50 sfumature di NOIA mortale

CinquantaSmontare Cinquanta sfumature di grigio da un punto di vista critico è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Hai già vinto in partenza. Non c’è nulla di azzeccato, del resto, in questo polpettone. A meno che l’obiettivo del film fosse quello di addormentare il pubblico in sala, perché in tal caso il bersaglio è stato centrato in pieno. Certamente non aiutano una regia banale, due attori privi di spessore, una stucchevole atmosfera patinata e sequenze di sesso meno erotiche del bacio tra Biancaneve e il principe azzurro (resta comunque doveroso il divieto ai minori di 14). Per non parlare dei dialoghi… Frasi come «Io non faccio l’amore, io scopo forte!», «È l’ora del bagnetto», o « Se accetti di essere la mia sottomessa, io sarò devoto a te», scandiscono il ritmo soporifero del film come una stonata ninna nanna. Intanto, però, il film tenta di indorarti la pillola e si presenta come un ammiccante spot pubblicitario (lungo 2 ore, aimè…), deviando così l’attenzione del pubblico dalla (non)sostanza della storia. Perché in realtà, al fondo della relazione tra i due protagonisti si nasconde solo l’egoismo di un uomo (Mr. Grey) che vorrebbe disporre delle donne a suo piacimento, ed emerge tutta la superficialità di una donna (Anastasia Steel) che accetta di farsi trattare come un oggetto. “Ma no, è vero amore e lei è follemente innamorata di lui!” Ho sentito diverse volte sollevare quest’obiezione, specialmente da donne (fatto che dovrebbe far riflettere…). E dove sarebbe questo grande amore? In un rapporto tra due persone che non mettono a tema nulla della loro vita, tranne il letto (peraltro condiviso quasi esclusivamente per l’atto sessuale)? Oppure in un rapporto autodistruttivo dove la donna si lascia usare come un animale e l’uomo ne trae godimento? Ah no, dimenticavo, in realtà Anastasia è felice così. Lo dice lei stessa alla madre, quando le viene chiesto se Mr. Grey la rende felice: «Sì, il più delle volte». Parole che si commentano da sole…

ZNonostante tutto, però, Cinquanta sfumature di grigio ha registrato record su record. Lo dimostrano gli oltre 10,7 milioni di euro incassati in Italia in meno di una settimana e gli oltre 265 milioni di dollari riscossi a livello mondiale. Così come le 100 milioni di copie della trilogia vendute in tutto il mondo. Cos’è, quindi, che attrae il pubblico a tal punto da prendere parte a questo fenomeno? Come spiegare la presenza di un pubblico prevalentemente femminile? Sicuramente il film fa leva su due caratteristiche principali del gentil sesso: l’innato spirito crocerossino e l’altrettanto innata attrazione verso l’uomo affascinante e tenebroso ma, in fondo in fondo, un po’ figlio di pu****a. In entrambi i casi emerge tutto il desiderio di redimere l’uomo di cui si è innamorati e farlo passare al “lato buono” della forza. Un’impresa più che onorevole, ma che nella maggioranza dei casi si rivela essere un sonoro boomerang. Fatto di cui ci si accorge solo quando il boomerang arriva dritto in faccia… Un sogno a occhi aperti che porta a dannarsi l’anima pur di piegare il lato oscuro del Mr. Grey di turno, più impegnato a guardare al proprio ombelico, anziché alla donna che muore ai suoi piedi. Probabilmente il film fa leva, anche se in percentuale minore, sulla frustrazione femminile nel desiderare (e non trovare) l’uomo apparentemente perfetto: quello bellissimo e sicuro di sé, ricco sfondato e sempre pronto a portarti a letto, che fa sentire la donna una dea insostituibile. Il risultato, già testato su alcune donne reduci dalla proiezione del film, è quello di tornare a casa, guardare il proprio ragazzo/marito e abbandonarsi alla delusione. Le recriminazioni non si contano: «Se solo mi facesse anche lui delle sorprese come Mr. Grey…! Se solo mi “saltasse addosso” più spesso, anziché guardare la partita di calcio…! Se mi facesse sentire speciale almeno una volta all’anno…!». Eccetera, eccetera. A quanto pare manca il “brivido” e Cinquanta sfumature di grigio coglie l’occasione al balzo. Ma forse 50 sfumature non bastano per rendere grande una storia d’amore, anche se ci vorrebbero far credere il contrario…

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