Sei un filmaker squattrinato? Provaci così!

Nel mio post precedente ho parlato della realtà fantozziana in cui vivono i giovani indie filmakers italiani. Siete stati in tantissimi a scrivermi per condividere con me la vostra esperienza altrettanto demoralizzante, ci sono stati complimenti ma anche critiche , e proprio da una di queste vorrei ripartire. Un messaggio ricevuto su Facebook diceva:  “Si vabbè, come dicesti tu alla persona che ti consigliò di andare su un vero set a Roma, ovvero <<e io come ci vado su un set? Mi ci porti tu?>>, anche io caro Roberto chiedo a te:   “e io con quali soldi giro un corto? Ho una storia ma sono ormai 4 anni che cerco soldi, ma di produttori interessati nemmeno l’ombra!“.

Produttori interessati? Produttori!? Pensate davvero che in Italia esistano produttori che ricevuta la sceneggiatura di un corto dicano “Che bella! La giro!”. I produttori in Italia reagiscono alla parola “cortometraggio” come noi reagiamo vedendo la figlia di fantozzi!     Il “produttore italiano interessato ai cortometraggi” è reale quanto questi individui:

Ragazzi smettiamola di credere alle favole.  Il produttore in Italia è colui che usa i soldi degli altri per produrre, e per soldi degli altri intendo “SOLDI PUBBLICI”, fondi statali o Europei. E secondo voi, con il vostro primo progetto da perfetti sconosciuti, in un sistema come quello Italiano, e senza un mercato del cortometraggio, avreste una  chance? No!

Quindi guardate nelle vostre tasche, la storia del vostro primo cortometraggio deve essere figlia di quello che potete permettervi di spendere! Che senso avrebbe scrivere una storia che non potrete girare mai? Volete perdere 10 anni a cercare il “produttore italiano dei vostri sogni”? Per poi rendervi conto che non esiste e finire incazzati neri, nauseati e repressi dal sistema? (forse quello succederà lo stesso). Non fatelo, il tempo non ve lo restituisce nessuno.

E ALLORA IN MOLTI MI AVETE CHIESTO QUALE FOSSE LA STRADA DA SEGUIRE PER CHI NON HA POSSIBILITA’ ECONOMICHE.  ECCO A MIO PARERE L’UNICA STRADA PERCORRIBILE:

Chi di voi non ha niente da spendere, deve cominciare a ragionare con programmi a lungo termine, pensando a racimolare prima dei soldi che permettano la produzione di un corto a bassissimo budget. Molti di voi avranno già storto la bocca e arricciato le sopracciglia esclamando “Come no! Io con i soldi che posso permettermi scrivo una storia da 1 minuto! Questo De Feo sarà proprio un pirla.” Non offendete, vi faccio un esempio: guardate questo CORTOMETRAGGIO. Date uno sguardo alla durata. No, non avete visto male, dura proprio un minuto e mezzo ed ha vinto una marea di premi importanti, e ora Borkur Sigthorsson il regista,  sta girando il suo primo film. Quanto pensate che possa costare un corto del genere? Niente pizza e birra per un mese e lo girate! Questo per dirvi una sola cosa: LAVORATE SULL’IDEA! SIATE FURBI E NON CERCATE DI STRAFARE (ve lo dice uno che ha perso 3 anni dietro ad un corto apocalittico, H5N1).

Cosa intendo con siate furbi? Ognuno di noi ha la sua storia preferita, quella che vorremmo girare a tutti i costi, per la quale saremmo disposti ad aspettare anche anni pur di realizzare il sogno di vederla prodotta. Bene, quella storia non deve essere il vostro obiettivo, lo sarà, ma non adesso. Ora dovete solo chiuderla in un cassetto e dimenticarvela, perché è arrivato il momento di cominciare a muovere il culo seriamente. Ecco cosa dovreste fare:

–          GIRARE UN CORTO seguendo i consigli appena dati. Ammazzandovi pur di trovare una bella idea realizzabile con le vostre finanze. Una volta trovata l’idea, evitate di fare la cazzata che fanno il 90% dei giovani filmakers, rovinare tutto girando con una telecamera di merda e con attori cani. Se c’è una cosa che in Italia supera il numero di notizie riguardanti i festini di Berlusconi quella è AIME’ il tasso di disoccupazione di bravi attori. Ce ne sono davvero tanti e con una voglia matta di esprimersi, dovete solo saperli cercare! Se non potete andare a Roma, provate a rivolgervi alle compagnie teatrali della vostra città o di quella più vicina, spargete la voce su internet  e organizzate provini, vedrete che qualcuno bravo prima o poi lo incontrate. Quanto al supporto con cui girare invece,  ormai in Italia c’è una vera e propria invasione di piccole società di produzione video, nate grazie a progetti regionali finanziati da fondi europei, società che dispongono di videocamere professionali in grado di offrire una qualità accettabile a costi accessibilissimi. Terminate le riprese, vi prego, non montate il vostro corto con WINDOWS MOVIE MAKER, avrete un amico in grado di montare che ne so con ADOBE PREMIERE, EDIUS o FINAL CUT! E che diamine! A corto finito, realizzate un dvd professionale, senza gli EXTRA, perché non lo dovete vendere alla Feltrinelli.

–          DISTRIBUIRE UN CORTO è il passo successivo. Ecco la lista dei FESTIVAL INTERNAZIONALI più importanti, questa invece è la lista dei FESTIVAL NAZIONALI più importanti. Come vi dissi nello scorso post, se avete fatto un buon lavoro potete sperare di essere selezionati in una di queste manifestazioni. Essere selezionati è il minimo, che vinciate o no importa relativamente al fine del mio discorso. Vi servirà per prendere coscienza del vostro talento e per capire se varrà la pena mettersi in gioco, perché le fasi che seguono hanno poco a che fare con la regia, ma saranno fondamentali per il vostro percorso. E sarete voi a dovervi muovere, armati dell’unica arma indispensabile: LA PAZIENZA.

–           ESSERE MANAGER DI SE STESSI. All’estero la differenza tra un regista che lavora e uno che non lavora è che quello che lavora è bravo, quello che non lavora non lo è o lo è meno dell’altro. In Italia potrebbe mai essere così? Ahahahahahah! Oltre alle raccomandazioni ovviamente, nel nostro amato paese la differenza la fanno le agenzie con i loro giochi di potere. Ovviamente potrei raccontarvi la barzelletta del giovane regista indipendente con l’agente che gli procura lavori, ma non farebbe ridere. Quindi, aggiorniamo la lista dei personaggi delle favole e andiamo avanti. Dovrete essere agenti di voi stessi, programmando intelligentemente le prossime mosse. Se avete raggiunto la selezione in un festival importante, potete puntare anche a fare qualche soldino con la distribuzione del vostro lavoro. Come? L’altra volta accennai circa l’esistenza di questi MERCATI DEL CORTOMETRAGGIO, nei festival di Clermont-Ferrand, Palm Springs e al Short film corner di Cannes, dove si riuniscono tutti i DISTRIBUTORI DI CORTOMETRAGGI più importanti del mondo, e dove ogni società ha uno o più delegati con il compito di visionare i corti e nell’eventualità acquistarli e distribuirli nei propri circuiti. Molti di voi mi hanno scritto “Ma io non ho la possibilità di andarci”, sappiate che è possibile anche iscrivere on-line il proprio corto, pagando una cifra onesta, inserendo il vostro lavoro nella lista dei corti “sul mercato”. E’ inutile che vi spieghi la differenza che ci sarebbe se foste presenti lì fisicamente. A questo punto ho deciso di dimostrarvi la mia volontà di espormi e non solo di scrivere belle parole, così condividerò con voi alcuni miei contatti, presi dopo anni di sbattimenti in giro per l’Europa. Sono distributori di cortometraggi; in cambio vi chiedo solo PROFESSIONALITA’ e SERIETA’, perché se cominciaste da domani a bombardarli di corti “senza qualità e curriculum”, allora vi sareste giocati un contatto importante oltre che la faccia! Vedete, il segreto è tutto qui, nel saper aspettare e riconoscere quando è il momento di mettersi in gioco. Fino a che non avrete un minimo di credenziali, di credibilità artistica (data ad esempio da una selezione in un festival importante), non potete neanche pensare di rivolgervi a queste società. Se lo fate con la mentalità “chi se ne frega ci provo”, allora rimarrete molto delusi.  Nella speranza che abbiate capito, ecco alcuni nomi (non posso pubblicare nome e cognome delle persone a cui rivolgersi per ovvi problemi legati alla PRIVACY):

  • AGENCIA PT (Portugal)
  • KURZFILMAG. (Germany)
  • RTP PORTUGAL (Portugal)
  • TV3 Catalunya (Spain)
  • L’AGENCE DU COURT (France)
  • MINI MOVIE (Russia)
  • ZDF/ARTE (Germany)

Di società che distribuiscono corti ce ne sono anche in Italia, ma non posso raccontarvi nulla in quanto non ho mai avuto una contatto diretto. Una delle più importanti è la BLUE SUEDE SHOOTS di ROMA. Segnalo inoltre APERITIVO CORTO, che in molti di voi già conosceranno, è il più grande circuito italiano di cortometraggi, nato per promuovere i giovani registi attraverso una distribuzione sia sul territorio che attraverso i nuovi media emergenti. Degna di nota anche l’iniziativa “48 ORE”: consiste nel produrre e post-produrre un cortometraggio in 48 ore, occhio però, è una sfida tra squadre. A questo punto, indipendentemente da come sia andata la distribuzione, la vita del vostro corto finisce, e arriva il momento di pensare al prossimo progetto. Ovviamente dobbiamo fare passi in avanti, il nostro obiettivo è produrre la storia chiusa in quel famoso cassetto, quella che non avremo mai i soldi per produrre, quindi cerchiamo di sfruttare quello che abbiamo ottenuto sino ad ora grazie al nostro cortometraggio.

