Oscar 2014, previsioni e scommesse

A pochi giorni dalla cerimonia dell’86ª edizione degli Academy Awards 2014, che avrà luogo il 2 marzo, ho deciso di stilare un mio personalissimo elenco di chi quest’anno meriterebbe di vincere l’Oscar. Le variabili sono tante e i film in lizza sono particolarmente degni di nota. Tra i più nominati figurano Gravity, American Hustle, 12 anni schiavo, Nebraska, Dallas Buyers Club e The Wolf of Wall Street. A voi l’ultima parola: chi vorreste vedere trionfare agli Oscar?

 

Miglior film: “12 anni schiavo
Quest’anno il ventaglio dei 12 titoli in lizza per la categoria più ambita degli Academy Awards è particolarmente variegato e non sono pochi i film in gara che vantano qualche chance. Ma la vera guerra si combatte tra Gravity di Alfonso Cuaron e 12 anni schiavo di Steve McQueen. Sono questi, infatti, i film più osannati da pubblico e critica, oltre a essere i più papabili ad aggiudicarsi la statuetta. Gravity si pone come la scelta meno rischiosa e, forse, più scontata. Rigoroso, innovativo e retorico al punto giusto, l’avventura spaziale di Alfonso Cuaron non espone il fianco a critiche particolari e sarebbe il titolo perfetto per mettere d’accordo tutti. Tanto impeccabile che forse preferirei vedere trionfare 12 anni schiavo (di cui ho parlato qui). La storia di ampio respiro, la regia grezza e ruvida di Steve McQueen e le commoventi performance degli attori rendono il film un gioiello di inestimabile valore. Resta il fatto che, chiunque dovesse vincere tra i due, sarei soddisfatto ugualmente.

Miglior regia: Alfonso Cuaron per “Gravity
Scartando in partenza la regia di Alexander Payne per Nebraska, troppo in stile arthouse (se non fosse per il bianco e nero, nessuno l’avrebbe notata), la palla è ancora a centro campo. Il verdetto, infatti, è tutt’altro che scontato e la statuetta per la miglior regia se la contendono Martin Scorsese per The Wolf of Wall Street, folle e senza sbavature, David O. Russell per American Hustle, delicata e in stile anni 70, Steve McQueen per 12 anni schiavo, ruvida e sublime al tempo stesso, e Alfonso Cuaron per Gravity. Quest’ultima, forse, la più papabile. Non per niente Cuaron ha atteso quasi dieci anni per realizzare questo film ambientato nello spazio, in quanto la tecnologia necessaria non era ancora stata inventata. Memorabile la piano sequenza iniziale in cui il lavoro degli astronauti viene interrotto dal catastrofico impatto dei detriti di un satellite russo: immobile e rappacificante, prima, vorticosa e adrenalinica, dopo.

Miglior attore protagonista: Matthew McConaughey
Povero DiCaprio… Ora che tutto sembrava filare liscio con The Wolf of Wall Street, si ritrova tra i piedi Matthew McConaughey, che irrompe sulla scena come un fulmine a ciel sereno con il suo Dallas Buyers Club. Niente da dire: sono favolosi entrambi gli attori. Inoltre, se spesso le interpretazioni sopra le righe non sono ben viste agli Academy, Leonardo DiCaprio è talmente in gamba che la statuetta se la meriterebbe proprio. Soprattutto alla quinta nomination agli Oscar. Ma all’orizzonte c’è McConaughey, che per interpretare un malato di Aids degli anni 70 ha perso 25 chili e ha dato vita a una performance a dir poco sconvolgente, dicendo addio per sempre ai ruoli da romantico belloccio. Quest’ultimo, infatti, sembrerebbe il favorito nella corsa agli Oscar e si pone come l’unico vero avversario di DiCaprio. Entrambi meritano la statuetta, ma i miei più sinceri auguri vanno a McConaughey, la vera sorpresa dell’anno.

Miglior attrice protagonista: Cate Blanchett
Cate Blanchett! Lei, lei e soltanto lei merita la statuetta di migliore attrice protagonista per Blue Jasmine di Woody Allen. E se per qualche motivo non dovesse ricevere l’Oscar, ad esempio per le dure polemiche delle ultime settimane mosse contro il regista dall’ex moglie di Woody Allen, Mia Farrow, questo non farebbe altro che confermare il moralismo (e il lobbismo) dell’Academy. Non lascia dubbi, infatti, l’incredibile performance di Cate Blanchett in Blue Jasmine. Qui l’attrice veste i panni di una donna nevrotica che, abituata al comfort di una vita fatta di Gucci, Armani, Jacuzzi, Damiani e Maserati, si ritrova senza niente ed è costretta a fare i conti con la “dura” realtà.

