione all’estero; accordi diretti tra le imprese realizzatrici dei “bouquet”, i circuiti di sale cinematografiche, le centrali di programmazione e alcune Tv locali con le quali si stanno perfezionando protocolli d’intesa.

IL CODICE ETICO: tutte le imprese aderenti alla FEDERAZIONE dovranno attenersi a un codice etico rigoroso per essere meritevoli della credibilità e della fiducia che chiediamo all’intero comparto dell’audiovisivo e dello Stato.

Ecco una breve dichiarazione di STEFANO PIERPAOLI, uno degli organizzatori dell’incontro: “Dopo una lunga fase in cui per così dire è stata ricomposta una coscienza di categoria sulla base della profonda crisi che colpisce gran parte degli operatori del settore, occorreva dare un segno significativo di discontinuità e di coraggio. L’unico modo possibile era quello di elaborare una proposta che provenisse non da gruppi dominanti e autoreferenziali ma che scaturisse dal lavoro comune di entità che più di altre si trovano a convivere con gli squilibri del sistema cinema. Per questo abbiamo dato vita a un laboratorio aperto e orizzontale che sappia interpretare in maniera trasparente le esigenze e gli impulsi della produzione indipendente che rivendica uno spazio più ampio di espressione e di mercato. Da oggi prende vita un cantiere fatto di proposte e di confronto con tutti per arrivare in breve tempo alla composizione di un modello moderno e innovativo capace non solo di conquistare la sua legittima dimensione creativa e produttiva ma di recuperare rapporto con una larga fetta di pubblico che oggi viene penalizzato da scelte di vertice evidentemente sclerotizzate sui canoni televisivi.”

Ragazzi, che dirvi. In molti dopo l’incontro, durato circa due ore, mi han chiesto “che ne pensi”?

Sono sincero, durante la prima fase dell’incontro, mentre si leggevano gli obiettivi del progetto, ero davvero perplesso, sembrava un po’ come ascoltare l’elenco dei propri sogni:

–          Più soldi

–          Più possibilità per tutti

–          Più film

–          Più meritocrazia

Si insomma, non a caso incontravo diversi sguardi non proprio entusiasti. Ammetto che l’idea di trovarmi di fronte all’ennesimo bel mucchio di parole, mi ha più volte sfiorato la mente. Fortunatamente è stata solo un’impressione. Tutte le persone dietro a questo progetto sanno cosa vogliono e come ottenerlo, o almeno come provare a farlo. Parole importanti anche da parte degli altri relatori, sono infatti intervenuti Emidio Greco e Nino Russo per ANAC, Carlo Lizzani, Giulio Scarpati per il Sai, Carlo Testini per ARCI, Luciana Caprara per Cinecittà Luce, Bruno Torri per SNCCI, Santo delle Volpe per il MovEm09, e i rappresentanti culturali dei partiti politici – Matteo Orfini (PD), Stefania Brai (RC e Federazione della Sinistra), Giulia Rodano (IdV), Marco Furfaro (SEL) .

(nella foto l’attore GIULIO SCARPATI, intervenuto durante la presentazione del progetto INDI CINEMA)

Tutti i relatori hanno condiviso un’idea: in attesa di una nuova legge di sistema, le risorse attualmente destinate a finanziare il cinema attraverso il meccanismo dei ristorni, vengano utilizzate per il cinema indipendente. Mica male e? Per questo dico che incontrarsi è fondamentale. Non siamo solo giovani registi, attori, sceneggiatori, con noi c’è tanta, tantissima altra gente, anche molto importante, che vuole vedere cambiare questo sistema schifoso. Quindi muoviamoci, una volta per tutte. Mi aspetto che ognuno di voi si metta in contatto con INDI CINEMA, mi aspetto che non vi fermiate ad aspettare che qualcuno faccia qualcosa per voi, perché così non otterremo mai nulla. Indi Cinema sarà forte solo se dietro al proprio nome ci saremo tutti quanti noi. Immaginate se riuscissimo a riunire sotto il marchio INDI CINEMA 50 mila indipendenti del settore, non pensate che prima di dirci di NO chiunque ci penserebbe 50 mila volte!?!? E ALLORA DIAMOCI UNA MOSSA E CONTATTIAMO INDI CINEMA!

INDI CINEMA è su FACEBOOK.  Potete scrivere anche a info@indicinema.it

VORREI CHIUDERE QUESTO POST, DAVVERO PREGANDOVI DI PASSARE PAROLA. SEMPRE SE AVETE A BUON CUORE IL VOSTRO FUTURO IN QUESTO SETTORE. E VORREI RINGRAZIARE BEST MOVIE DELLO SPAZIO CHE CI CONCEDE. SPERO DIVENTI PRESTO LA RIVISTA DI TUTTI GLI INDIPENDENTI.

SVEGLIA RAGAZZI!!! RICORDATE CHE LA FACCIA DI DAWSON POTREBBE ESSERE LA VOSTRA UN GIORNO.


4 Risposte per "INDI CINEMA ed Elio Germano per gli INDIPENDENTI"

  • groucho :

    Io non farei troppo affidamento sui fondi statali. Ed anche per quanto riguarda i finanziamenti di imprese private, sono piuttosto scettico.
    Il presupposti sono buoni ed il progetto è davvero ambizioso.
    Già reputo un successo essere riusciti a mettere in piedi una macchina di queste proporzioni.
    Non vorrei però che questa gran macchina fosse costretta a rimanere in garage.

  • rob-pulp :

    Già, il progetto è ambizioso, e proprio per questo bisogna supportarlo e avere pazienza. Io personalmente ritengo che sia già un miracolo che qualcuno stia provando a farlo, quindi massimo appoggio, massimo rispetto e fiducia. Ovviamente poi tutto il resto va conquistato… con l’aiuto di tutti. Sono certo che in molti penseranno di essere inutili, di non poter far nulla per questa causa, ma non è così. Tutti insieme possiamo

  • groucho :

    Non volevo passare per disfattista.
    Se dovesse andare in porto un progetto del genere e si riuscisse davvero a produrre e distribuire i 45 film e i 24 documentari, sarebbe di sicuro un bel passo avanti per il cinema indipendente italiano.
    Io da amante di cinema (o meglio, da amante di cinema, che un tempo voleva fare il regista) non posso che darvi tutto il mio appoggio.
    Il cinema ha bisogno di voi.

  • morgan-masci :

    Ragazzi, io vi faccio davvero i miei migliori auguri, ma non ce la farete mai. A voi sembrerà di essere giovani coi vostri 30 anni non ancora compiuti, eppure posso dirvi con cognizione di causa che “se dovevate farcela, ce l’avreste già fatta”. Certo, potrete fare qualche film con qualche effetto speciale caruccio, potrete diventare collaboratori magari ben pagati di qualche regista di serie A, e certo i soldi potranno arrivare. Ma se la mira è fare film che escano in sala, in Italia, e incassino pure… rinunciate.

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