Giovani indie filmakers, svegliamoci!

Se esistesse un dizionario del cinema italiano, sotto la voce “SFIGATO” ci sarebbe scritto: Giovane filmaker italiano indipendente. Scusate, non voglio offendere nessuno, è che sono un pochino incazzato, e per spiegarvi il perché devo fare un bel passo indietro.

Nel 2001 avevo 19 anni, studiavo giurisprudenza  anche se come dice il conterrone Cetto La Qualunque non me ne importava una “beata minchia”. La mia testa è sempre stata al cinema, al mio sogno di imparare l’arte della regia, o come dice mia madre “a fare i film” .  Qui al Sud esiste una strana tipologia di essere umano che io chiamo il “Cine-bullo”, quello che se ti chiede “che fai nella vita?” e tu rispondi “voglio fare cinema”, dopo diventa il tuo incubo, perché per lui fare cinema vuol dire non fare niente, pensare alle stronzate, non avere i piedi per terra. Se il cine-bullo poi è qualcuno della tua famiglia, o dei tuoi amici, o peggio ancora, la tua ragazza, allora so cazzi. Così cominciai a cercare una scuola di cinema dove per essere accettato non dovevi cambiarti il cognome o aprire un mutuo, e la trovai il più lontano possibile, a Genova.

Finalmente potevo coltivare il mio sogno, lontano da una mentalità deprimente, stando assieme a gente come me. Terminati gli studi, con la testa e il cuore pieni di idee e speranze, mi sono chiesto: “E ora che ca**o faccio? Dove devo andare?” Mi dicevano: “in Italia per farti notare devi andare a Roma, sui set, devi metterti vicino ai professionisti, diventare loro amico, e poi osservarli, studiarli, rubare i loro segreti.” Si, fantastico! E come ci finisco su un set vero, mi ci porti tu? Mio padre la persona più importante che conosce potrebbe al massimo farmi entrare gratis allo stadio.

Ve la faccio breve, sono tornato a casa! E chi ho trovato ad aspettarmi con un sorriso a 32 denti lucidati per l’occasione? I vari cine-bulli ovviamente, con la frase che aspettavano di dirmi da anni:

Ah Ah! che ti avevo detto?”.

Non poteva finire così. E nel giro di pochi mesi mi fidanzai con il treno regionale Bari-Roma, che per facilitare la scrittura chiamerò “Vanessa”. Lasciamo perdere il fatto che Vanessa facesse sempre ritardo e puzzasse terribilmente, che fosse il posto meno adatto per pensare a dove stai andando e se servirà a qualcosa, ma quando passi tanto tempo con qualcuno alla fine ti ci abitui, e quei momenti diventano anche dei ricordi importanti. Dicevo, andai a Roma nella speranza per lo meno di capire cosa dovessi fare per avere una chance, solo che nessuno mi aveva spiegato che nel settore cinema, a Roma,  esiste qualcosa di terribile, nei confronti del quale il cine-bullo è “Biancaneve” (occhio che la scelta della fiaba non è casuale), e costui è il “Demoralizzatore”. Le sue armi sono frasi tipo “le faremo sapere”, “lasciami il curriculum e vediamo” (cazzo ti ho appena detto che non ho mai fatto nulla ma che vorrei stare sul set pure per portare i caffè, che curriculum devo lasciarti idiota!); ma il suo massimo esponente è “il produttore romano”. La mazzata finale me la diede proprio uno di loro, uno che allora aveva le mani nel 50% delle produzioni italiane, che qualche mese dopo mi disse: “er cinema è pei richi e pei fiji di chi fa er cinema”. La mia storia con Vanessa è durata 2 anni, Bari – Roma ogni santa settimana, ma alla fine “frequentare” la città del cinema non è servito a niente. Così tornato a Bari, a casa mia, l’unica cosa che mi restava prima di abbandonare la speranza, era trovare una piccola storia e girare un corto con le mie forze. Così feci, e andò bene, vinsi dei premi anche abbastanza importanti, e da lì è cominciato tutto quanto.

