La famiglia Bélier, amare a suon di gesti

AAAIn Francia è già un fenomeno che conta oltre 7 milioni di presenze e molti lo hanno (giustamente) paragonato a Quasi amici. La famiglia Bélier è, infatti, una di quelle sorprese che non ti aspetti di trovare al cinema. Una di quelle commedie che abbatte la diga delle emozioni per lasciare libero sfogo a lacrime di commozione e a risate di gioia. Protagonista del film è la sedicenne Paula, interpretata da una freschissima Louane Emera (qui al suo esordio), unica componente di una famiglia di sordomuti a essere dotata del senso dell’udito e della parola. Cresciuta assistendo i genitori e il fratello minore nell’attività di famiglia, gestendo i rapporti con banche e fornitori, Paula è dovuta crescere in fretta mettendo al primo posto la famiglia. Ma quando scopre, grazie al suo professore di canto, di possedere delle incredibili doti canore, Paula si trova per la prima volta di fronte a un bivio: terminare gli studi a Parigi e studiare canto in una delle migliori scuole francesi, o restare a casa a sostenere i genitori.

Famiglia-1Il film racconta con profonda delicatezza il periodo di transizione dall’adolescenza alla maturità, dipingendo il toccante ritratto di una famiglia unita e alle prese con i problemi di tutti i giorni. La famiglia Bélier introduce così il pubblico a un viaggio tra due mondi lontani, quello della giovane Paula e quello dei suoi genitori, che poco alla volta si avvicinano per riuscire a incontrarsi in un tripudio di colori. Un cammino di bene che cresce impercettibilmente, poco alla volta, tra cadute e riprese, delusioni e prese di coscienza. Alla fine del viaggio tutti avranno fatto un passo in più verso l’altro, imparando a conoscersi meglio e ad abbracciare le proprie diversità, sia umane che linguistiche. E anche se difficoltà e incomprensioni non mancheranno, queste non impediranno di lasciarsi sorprendere ancora una volta e di accettare che la vita porti a imboccare una strada diversa da quella immaginata. Commovente quando il padre sordomuto chiede a Paula di cantare per lui e, tenendole la mano sulla gola, tenta di captare le vibrazioni delle corde vocali della figlia. O quando vedendo la figlia cantare in un duetto (senza poterla ascoltare), i genitori si stupiscono nel vedere le lacrime agli occhi del pubblico in sala.

Famiglia-2Esilaranti le gag tra i genitori di Paula, interpretati dai famosi Karin Viard e Francois Damiens, che danno vita a comiche performance basate esclusivamente sul linguaggio dei segni e su mimiche facciali da rendere orgogliosi i grandi artisti del cinema muto. Sorprendente anche la freschezza e la semplicità della protagonista Louane Emera. Scelta dal regista tra i finalisti del talent show di The Voice, Louane si è rivelata una scelta vincente, dimostrando carattere sia davanti alla telecamera, sia nelle performance canore. Cruciali, inoltre, i testi delle canzoni cantate da Louane (splendide le melodie!), che si amalgamano alla trama scandendo il ritmo del film. Tra i compiti più ardui per i tre attori, imparare a recitare con il linguaggio dei segni, associando le espressioni del volto al senso dei dialoghi, è stata indubbiamente l’impresa più impegnativa. Motivo per cui hanno dovuto frequentare per sei mesi, quattro ore al giorno, delle lezioni con un maestro che ha insegnato loro questo particolare metodo di comunicazione. Un metodo già appreso dall’unico membro del cast ad essere sordo anche nella vita reale, Luca Gelberg, qui nei panni di Quentin, il fratello minore di Paula. Il risultato finale è una storia appassionante in cui lo spettatore è invitato a osservare il film dalla prospettiva di ciascun personaggio ed è chiamato a prendere posizione insieme a loro. La famiglia Bélier è al cinema dal 26 marzo.

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