Due giorni, una notte: senza lavoro, un’opportunità inaspettata?

Due-giorni-1Perdere il lavoro può rivelarsi un’opportunità? A detta dei media, che ogni giorno esibiscono unicamente dati allarmanti sulla disoccupazione giovanile e sui fallimenti delle imprese, la risposta è un categorico “no”. Eppure per Sandra (interpretata da una magnifica Marion Cotillard), protagonista del francese Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne, il suo imminente licenziamento diventa, contro ogni previsione, un’opportunità di crescita inaspettata. Il suo capo, ormai, ha messo i suoi 16 colleghi di fronte a una drammatica scelta: votare per il licenziamento di Sandra e ottenere un bonus di 1.000 euro al mese, o rinunciare ai soldi e continuare a tenere una donna che in passato ha dimostrato di non essere sufficientemente efficiente a causa della sua depressione. Ora Sandra, però, sta uscendo dal tunnel, grazie alle cure ricevute e al supporto del marito e dei suoi due figli piccoli, pur restando una persona emotivamente fragile. Ma una volta appresa la notizia, Sandra sembra ricadere nella disperazione. Non vuole più combattere… Solo il marito e una sua collega la incoraggiano, convincendola a sperare l’impossibile e passare al contrattacco: bussare alla porta di ciascun collega per convincerlo a votare a suo favore.

Due-giorni-2Inizia così una strenua battaglia di due giorni e una notte (più precisamente un weeekend) in cui Sandra bussa alle porte della libertà di uomini e donne combattuti su quale sia la scelta migliore da compiere. Un viaggio, apparentemente umiliante, dove Sandra è più volte in procinto di fare dietrofront pur di non “chiedere l’elemosina”, di non creare tensioni in famiglia e di non sentire quei pietosi “no, mi spiace”. Parole che bruciano e che nascondono una dura sentenza: “tu non vali un bonus di 1000 euro”. Ma il marito è lì, al suo fianco, sostenendola anche quando Sandra è sull’orlo del baratro. E le parole semplici di Sandra, dettate dal suo bisogno, trafiggono come una freccia chiunque l’ascolti. Alcuni piangono, altri restano impassibili, quasi sfacciati, ma nessuno torna a casa senza una ferita aperta. La richiesta di bisogno di Sandra, infatti, risveglia i suoi colleghi dal torpore, da quell’individualismo che giustifica ogni azione, purché sia compiuta per se stessi. Forse alla fine non accetteranno comunque di votare per lei, ma la barriera dell’indifferenza e del quieto vivere ha già iniziato a incrinarsi. Intanto Sandra ricomincia a prendere in mano la propria vita, cadendo e rialzandosi più volte grazie all’aiuto di chi le vuole bene, portandola a un toccante epilogo, per niente scontato, che sconvolgerà tutte le carte in tavola.

 

Due-giorni-3Candidato alla Palma d’Oro al Festival di Cannes 2014 e uscito in Italia per Bim il 13 novembre, Due giorni, una notte ha lasciato il segno, stupendo pubblico e critica. Senza dubbio uno dei film più coinvolgenti e appassionanti dell’anno.

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