BENE! QUESTA ERA SOLO L’INTRODUZIONE, ERA QUI CHE VOLEVO ARRIVARE! A questo punto do per scontato che abbiate capito cosa volevo intendere con giovane filmaker indipendente sfigato, mi riferivo a me, e perché no, ai tantissimi che hanno fatto un’esperienza come la mia. Ed è proprio da loro o da chi rischia di fare quella fine che vorrei la massima attenzione nella lettura delle prossime righe. Vi invito a leggere questo post sul blog del mio amico Fabio Guaglione, parla delle enormi possibilità offerte oggi dalle tecnologie di produzione e postproduzione, lui la definisce “l’alba di un nuovo periodo storico per l’indie filmaking”. E ha ragione, cavolo se ha ragione. Argomentando le sue idee, Fabio spiega come tutti potremmo portare avanti un progetto filmico, facendo però riferimento a lungometraggi, quindi aimè, restringendo drasticamente il cerchio, rivolgendosi a filmakers indipendenti che abbiano già alle spalle dei lavori e una certa esperienza, che già abbiano dei contatti o che almeno sappiano che strada prendere. Io invece voglio rivolgermi a chi non sa come partire, a chi vorrebbe realizzare un primo lavoro e capire se come si dice qui a bari “IE U MSTIR TU”, in italiano sarebbe “per capire se è il mestiere tuo”, avendo i primi pareri, i primi consigli, e i primi giudizi del pubblico. Io sono stato uno di quelli che una volta girato il primo cortometraggio si è ritrovato con la copia del dvd in mano e tutti i parenti e gli amici attorno. E una volta organizzata la proiezione nel soggiorno di casa, dopo tutti i “Bravo quel figlio mio”, e i “c’ho l’amico registRa”, ti ritrovi inevitabilmente a chiederti, “si ma… adesso? Ho fatto tutto questo per prendermi la pacca sulla spalla da mia nonna?” No. Adesso arriva il turno dei FESTIVAL. Digitando su google “festival italiani cortometraggi” vi apparirà un sito che li divide per data di inizio oppure ordine alfabetico. Avete visto? Scommetto che avete appena urlato:

Urca!!! Ma quanti sono!?”.

Già, con i soldi che spenderemmo solo di spedizioni per inviarlo a tutti quei festival potremmo girarci un film. Era uno scherzo, chiudete subito quel sito, ve lo dice un fesso che ha speso migliaia di euro per spedire i propri lavori a TUTTI quei festival. Fidatevi di me, NON SERVE A NIENTE!

Nei prossimi post se vorrete seguirmi, pubblicherò una lista dei festival ai quali ha un senso spedire il vostro lavoro, nel frattempo, una lista seria la trovate qui: ELENCO FESTIVAL CORTOMETRAGGI. Se il vostro lavoro viene selezionato anche in solo una di quelle manifestazioni, potete sorridere perché non avete fatto una cazzata.  E be, si, ovviamente quello dei festival deve essere un Test, se il talento c’è verrà in qualche modo riconosciuto. Tornando al discorso fatto da Fabio Guaglione nel suo Blog, lui scrive: “Non è comune che qualcuno dica “io realizzo il film, rischio, e poi trovo uno studio che se lo comperi per distribuirlo.” Non è comune, ma lo sta diventando sempre di più. Ancora una volta Fabio si riferisce ai lungometraggi, perché se qualcuno dicesse che una cosa del genere è possibile anche con i corti, verrebbe portato d’urgenza ad un controllo di integrità mentale, giusto? Be, allora cominciate a prenotarmi una visita, perché è esattamente quello che vi sto dicendo. Qualcuno di voi ha mai sentito parlare di un “Mercato del cortometraggio”? Probabilmente i più esperti si. Ve lo spiego: ci sono alcuni festival internazionali, come Clermont-Ferrand, Palm Springs e il Short film corner di Cannes, che organizzano durante i giorni del festival, degli spazi dove riuniscono tutti i DISTRIBUTORI DI CORTOMETRAGGI più importanti del mondo, ogni società ha uno o più delegati con il compito di visionare i corti e nell’eventualità acquistarli e distribuirli nella tv private del proprio paese, o su piattaforme web, pay-per-view, e via dicendo.

