Il Papa a immagine e somiglianza di Sorrentino

A-1Patinata, surreale e provocatoria. Si presenta così la nuova serie tv del premio Oscar Paolo Sorrentino, The Young Pope (una produzione Sky, HBO e Canal +), i cui primi due episodi sono stati mostrati in anteprima alla 73ma Mostra del Cinema di Venezia. Al centro della storia è il giovane Lenny Belardo (interpretato magistralmente da Jude Law), il primo americano a essere eletto Papa nella storia della Chiesa. Un’elezione improvvisa e inaspettata, che ha distrutto psicologicamente anche il suo mentore (e cardinale) Michael Spencer (James Cromwell), incapace di accettare la nomina del suo pupillo. Intanto Belardo adotta il nome di Pio XIII e inizia a confrontarsi con le responsabilità della sua nuova carica. Ma il Papa che emerge da questa serie tv è solo una figura a immagine e somiglianza di Paolo Sorrentino. Nei titoli di testa assistiamo a un sogno a rallentatore in cui Jude Law intraprende un folle discorso di apertura. Qui afferma che la Chiesa si è dimenticata della felicità degli uomini e professa amore e libertà, aprendo una finestra su matrimoni gay, masturbazione, anticoncezionali, aborto ed eutanasia. Sogni degni di un Papa, insomma. Nelle sequenze successive veniamo poi a conoscenza del suo passato travagliato, tra l’abbandono dei genitori e l’accoglienza di suor Mary. Ed è proprio suor Mary (nei cui panni si cala Diane Keaton) che il Papa vuole al suo fianco, «perché è l’unica persona che mi abbia mai voluto bene». Pio XIII appare duro e spietato, incapace di gesti di generosità e di misericordia. Instaura con tutti un rapporto freddo e distaccato. Apparentemente amante dell’ordine e dei riti, spinge un prete a tradire il segreto del confessionale per venire a conoscenza dei peccati del clero in Vaticano, con la promessa di farlo diventare cardinale in futuro. Il Vaticano, infatti, è presentato come un luogo asfittico, popolato da cospiratori, dove nessuno vuole sconvolgere il fragile equilibrio di una Chiesa in decadenza. Tra questi figura anche il cardinale Voiello, interpretato con forza da Silvio Orlando, apparentemente attaccato solo al potere ma capace anche di imprevisti slanci di umanità. Non mancano poi sequenze sulle note de Il Padrino, come l’incontro tra il Papa e il suo ex mentore Spencer. Quest’ultimo non disdegna insulti e sbeffeggi verso la nuova guida della Chiesa, spingendolo a dare le dimissioni e affermando: «Io dovevo essere il Papa! Tu non sei nessuno e non ti chiamerò mai “Sua Santità”».

A-2Inoltre, in The Young Pope la fede è un inutile orpello: se c’è va bene, se non c’è va bene comunque. Lo stesso Papa non sembra avere le idee chiare al riguardo: «Io sono la contraddizione, come Dio uno e trino, la Madonna, vergine e madre, l’uomo, buono e cattivo». Per non parlare del discorso finale con cui inaugura il suo pontificato, avvolto nell’ombra come una rockstar americana: «Occupatevi di Dio, io non mi occuperò di voi. Non vi dirò se Dio esiste. Ma se non riuscite a dimostrarmi che Dio non c’è, allora significa che esiste». E quando dalla folla un bambino gli punta un laser verde in faccia, Pio XIII esplode di rabbia urlando: «Come osi mancare di rispetto al tuo Papa! Voi non siete degni di me!».

SorrentinoIn ultima analisi, The Young Pope appare solo come una grande operazione marketing. A partire dal poster, con un Jude Law impassibile che emerge dalle acque di una piscina enorme a forma di croce e, sulla sfondo, un Vaticano in fumo. E se la regia di Sorrentino è impeccabile ed elegante, la storia (scritta sempre dal regista) è soporifera e priva di originalità. Più adatta a un film che a una serie tv. A meno che non si consideri originale un Papa affascinante e squilibrato che sforna battute anticlericali. E a testimoniare la confusione di questa storia sono le dichiarazioni di Sorrentino in conferenza stampa: «The Young Pope è un lavoro che affronta con curiosità e onestà, senza sterili provocazioni o pregiudizi, le contraddizioni, le difficoltà e le cose affascinanti della Chiesa. Ho proposto un Papa diametralmente opposto a quello attuale, perché potrebbe accadere che ne arrivi uno così. È illusorio credere che la Chiesa abbia avviato un lungo cammino verso il cambiamento e l’apertura». A questo punto ci si chiede se Sorrentino abbia mai ascoltato un’omelia di Papa Francesco, o se era troppo impegnato a scrivere gli sproloqui del suo Pio XIII…

Per contattarmi: [email protected]


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati