La morte scomoda di Robin Williams: meglio dimenticarla?

Patch-Adams“Un’altra stella del cinema si è spenta”. “Sarai sempre nei nostri cuori”. “Non ti dimenticheremo mai”. “Le sue battute ci hanno ispirato”. Si potrebbero aggiungere tante altre banalità, o frasi di circostanza, pronunciate da celebrità e giornalisti americani, o postate sui social network da gente comune. Un po’ è la cultura americana… Un paese che, come ha definito Oriana Fallaci, «non si affeziona mai a nulla, cambia sempre indirizzo, si stacca senza dolore da tutto: genitori, figli, coniugi, case, paesaggi». Un po’ sembra tanto un modo per esorcizzare l’ennesima morte di una celebrità sola, schiacciata dalla vita, triste, senza un orizzonte di speranza, che ha preferito terminare questa “agonia” terrestre togliendosi la vita. Robin Williams, infatti, è stato trovato esangue in casa sua, appoggiato a una sedia, con una cintura stretta intorno al collo. Asfissia, sembrerebbe la causa della morte. E ora la moglie ha confessato che poco tempo prima gli era stato diagnosticato un principio di Parkinson, malattia neurodegenerativa che porta a violenti tremori e a una crescente rigidità e lentezza dei movimenti. Quella stessa malattia che ha colpito Papa Giovanni Paolo II.

L'attimo-fuggenteMa cosa ha spinto Robin Williams al suicidio? A cosa ci richiama questo fatto? Non è facile guardare in faccia queste domande… Forse proprio per paura di guardare al fondo di noi stessi, perché non siamo poi tanto diversi da quell’uomo. Abbiamo le stesse domande e lo stesso sconfinato bisogno di dare un senso alla nostra vita. Purtroppo, però, agli occhi dei media sembra importare solo l’altra faccia della medaglia, quella nostalgica. Meglio ricordare come era prima, piuttosto che guardare al dramma di una persona che decide di togliersi la vita. Meglio ricordare la sua carriera sfavillante, piuttosto che ricordare ciò che è accaduto. Un processo collaudato già per Heath Ledger, Tony Scott, Philip Seymour Hoffman e tante altre fragili celebrità morte suicide, per combinazioni letali di antidepressivi o di overdose. Intanto Hollywood ci farà la gentile concessione di farci dimenticare questi tristi eventi e darci appuntamento agli Oscar. Qui ci farà ripercorrere le star decedute nell’anno passato con un toccante video commemorativo. Ci farà commuovere, versare qualche lacrima, e poi, sempre per sua gentile concessione, ci farà dimenticare tutto alla prima battuta di McConaughey: “Allright, Allright, Allright”.

 

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2 Risposte per "La morte scomoda di Robin Williams: meglio dimenticarla?"

  • alex-wayne :

    Sarà, a me non è sembrato affatto così. Le circostanze della sua morte sono sempre state in primo piano, sia sui media che sui social network. E comunque cosa facciamo quando ricordiamo un nostro caro scomparso? Ripensiamo a tutti i bei momenti passati con lui. Ben vengano i tributi,sinceramente non vedo cosa si potesse o dovesse fare sulle circostanze della sua morte che non sia stato fatto. Una volta presone atto cosa resta?

  • ways73 :

    Onestamente non ho capito quale sia l’obbiettivo di questo post. Sembra si accusi Hollywood o addirittura l’America tutta di fare tributi o scrivere frasi in memoria dell’attore quando invece ciò accade in tutto il mondo, Italia compresa. E non capisco neanche quale sia il problema, se muore una persona cara non vado a dire ” ha avuto un incidente, guarda come si è spezzata bene la spina dorsale! E chissà dove andava, ha attraversato la strada senza guardare”. No. Si ricordano i momenti belli e perchè no, anche quelli brutti passati con quella persona. Ora, questo processo accade anche con una persona famosa, che non abbiamo conosciuto dal vivo ma con cui comunque si è passato molto tempo. L’informazione c’è, tutti sappiamo le cause della morte, nessuno la sta omettendo ma i particolari non devono per forza essere al centro dell’attenzione. Era un attore, amato e rispettato, da un sito di cinema non mi aspetto i particolari dell’autopsia ma una gallery che ripercorra la sua carriera, se un talk show fa un tributo o dedica 2 minuti a parlare dell’attore non ci vedo niente di male, tanto meno se lo fa l’accademy. E perchè una persona comune sulla sua pagina social non dovrebbe mettere una foto dell’attore, la frase del suo film preferito o azzardare addirittura un “Ci mancherai”? I fatti, la cronaca nera lasciamola ai giornali e ai TG, qui si parla di cinema e di persone che fanno cinema. Robin Williams ha fatto grandi film è giusto ricordalo per la sua carriera, se qualcuno vuole sapere i particolari della morte si può informare, l’America non nasconde nulla, non c’è una cospirazione in atto…Alla notte degli oscar ci sarà un momento dedicato agli attori scomparsi quest’anno e tra loro ci sarà anche Robin Williams, ci commuoveremo e si, dopo andremo avanti, con le premiazioni, con nuovi film e con le “battute di McConaughey”, non capisco quale sia l’accusa che si sta cercando di muovere con questo post (che poi quando saranno gli Oscar? A febbraio? perchè ne stiamo già parlando?).
    Per carità, non voglio condannare nessuno, ma io ci penserei due volte prima di scrivere un articolo pretenzioso e accusatorio fondato sul nulla, specialmente se il tema principale è la MORTE di una persona…Come ha detto alex-wayne non c’è nulla che si possa fare che non sia già stato fatto per “informarci” sui fatti accaduti, ci sono già abbastanza avvoltoio intorno alla casa e alla famiglia, paparazzi e giornalisti che non concedono il tempo del lutto della celebrità scomparsa(di una qualsiasi celebrità scomparsa, non solo Robin Williams), non credo ci sia anche bisogno di puntare il dito e fare polemica verso problemi che non esistono…

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