Nel 2009 ho girato un corto scolastico per una scuola di Bari (“I nuovi mostri”,ndr), ho speso poche centinaia di euro per girarlo, utilizzando i ragazzi della scuola come attori, con altri due attori professionisti tra loro per alzare il livello della recitazione. Sono andato in uno di questi mercati, e ho firmato due ottimi contratti di distribuzione (per 5 paesi), e sono riuscito ad avere abbastanza soldi per pensare e produrre un altro corto. Ovviamente immaginate portando un lavoro di qualità superiore cosa potreste ottenere.

Vi anticipo una notizia che non potrà non farvi riflettere: Una grossa società inglese sta per produrre il remake di un corto indiano di successo e sta commissionando ad altre società di produzione la realizzazione di più cortometraggi. Che io sappia, sarà la prima volta che accade una cosa simile. Fermatevi un secondo a pensare, che cosa significa questo? Perché succede? E’ semplicissimo: il potere della Tv e i nuovi mercati. Ci sono sempre più canali, sempre più palinsesti da riempire, pay-per-view, piattaforme web come Itunes e web-tv a pagamento, compagnie telefoniche  che offrono la  possibilità di scaricare film e corti sul cellulare, e ora anche le compagnie aeree comprano i corti per trasmetterli durante i voli.  Attenzione ragazzi, come diceva Fabio, QUESTA E’ DAVVERO LA NOSTRA ERA, DOBBIAMO SOLO RIMBOCCARCI LE MANICHE E LAVORARE CON LA MENTALITA’ GIUSTA.

Ragazzi, Svegliamoci! Si ok qui in Italia la situazione è comica, ma smettiamola di piangerci addosso e cominciamo a guardare fuori dal nostro giardino. Negli altri paesi ci sono organizzazioni di giovani filmakers, si  riuniscono periodicamente per scambiarsi informazioni, contatti, esperienze, consigli, per crescere tutti insieme. La nostra arma deve essere la collaborazione (che brutta parola e?). Noi qui in Italia siamo sempre a far la gara a chi sta più avanti, a chi vince più premi e ha più successo. Peccato però che da noi c’è un mercato nel settore cinema che è talmente misero che permette solo ad uno su mille di realizzare i propri progetti. A voi questo va bene? Dobbiamo continuare a scannarci l’uno con l’altro per dividerci un piccolo pezzo di pane? Volete davvero ritrovarmi un giorno con l’espressione di Dawson nella foto in alto? Io no!


28 Risposte per "Giovani indie filmakers, svegliamoci!"

  • scoiattolo :

    E’ spassosissimo questo post!

  • dennis-cabella :

    Leggi tutto, il finale è motivante.

    Ciao Roberto, io condivido il tuo entusiasmo e quello di Guaglione, ma tra il dire e il fare…
    Cioè, non c’è dubbio, siamo tutti bravi (mi ci metto immodestamente anch’io), ma parliamo e scriviamo tutti troppo. Commentiamo gli americani che non sanno scrivere i film, commentiamo i romani che parlano romano anche nei film, commentiamo tutto.
    E alla fine, come nelle migliori tradizioni, chi parla tanto non fa. Cioè si fa il piccolo film indie con la 5d, fa il corto che vince nel mondo, fa lo spot girato con la red. E poi? Monetizza veramente? Crea un filone? I cinema vogliono il prodotto? Si riesce a essere competitivi?

    Se si vogliono veramente cambiare le cose ci vogliono determinazione e organizzazione. Ci vogliono incontri e progetti. Ci vuole professionalità e maturità.
    E’ bello avere il sogno vivo in tasca, ma a un certo punto bisogna cacciarlo fuori e cominciare a fare sul serio.
    Io stimo i filmaker italiani che provano a far risorgere il cinema dalla merda in cui è affogato negli ultimi 20 anni. Ma è tempo di unirsi attorno a un tavolo e discutere il piano. E poi decidere delle date, delle scadenze, i circuiti, chi sarà il pubblico e così via. Ci vuole un’organizzazione più aziendale o più cooperativa.

