Divergent, ripartire dalle grandi domande!

Divergent 1Divergent (distribuito in Italia il 3 aprile da Eagle) si colloca in quel filone cinematografico di teen/sci-fi, meglio conosciuto come “fantascienza per ragazzi”, nato da pochi anni e in continuo sviluppo. Nonostante la maggior parte di questi film non abbia particolarmente coinvolto il grande pubblico (penso a L’ospite, Warm Bodies, Ender’s Game e After Earth), il successo della saga di Hunger Games sembra aver dato un nuovo impulso a questo genere, ancora alla ricerca di una sua identità. Ed è proprio da Hunger Games che Divergent sembra attingere, specialmente per quanto riguarda il contesto storico.

Divergent-3In Divergent l’umanità è suddivisa in cinque fazioni: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. A 16 anni ciascun adolescente deve scegliere a che gruppo appartenere, anche in base ai risultati di un test, scegliendo se seguire la tradizione di famiglia o meno. Un sistema controllato e apparentemente infallibile, nato per preservare la pace in seguito a una guerra che ha sconvolto il mondo intero. Ma le sicurezze della giovane Beatrice (Shailene Woodley, già vista in Paradiso amaro) s’incrinano quando scopre di presentare tutte le caratteristiche delle fazioni e, quindi, di essere una Divergente. Una categoria temuta dal potere supremo, non potendo essere controllata da una fazione specifica.

Divergent-2Nonostante le atmosfere fin troppo patinate ed edulcorate, spesso utilizzate per questo filone teen/sci-fi per rendere la storia accessibile alle fasce più giovani, Divergent lascia emergere un’interessante riflessione sul valore della persona e della libertà. Inoltre, attacca con forza un pensiero dominante (simile a quello di Scientology) che può essere riassunto con le seguenti parole: per essere liberi dal caos di un libero arbitrio incontrollabile, l’uomo deve dimenticare tutto ciò che ha appreso nella sua vita giovanile, per abbracciare così una nuova filosofia di vita (una fazione, appunto). Un messaggio interessante che potrebbe arrivare ancora più profondità se solo non venisse banalizzata la domanda della protagonista che fa da fil rouge a tutto il film: chi sono io? Se non rientro in una fazione, a chi appartengo? Ma anche se la domanda si perde un po’ nella storia d’amore tra Beatrice e Quattro (Theo James), l’interrogativo viene sottolineato più volte come il punto di partenza per riprendere coscienza di sé e rilanciarsi nella vita con uno sguardo vivo.

Divergent-4Il film, basato sul primo di tre romanzi di Veronica Roth, non si distingue per la sua originalità, nonostante una seconda parte dal ritmo più incalzante. Un punto di debolezza sono anche le fazioni su cui si basa questa società del futuro, poco credibili e troppo new age. Per il resto incombe l’ombra di Hunger Games, unico film di questo genere ad aver convinto davvero il grande pubblico. Difficile stimare un possibile incasso italiano, anche se i 95 milioni di dollari incassati negli Usa nelle prime due settimane di programmazione lasciano ben sperare. Chissà mai che Divergent possa segnare l’inizio di una nuova saga!

Guarda il trailer italiano di Divergent


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