–          SOCIETA’ DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA. Abbiamo girato un corto di qualità, abbiamo raggiunto la selezione in un festival internazionale di prestigio (vedi lista festival), adesso abbiamo un minimo di CURRICULUM, il nostro talento offre qualche garanzia, quindi possiamo fare un passo avanti. In Italia ci sono molte società di produzione cinematografica, le più importanti le trovate QUI, e non sono certo quelle a cui dovete rivolgervi! Dovete cercare una società di produzione più piccola, che abbia almeno 3 anni di vita (requisito minimo per chiedere finanziamenti) e perché no con delle produzioni serie alle spalle; cercatela nella vostra città o della vostra regione, e presentatevi  con un progetto serio e ben redatto. Loro sanno bene che esistono bandi e finanziamenti messi a disposizione dei giovani, esiste il Ministero con i fondi per i cortometraggi, esistono le regioni con le loro film commission (spesso producono anche cortometraggi), ed esistono fondi europei destinati a progetti culturali. Insomma, dovete rivolgervi a chi sa cosa c’è in giro e come muoversi.

Certo, non dimenticate che avere CULO sarà fondamentale!

Alla prossima!


8 Risposte per "Sei un filmaker squattrinato? Provaci così!"

  • camba :

    Se posso dare i miei 2 cents.

    Sono andato per 3 anni a mercati e festival di cinema e cortometraggi in giro per il modo per il mio precedente lavoro (corto 5, Canale 5. Talmente fico che l’hanno cancellato, vabbè…)
    e quello che racconta Roberto è assolutamente aderente con la realtà.
    Vabbè, se vogliamo contargli i peli del culo parliamo del suo corto in pellicola. Se invece vogliamo capire cosa voleva dire cerchiamo di andare oltre (ha detto che ognuno deve fare quello che può, perchè fargli una colpa?) e capire cosa c’è oltre la cortina fumosa del nostro paese.

    Io ho visto ragazzi molto più giovani di me che con soli 5′ minuti di corto guadagnavano circa 1000 euro a vendita. E se è un corto che funziona vuol dire che lo vendete ad un buon distributore (5 e più paesi di sicuro) oppure ad almeno i 5 migliori paesi che hanno programmi e canali dedicati ai corti:
    Francia (The best, fa il culo a tutti)
    Portogallo
    Germania
    Canada
    Russia
    Giappone

    E ce n’è anche altri.
    Il prezzo fino a qualche anno fa era di 200 euro al minuto per i diritti Free, il nostro attuale digitale terrestre, la tv generalista, e circa 150 per il satellite/pay per view, e 100 per il web.

    Non è molto, ma quei 1000 euro per un paese diventano 5000 se il corto di 5 minuti viene venduto in almeno 5 paesi.

    Poi naturalmente incide sul costo se il corto vince premi importanti, il che lo può far salire di valore. Un corto che vince Clermont-Ferrand (il miglior festival e il miglior mercato di corti in Europa) non costa meno di 400 euro al minuto.
    x 5 minuti sono 2000 euro
    x 5 paesi sono 10000 euro

    E’ matematica spicciola, ma fuori funziona così. Si parla delle cose che fai, le fai vedere e da quelle guadagni e ti danno dei numeri. Punto, non ci sono altre discussioni, non ci sono produttori bastardi, non ci sono enti pubblici ingiusti.
    C’è prima di tutto il Fare, e poi gli aiuti economici, strutturali, etc…

    Ho conosciuto due ragazzi canadesi di 25 anni, ora 28 spero, che a Cannes mi raccontavano il loro primo finanziamento pubblico per co-produrre con gli States. Gli davano 500 mila dollari canadesi ed io non volevo crederci che i tipi con cui mi ero sbronzato la sera prima avevano avuto questo culo.
    Poi ho visto il loro lavoro ed ho capito tutto. Questi due sono passati dai corti a prodursi un film con 30 mila dollari. Il film è stato acquistato e distribuito. Ma ha aperto una breccia nelle possibilità economiche della NFB canadese. Gli ho chiesto cosa avrebbero fatto, e loro mi hanno detto che i soldi servivano a costituire una società vera e propria, e comprare tutto, e poi a coprodurre. Ma l’ente del cinema canadese gli avrebbe contato fino all’ultimo centesimo. Non come da noi in Italia, dove se hai culo ti danno i soldi ed una parte si perde nelle pieghe della nostra onestà.
    Adesso arriva la parte più interessante: come hanno fatto ad avere 30 mila dollari per girare il loro film:
    Hanno girato e venduto un corto che ha sbancato ai festival di tutto il mondo. Ecco, come hanno fatto. Un corto per cui avevano speso intorno ai 5000.

    Questo è un serpente che si morde la coda. Ma fuori dall’Italia è proprio così. E quello che sta succedendo in Italia in questo momento è che alcune persone stanno iniziando a ragionare così e se ne fottono letteralmente il cazzo se non gli arrivano i finanziamenti. Questo lavoro te lo devi anche creare. E a Milano, Bari, Genova, c’è gente che oggi sta galoppando e non sta ad aspettarsi che il finanziamentino arrivi…

    Adesso, sono stanco e magari qualche puttanata forse l’ho anche scritta, ma quello che so è che si possono fare dei buoni lavori quasi a costo zero. Io ne ho visto, ne ho comprati per Corto 5 a suo tempo. Quello che importa è avere una STORIA e una realizzazione che ne sia all’altezza.
    Se chiunque è convinto di avere queste due cose allora è messo bene. Chi continua ad aspettare che qualcosa succeda è fottuto.
    Il mondo continua ad andare avanti nonostante questo paese ingiusto, i produttori bastardi, politici corrotti e compagnia bella.

    Spero di non essere stato troppo saccente. Non lo sono. Sono un povero cristo come gli altri, con dei sogni nel cassetto non ancora realizzati e una squadra perennemente a rischio di serie B.
    Notte!

  • Camba, grazie per quello che hai scritto.
    Finalmente qualcuno che testimonia che non scrivo assurdità. Ho voluto fare i nomi di alcuni distributori per dimostrare la mia “buona fede”. In realtà sarei pronto a condividere tutti i miei contatti (quanti lo farebbero?), ma certe informazioni su internet non si possono proprio inserire, da qui il progetto di creare qualcosa che parta dal web, e che arrivi ad essere qualcosa di più concreto, con progetti come quelli che stiamo già realizzando a livello locale, e che se ingraneranno proporremo su scala nazionale. Parole sante quelle che dici, “QUESTO LAVORO TE LO DEVI CREARE”, appunto, è quello che dico io, bisogna essere furbi e imparare a muoversi. La valutazione dei corti è un punto interessante al quale non avevo pensato, grazie dello spunto. Ne parlerò.

    Grazie a tutti quelli che si stanno proponendo per darci una mano con il nostro progetto.

  • scoiattolo :

    i tuoi post ormai spaccano.
    Continua 🙂
    (inutile dire che sono d’accordo su tutto)

    In tanti vogliono fare “il regista”, questa figura mitizzata ed evanescente.
    Quello che è chiaro dal post è che solo chi è fortemente motivato riesce ad arrivare a girare un prodotto degno di far parlare di sè. Il talento, unito al sacrificio continuo, e alla dose di fortuna che serve in ogni campo.
    Il cinema non è roba per tutti.

  • Pingback: Il futuro del cinema italiano arriva dai CORTI! | Il blog di Roberto De Feo

  • andrealeanzasfx :

    Concordo in pieno anch’io…non è roba per tutti.
    Ed è proprio un sacrificio continuo per te e per chi ti sta intorno (famiglia, morose, amici…) ma che ti può restituire una gioia immensa dentro che niente altro potrebbe darti.
    E come si fa a dire di no?!
    Io personalmente mi sento ME STESSO solo in quanto faccio questo..non è solo un lavoro, è la mia vita, il mio ESSERE.
    E nonostante la fatica e le lotte continue contro il sistema (italiano) mi sento bene perchè seguo quello che ho dentro.
    Certo, qui (in italia) spesso ti senti tarpare le ali e cadere le braccia (per non dire altro)…ma nonostante tutto sono convinto al 100% che chi ha una grande passione unita a delle capacità reali (il Talento di cui parlava Roberto), NON PUO’ non farcela.
    E farcela per me vuol dire arrivare a poter realizzare quello per cui ti senti nato, che senti dentro fin da piccolo…

    Grazie davvero Rob per aver creato questo blog.
    E’ davvero importante scrivere di queste cose e per chi vuole intraprendere questa strada di LEGGERLE.

  • Pingback: CORTI: Istruzioni per l’uso – parte prima | Il blog di Roberto De Feo

  • ilconterik :

    Bell’articolo e bel blog! Grazie per tutti i consigli che scrivi ogni volta, cercherò di leggere tutti i post pian piano.

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