    Se siete tutto d’accordo, dobbiamo fissare un incontro TOTALE GLOBALE e da lì dare il via alla rivoluione.

  • scoiattolo :

    Leggi tutto, il finale è motivante.

    Ciao Roberto, io condivido il tuo entusiasmo e quello di Guaglione, ma tra il dire e il fare…
    Cioè, non c’è dubbio, siamo tutti bravi (mi ci metto immodestamente anch’io), ma parliamo e scriviamo tutti troppo. Commentiamo gli americani che non sanno scrivere i film, commentiamo i romani che parlano romano anche nei film, commentiamo tutto.
    E alla fine, come nelle migliori tradizioni, chi parla tanto non fa. Cioè si fa il piccolo film indie con la 5d, fa il corto che vince nel mondo, fa lo spot girato con la red. E poi? Monetizza veramente? Crea un filone? I cinema vogliono il prodotto? Si riesce a essere competitivi?

    Se si vogliono veramente cambiare le cose ci vogliono determinazione e organizzazione. Ci vogliono incontri e progetti. Ci vuole professionalità e maturità.
    E’ bello avere il sogno vivo in tasca, ma a un certo punto bisogna cacciarlo fuori e cominciare a fare sul serio.
    Io stimo i filmaker italiani che provano a far risorgere il cinema dalla merda in cui è affogato negli ultimi 20 anni. Ma è tempo di unirsi attorno a un tavolo e discutere il piano. E poi decidere delle date, delle scadenze, i circuiti, chi sarà il pubblico e così via. Ci vuole un’organizzazione più aziendale o più cooperativa.

    Se siete tutto d’accordo, dobbiamo fissare un incontro TOTALE GLOBALE e da lì dare il via alla rivoluione.

  • groucho :

    Tutto vero.
    Bisogna rimboccarsi le maniche, darsi da fare, sfruttare questo momento propizio e gettarsi nella mischia.

    Ma se non si hanno neppure le maniche da rimboccarsi, come si fa? Si può girare un film solo con idee e passione? No. Ci vogliono i soldi. Ed è proprio quello che più manca nel circuito cinematografico indipendente. Per questo i giovani registi fanno a cazzotti, per accaparrarsi un piccolo budget di produzione. Per questo ci sono le sfide, le gare ed i risentimenti. E per questo il cinema indipendente può fare poca strada.
    Per un capolavoro che esce, altri cento magari sono scartati e finiscono nel dimenticatoio: altri cento film, ugualmente validi, non vedranno mai la luce.

    Roberto, ho avuto il piacere di vedere il tuo “Ice Scream”: un vero capolavoro, ottimo sotto ogni punto di vista. Ma quanto era il tuo budget? Erano davvero le “poche centinaia di euro”, con cui hai girato “I nuovi mostri” (che, per inciso, non ho visto)? O era magari un budget più consistente, che si aggirava magari intorno alle “migliaia” d’euro? E chi no disponesse di una tale cifra? O chi, peggio ancora, non avesse neppure le fantomatiche “centinaia d’euro”?

    Ho scritto la sceneggiatura per un corto, che non ho i soldi di girare. E a chiunque mi sia rivolto, mi sono sempre sentito ripetere la stessa, identica, dannata battuta: “Interessante: ti faremo sapere”. Anche la mia sceneggiatura è finita nel dimenticatoio. E con essa il mio nome, che capeggiava orgoglioso sulla prima pagina.

