Chronicle è molto di più di un film su tre ragazzi che entrano in possesso di superpoteri. È innanzitutto una storia di solitudine. Il vero protagonista è Andrew Detmer (Dane DeHaan), un ragazzino dalla situazione familiare a dir poco disastrosa: la madre è molto malata, l’assicurazione sanitaria non copre le spese delle cure, mentre il padre maltratta il figlio e si ubriaca per sfuggire al dolore insopportabile di vedere soffrire la moglie...
Scrivendo questo post so già che finirò per inimicarmi tutti i miei 12 lettori (- 1), ma non ho paura di andare controcorrente e di dire "Basta con i supereroi fantoccio!" Venerdì scorso sono andato a vedere The Avengers in un cinema qualunque di una via qualunque di Roma. Le aspettative con cui sono entrato erano già basse, ma una volta uscito dal cinema ero quasi depresso. Mi sono annoiato a morte: i personaggi non hanno spessore, la trama è piatta e i dialoghi sono un concentrato di retorica americana sulla libertà, sul potere e su ciò che è bene o male...
Scartato da Hollywood, denigrato dal New York Times («di una bruttezza rara» è stata la sua sentenza), uscito in poche sale… ma soprattutto amato dal pubblico americano. Così October Baby ha debuttato sul grande schermo, affrontando con coraggio un tema fin troppo taciuto dalle grandi produzioni: l’aborto. Sono venuto a conoscenza di questo film solamente pochi giorni fa e a colpirmi non è stata solo la trama, indubbiamente temeraria, ma anche la storia che sta dietro la lavorazione di October Baby...
Per un pazzo furioso come il sottoscritto, che dedica una serata all’anno a ripercorrere le gesta di William Wallace, che ha intervistato lo sceneggiatore di Braveheart, e che cita a memoria le battute di Mel Gibson, scoprire che il suo film preferito non è tutto farina del suo sacco rischia di essere un duro colpo. Fortunatamente, però, la bellezza di Un uomo per tutte le stagioni (1966) ha sopraffatto la mia improvvisa delusione, lasciando spazio allo stupore di una storia da cui Braveheart sembra proprio aver preso spunto...
Arriva un momento in cui uno si volta indietro e ripensando alla propria vita si chiede: sono felice? E come un cancro s’insinua il dubbio di aver perso delle occasioni che avrebbero potuto cambiare per sempre il corso della propria vita: “Se fosse andata così, forse non mi troverei dove sono”. Ed è proprio questo sospetto che logora Charlize Theron in Young Adult, quarta commedia agrodolce diretta da quel genio di Jason Reitman e scritta dal premio Oscar Diablo Cody (Juno)...
Ammetto che ero un po’ scettico prima di entrare in sala. Il trailer non mi aveva incuriosito per niente, le cinque nomination agli Oscar men che meno e George Clooney non è proprio il mio attore preferito. Ma chi aveva già visto il film insisteva nel dirmi che dovevo vederlo a tutti i costi. E così mi ritrovo seduto all’anteprima di Paradiso Amaro (al cinema dal 17 febbraio), desideroso di venire smentito e di restare imprevedibilmente stupito da una grande storia...
Come sono belle le storie che fanno ridere e piangere insieme! Se a parole questa sembra una frase astratta, tutto diventa più chiaro quando si vedono film come The Family Man, Prova a prendermi, The Weather Man o 50 volte il primo bacio. Si ride, si piange e si dà una pacca sulla spalla a chi ci ha consigliato il film. Ma se ci fosse un regista che sforna “commedie intelligenti” come queste con cadenza biennale, non fareste di tutto per vedere i suoi film? Ebbene esiste e si chiama Jason Reitman...
Bruce Wayne è tornato a Gotham City dopo 15 anni di assenza e Batman non è ancora “nato”. Gordon è stato appena trasferito in un distretto corrotto della metropoli e sua moglie aspetta un bambino. Intanto Carmine Falcone, detto “Il Romano”, gestisce il crimine di una città corrotta in cui droga e prostituzione dilagano nell’indifferenza e nella silenziosa approvazione della polizia. Sono queste le premesse di Batman: Anno Uno (in inglese: Batman: Year One), celebre graphic novel di Frank Miller e David Mazzucchelli che ha ispirato Christopher Nolan nel raccontare le origini del cavaliere oscuro in Batman Begins...
L’altro giorno ho fatto uno dei miei giri settimanali in fumetteria e ho scovato una preview inattesa che non può essere ignorata… specialmente per gli amanti del cinema. Vi ricordate quando è stata presentata la cover di Xerxes di Frank Miller pubblicata in America nella collana Dark Horse Presents? Ora questo fumetto è approdato in Italia pubblicato dalla Bao Publishing e, oltre a presentare altri comics d’oltreoceano, ci regala un’anteprima di Serse, fumetto prequel di 300 realizzato dal geniale Frank Miller...
«La morte del vecchio per la vita della bambina. Uno scambio equo». Una frase che ti penetra nelle ossa, mentre Bruce Willis giace agonizzante e abbandonato sul molo, abbracciato dalla piccola Nancy. Ma riusciranno Robert Rodriguez e Frank Miller a realizzare un Sin City 2 all’altezza del primo? Non credo, ma di certo ci proveranno. Per la cronaca, i miei dubbi non sono campati per aria, ma si basano sulle graphic novel di quel genio di Frank Miller che ispireranno l’atteso sequel di Sin City...