Ho visto “The Green Inferno”, cosa penso sul V.M.18 anni (NO spoiler)

the-green-inferno01Ieri sera, dopo una lunga attesa durata due anni, da grande fan di Eli Roth e dei torture movie mi sono precipitato al cinema per guardare THE GREEN INFERNO. Un film che la commissione censura italiana ha VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI con questa motivazione:

per l’eccessiva crudeltà di alcune immagini e per la presenza di contenuti troppo esplicitamente violenti “.

Non ricordo un altro film vietato ai 18 uscito al cinema negli ultimi quindici anni, ma ho una cattiva memoria e potrei sbagliarmi. La mia reazione al divieto è stata rabbiosa, pensavo fosse la solita esagerazione made in Italy. Pensavo. E giustamente Midnight Factory (il distributore del film) ha trasformato il divieto in un’arma per far venire l’acquolina in bocca al pubblico. Ottima mossa. Poi però ho scoperto qualcosa che non mi aspettavo. La stessa commissione ha integrato il divieto giustificandosi con un secondo testo che andava a modificare il primo. Ecco cosa c’era scritto in più: “Durante le prime proiezioni tenutesi in occasione di anteprime stampa e Festival in Italia e all’estero, alcune persone si sono sentite male durante la visione e altre sono svenute di fronte alle crudissime immagini del film di Roth”

Si ok, starete pensando “quante volte abbiamo sentito queste frasi? Sono solo trovate pubblicitarie”. E non avreste torto, se non fosse che non era la casa di distribuzione o la pubblicità a dirlo, ma la commissione censura. E c’è una gigantesca differenza!

FullSizeRenderArrivo al dunque: sono alla casse, pago il biglietto e noto la sigletta rossa V.M.18 accanto al titolo, cosa che mi eccita non poco visto che era una vita che non accadeva! Sono super carico! Il film inizia…

La trama è bella: un gruppo di giovani attivisti parte in Amazzonia per salvare una tribù di indigeni a rischio estinzione. Il loro habitat naturale è minacciato dal disboscamento operato dalle multinazionali. Il piano dei ragazzi è rischioso, raggiungeranno l’area che sta per essere devastata dalle ruspe e si incateneranno agli alberi. Grazie ai cellulari riprenderanno tutto e trasmetteranno in streaming sui social. Tutti parleranno di loro, l’opinione pubblica sarà disgustata dall’operato delle multinazionali che a quel punto si troveranno costrette a fermare il disboscamento. E fin qui… TUTTO BEEEENE. Anzi, il film affronta temi seri e importanti, l’ambientazione è semplicemente mozzafiato. La foresta Amazzonica è uno dei posti più belli del pianeta e le riprese aeree, o quelle sul fiume, non potrebbero raccontarlo meglio. Tutte queste meraviglie naturali ti portano quasi a dimenticarti una cosa fondamentale: STAI GUARDANDO UN FILM DI ELI ROTH. Uno che lo stesso Quentin Tarantino ha definito “suonato”.

E infatti, da lì a poco, si passa alla fase…

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Un attimo ragazzi. Tengo a precisare che sono cresciuto guardando film horror/splatter, torture movie e torture porn (che non sono i film porno, sia chiaro, lo scrivo per mia madre che ora ha facebook e leggerà questo articolo). Più violenti sono i film, più mi piacciono. Come sceneggiatore e regista faccio fatica a presentare progetti horror miei, perchè di solito vengono giudicati troppo violenti. Nel 2010 mentre in un cinema a Milano si proiettava un mio corto intitolato ICE SCREAM, un ragazzo svenne in sala durante una scena in cui al protagonista veniva strappato via un dente. Eppure ieri davanti a “The Green Inferno” è successo qualcosa che MAI avrei pensato potesse accadere: HO AMMESSO CHE LA COMMISSIONE CENSURA AVEVA RAGIONE.

Tutta colpa di questi due bastardi…

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C’è una scena in particolare (che non vi racconto per non spoilerare) durante la quale il 75% delle persone in sala aveva le mani sul viso. Una scena che riscrive la definizione stessa della parola “violenza”. Mamma mia che schifo!!! ahhahahaha ELI ROTH TI AMO!

Chiudo rassicurando i fan del regista, che mi chiedono se nel film manca la solita ironia presente in tutti i suoi capolavori precedenti (Hostel, ad esempio). La risposta è NO! NON MANCA! Anzi, qui si spinge oltre ogni limite!  Vorrei raccontarvi più cose del film e dirvi più liberamente cosa penso, ma rimando ai prossimi giorni quando la maggior parte di voi l’avrà (spero) visto.

Ecco il trailer di THE GREEN INFERNO. Vi prego, ANDATE A VEDERLO! Dimostriamo ai distributori italiani che la passione per il cinema vince sempre, anche davanti a divieti così forti, e giusti.

P.S. Il film, a mio parere, contiene anche un macabro messaggio animalista. Quello che tanto ci disgusta guardando ciò che accade ai protagonisti una volta messi in gabbia, altro non è che quello che ogni giorno noi umani facciamo agli animali.


3 Risposte per "Ho visto “The Green Inferno”, cosa penso sul V.M.18 anni (NO spoiler)"

  • superheros :

    Negli ultimi anni l’unico film VM18 è stato Hostel Parte 2 sempre di Eli Roth, strano è??? Comunque è loico che anche quel film li fu VM18, dopo tutto tra decapitazioni, castramnti e torture varie non potevano certo farlo VM14 come il primo.
    Che comunque anche il primo scondo me doveva essere VM18 visto alqune scenne che contione.

  • superheros :

    Mi scuso per gli errori colpa del cellulare.

  • mox7 :

    E’ sempre bello, dopo la visione di un film, rimanere soddisfatti del divieto attribuitogli e comprenderne i motivi..quando succede significa a mio parere che c’è della sostanza nel lavoro del regista, una volontà esplicita di osare. Sono rimasto anche io soddisfattissimo dal film e condivido l’opinione relativa al “macabro messaggio animalista”..in alcune scene ho sentito l’impulso di non voler più mangiare carne! u.u
    Detto questo, attendo la tua recensione, Roberto!

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