  • @DENNIS
    Hai ragione, siamo bravi a parlare e meno ad agire. Però attenzione, stiamo sul serio provando a fare qualcosa. Abbiamo un progetto e lo presentiamo a giorni. Ne parlerò nei prossimi post in modo che anche gli altri sappiano di cosa parlo. La cosa davvero difficile adesso è pensare di poterlo fare a livello nazionale. Infatti il nostro obiettivo è partire dalla puglia (la mia terra), e in base ai risultati creare dei programmi più ambiziosi. Sono, siamo fiduciosi, e sai perchè? Perchè ho girato in decine di festival quest’ultimo anno, visto le facce dei miei amici filmakers di tutta italia. Ci siamo davvero tutti rotti le palle. Non dico certo che riusciremo a cambiare le cose, io voglio solo capire se c’è un modo per provare a farlo.

    @GROUCHO
    Ciao e grazie per quello che hai scritto su ICE SCREAM. Il budget era di circa 30 mila euro, ma la ricerca dei fondi è stata possibile grazie ad un corto precedente che ho girato e che mi ha portato un bel po di contatti. Parlerò anche di questo nel prossimo post. Quanto ai nuovi mostri, si parla davvero di centinaia di euro, e del supporto della scuola per i mezzi.
    Circa la tua situazione, il non avere davvero possibilità, credimi, è dura, la tua regione non ha una film commission che mette a disposizione fondi per cortometraggi?
    Sai che esiste la possibilità di chiedere fondi al ministero per girare un corto? Devi trovare una storia che possa essere riconosciuta di “interesse culturale”, e una società di produzione (ce ne sono tante e se vuoi ti fornisco una lista). Cmnq saprò essere più dettagliato nel prossimo post.

  • fabioguaglione :

    @Dennis: questa volta ti guardo con tenerezza io, scoiattolo.
    Chi tanto parla poco fa?
    Può essere, ma anche no.
    Stiamo sviluppando dei progetti con delle major americane e “nel frattempo” stiamo realizzando una co-produzione Italia – Stati Uniti, un lungometraggio, collaborando con diverse società non proprio ultime arrivate (sia italiane che europee).
    Occhio…
    Io non sono dell’idea di realizzare la cooperativa dei giovani cineasti italiani. Non ce la si fa, troppe teste diverse, motivazioni diverse, modi diversi di lavorare. Ci hanno provato tante volte, anche con noi, in buona fede.
    Non ha mai funzionato.
    Ciò che invece suggerisce Roberto ha senso. Il networking. E poi ognuno troverà la sua strada.
    Ognuno deve realizzare il suo cazzo di prodotto, e buttarsi nella mischia organizzata.
    Altrimenti non si iniza mai…

    @GROUCHO
    La questione dei soldi è una scusa, un pretesto.
    Se si è determinati si ottiene tutto.
    Il nostro primo corto, “Ti Chiamo Io”, è stato realizzato con 0 euro (anzi Lire, all’epoca c’erano ancora le lire).
    Da lì abbiamo cominciato a guadagnare credibilità e crearci contatti, trovando budget sempre più grandi per i lavori precedenti.
    Come dice Roberto…”SVEGLIATEVI!” nessuno vi darà domani un budget per un corto o per un film perchè siete bravi… dovete dimostrarlo!
    Al giorno d’oggi non ci sono scuse.

    @ROBERTO:
    sto pianificando un articolo per il blog che si chiama “la mappa della rivoluzione”. E tu scriverai il secondo capitolo “i passi della rivoluzione”. vedrai. usiamo la voce di Best Movie. Magari nessuno ci ascolterà. Magari convinceremo qualcun altro ad agire come pazzi, come stiamo facendo noi…

  • Fabio. Io e Vito qui in Puglia siamo in ottima compagnia. Dobbiamo creare una rete, altrimenti sarà tutto inutile. Trovare gente che vuole solo “fregare” contatti sarebbe na tragedia 😉 Cmnq lo sai che siamo con voi… e siamo incazzati neri

  • per “FREGARE” contatti intendo gente non interessata ad un obiettivo comune, ma solo a prendersi il nome e dimenticare il motivo per cui lo abbiamo condiviso.

  • fabioguaglione :

    Liberi di provare, dudes…
    io non credo nella cooperativa, ma credo nella rete di contatti.
    non credo nell’unirsi TUTTI QUANTI per un unico movimento.. credo sia meglio allearsi a seconda del progetto, mirati.

    Hahahahah, siamo degli invasati!

    Alla guerraaa!

  • no no, che cooperativa, non ci credo nemmeno io al “tutti insieme per la gloria”, mi viene da ridere solo a pensarci. Quello che vorrei io è che si creasse una rete di contatti ENORME, e che dandosi una mano o come dici tu ALLEANDOSI, si possa riuscire a mettere in moto un meccanismo che permetta a tutti di portare avanti un progetto. Mi spiegherò meglio. Ora ho sonno 🙂

  • dennis-cabella :

    Carissimo Guaglione, come al solito dimostri di ascoltare solo il tuo ego.
    Io parlo di organizzazione aziendale, non di cooperative o centri sociali del cinema.

    La rivoluzione avviene solo se si crea una vera e propria major, un’azienda, un luogo che concentra i migliori registi, i migliori artisti, i migliori pr, i migliori imprenditori e così via.

    Il networking passionale non funziona.

    Comunque, buona fortuna.

  • fabioguaglione :

    Caro scoiattolo,
    se rileggi il tuo primo commento potrai capire chi è stato il primo a sfoggiare un ego col mantello rosso, dall’alto del piedistallo della conoscenza suprema, additando chi crede di aver cominciato qualcosa di buono se ha girato un film con la 5d o un corto che sta ricevendo vittorie da tutto il mondo.

    Ma che cos’è l’INCONTRO GLOBALE TOTALE di cui parli?
    ma per piacere.. sogni bambineschi di organizzazioni universali, che poi non ci si riesce a mettere d’accordo manco su un blog. Che tenerezza, scoiattolino della mamma.

    Io ti dico: grazie dell’augurio di buona fortuna. Non vediamo l’ora di assistere alla nascita della tua major GLOBALE TOTALE CON TUTTI I MIGLIORI REGISTI, ARTISTI, PR, IMPRENDITORI (del mondo o solo dell’Italia?)

    Torno a montare il mio lungometraggio co-produzione Italia-Usa girato con la 5d grazie al mio networking professionale.

  • groucho :

    @ROBERTO
    Ho già sentito parlare dei fondi ministeriali concessi a pellicole di interesse nazionale.
    Ma la crisi finanziaria ed i relativi tagli alla Cultura stanno rendendo davvero arduo l’ottenimento di sussidi da parte del Governo.
    Se si pensa poi che il Ministero della Cultura ha considerato “film di interesse nazionale” l’ultimo (o il penultimo?) cinepattone della Premiata Ditta DeSica&co., non credo che, al di là di ogni ideologia politica, si possa fare affidamento sul Governo.
    Comunque, non mi do per vinto: il tuo post mi ha incoraggiato a rispolverare dal cassetto la mia sceneggiatura.
    Grazie e in bocca al lupo.

    @FABIO
    “Se si è determinati si ottiene tutto”. Se si vuole davvero qualcosa, alla fine si ottiene.
    Non sono invece del tutto daccordo sull’irrilevanza del aspetto monetario. Perchè una video camera degna di questo nome, un programma di montaggio e attrezzatura varia hanno comunque un costo. E non tutti possono permettersi una tale cifra.
    I soldi non sono indispensabili per fare un capolavoro. I soldi sono indispensabili per partire, farsi conoscere ed avere qualche contatto utile.
    Poi se uno è davvero bravo e capace, non avrà più problemi di questo genere.

  • @GROUCHO
    Sono davvero contento del fatto che il mio post possa averti incoraggiato. Anzi, hai appena ricambiato il favore, perchè mi hai dato uno stimolo in più per continuare su questa strada. Grazie

  • fabioguaglione :

    Groucho, non so cosa dirti…
    Io faccio sempre riferimento alla mia esperienza, in cui siamo partiti senza soldi e con innumerevoli sacrifici e strategia siamo riusciti a costruirci una strada.
    Spesso i soldi costituiscono una scusa, e le tecnologie e i prezzi di oggi non ammettono più scuse.
    Questo è il mio pensiero e la mia diretta esperienza non può che alimentare questa mia personalissima convinzione…

    Se i soldi sono così importanti molti filmakers non avrebbero realizzato mai la loro opera prima… I primi film (lungometraggi, non corti ) di Rodriguez e Nolan sono costati qualche migliaia di dollari.

    E se uno mi viene a dire “io non ce li ho qualche migliaia di dollari” vuol dire che non è abbastanza determinato per metterli via… non stiamo parlando di cifre inaffrontabili, e nessuno vi regalerà mai niente…

    Chiedo scusa per il tono duro, ma ricevo veramente un sacco di email di persone che vorrebbero fare ma che dicono che è impossibile fare… Noi siamo la nuova generazione, e se le cose non le cambieremo noi, non le cambierà nessuno.

  • groucho :

    Figurati: il tuo, Fabio, non è un tono duro. Il tuo è il tono di chi ce l’ha fatta e vuole continuare per la sua strada: se anch’io fossi nella tua stessa condizione, utilizzerei lo stesso tono.
    In bocca al lupo.

  • andu97 :

    ok , ci si arma di tutta la buona volontà del mondo ma la domanda è , come cominciare ?? Se c’è una strada che porti all ‘ opera prima , alla realizzazione dei propri sogni , qual è ???

  • la strada che porta all’opera prima, in Italia, è la stessa che portò Frodo a distruggere l’anello. Quello che posso permettermi è suggerire le mosse da fare, ed è quello che farò con il blog.

  • max-kurtz :

    Bel post e bel blog, bravo Roberto.
    Proprio ieri me ne stavo andando un po’ in paranoia per questo, anche io sono di Bari, e ho una forte ambizione e voglia di lavorare in questo ambito, sto tentando, ci sto riuscendo, a volte a stento, a volte con insicurezza, data anche dai Cine-bulli da te citati, però la passione, la voglia, l’amore, sanno avvolte vincere alcune sfide, però bisogna iniziare seriamente a lottare.
    Insieme, non uno contro l’altro come succede spesso qui.

    grazie, spero a presto.

  • max-kurtz :

    Bel Post e Bel Blog, Roberto.
    Me ne stavo andando in paranoia in questi giorni per questa cosa, anche io sono di Bari, e ho una forte ambizione di lavorare in questo ambito, ci sto provando, sto tentando, a volte a stento e a volte con un po’ di insicurezza e mancanza di coraggio, colpa dei sopracitati cine-bulli, però sento che è la cosa giusta per me, credo fermamente che la passione e l’amore portano alla realizzazione dei propri progetti, però dobbiamo inziare a lottare, seriamente lottare, non l’uno contro l’altro come accade spesso oramai, ma tutti insieme.

    grazie, spero a presto.

  • appunto Max. Sei di Bari quindi ancora meglio, stiamo cominciando il nostro progetto proprio dalla Puglia, anche se ovviamente abbiamo una rete nazionale. Ci stiamo lavorando proprio in questi giorni, ne parlerò presto e cercheremo di fare qualcosa di concreto. Grazie a te. A presto

  • fabioguaglione :

    Se io e Roberto detenessimo la conoscenza della strada che porta ai propri sogni, a quest’ora saremmo ricchi, e con quelle ricchezze staremmo sovvenzionando le nostre esalogie fanta-horror.

    Purtroppo non c’è nessuno che potrà dirti quale sia la strada giusta… in questo mestiere, come nella vita, non ci sono mica delle guide da consultare.

    Ciò che possiamo fare è dare consigli sulla base delle nostre esperienze.

    Io dico che anche il crearsi una strada, trovarsela, inventarsela, è un passo fondamentale che non si può saltare a piè pari…

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  • simplys :

    I FESTIVALS DI CORTOMETRAGGI NON SERVONO A NIENTE.
    A questo link un video ed una discussione sul tema:
    http://www.videomakers.net/forum/viewtopic.php?p=1061670

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