Migliore attore non protagonista: Jared Leto
“Purtroppo” mi ritrovo costretto a riconoscere la (quasi scontata) vittoria di Jared Leto, che in Dallas Buyers Club interpreta con crudo realismo un travestito malato di Aids. Dico “purtroppo” perché avrei preferito vedere trionfare Michael Fassbender, che ho tanto amato in 12 anni schiavo nei panni di un efferato schiavista. Ma la statuetta la può vincere uno solo e quest’anno andrà quasi sicuramente a Jared Leto.

Migliore attrice non protagonista: Lupita Nyong’o
Tutti invocano il nome di Lupita Nyong’o, giovane attrice sudafricana e vera rivelazione dell’anno. Il suo ruolo straziante in 12 anni schiavo nei panni di una schiava, oggetto delle attenzioni di uno spietato schiavista Fassbender), ha lasciato spiazzato pubblico e critica di tutto il mondo, facendo passare in sordina tutte le altre candidate. Anche se, sotto sotto, c’è chi mormora che Jennifer Lawrence possa aggiudicarsi il suo secondo Oscar dopo quello vinto l’anno scorso per Il lato positivo. Ma nonostante abbia amato moltissimo Jennifer Lawrence in American Hustle, credo che alla fine Lupita Nyong’o resti la perfetta candidata.

Miglior film d’animazione: “Frozen”
Quest’anno Disney potrebbe tornare a vincere agli Oscar con il suo Frozen: Il regno di ghiaccio, che ha stracciato il box office mondiale con 980 milioni di dollari. Cosciente di essere una voce fuori dal coro, non nascondo di aver amato di più altri candidati come l’esilarante Cattivissimo me 2, più comico e meglio costruito del primo capitolo, e il commovente The Wind Rises di Hayao Miyazaki, magistralmente disegnato e con una storia d’amore da pelle d’oca. Due film diametralmente opposti per storia e tecnica di animazione, ma entrambi con una forza emotiva maggiore di Frozen, fin troppo banale e buonista.

Miglior sceneggiatura non originale: “Philomena”
Per me non ci sono dubbi: la sceneggiatura non originale di Philomena ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi l’Oscar. Steve Coogan (anche protagonista del film) e Jeff Pope hanno intessuto magistralmente uno script brillante, arguto e incalzante, trattando una storia non semplice senza cadere nel moralismo o nel pietismo. La storia, infatti, riesce a fondere fatti drammatici con elementi comici che smorzano i toni e strappano più volte un sorriso allo spettatore. Senza contare la profonda alchimia che s’instaura tra il giornalista Martin (Coogan) e Philomena (Judi Dench), unica vera licenza narrativa di questa sceneggiatura.

Miglior sceneggiatura originale: “Lei
Spike Jonze scrive e dirige Lei senza cadere nel tranello dell’autocompiacimento di un’idea brillante e non esaurisce la sua forza nella semplice relazione tra Theodore (Joaquin Phoenix) e il software Samantha (doppiato da Scarlett Johansson). All’opposto comunica tutto lo smarrimento di una società eretta su fragili fondamenta. Di una società anestetizzata che preferisce vivere nell’illusione di emozioni passeggere, anziché ricercare la verità nei rapporti e nel vissuto quotidiano. E il regista/sceneggiatore Spike Jonze riesce a comunicare il messaggio con un realismo singolare sia nei dialoghi, tutt’altro che banali, sia nella resa visiva di un mondo ossessionato dalla tecnologia.

 

Per non tediarvi ulteriormente con le mie elucubrazioni, sotto trovate l’elenco completo delle altre categorie degli Academy Awards con i miei vincitori:

Miglior fotografia: A proposito di Davis dei fratelli Coen

Miglior migliori costumi: Il grande Gatsby di Baz Luhrmann

Miglior montaggio: American Hustle di David O. Russell

Miglior film straniero: La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Miglior trucco: The Lone Ranger di Gore Verbinski

Migliore colonna sonora: Her di Spike Jonze

Miglior canzone originale: “Let It Go” (Frozen)

Miglior scenografia: Il grande Gatsby di Baz Luhrmann

Miglior cortometraggio animato: Get a Horse!

Miglior montaggio sonoro: Gravity di Alfonso Cuaron

Miglior sonoro: A proposito di Davis dei fratelli Coen

Migliori effetti visivi: Gravity di Alfonso Cuaron


3 Risposte per "Oscar 2014, previsioni e scommesse"

  • antigasmask :

    ma perchè ogni volta che qualche attore (eccetto bale) perde o prende chili allora bisogna dargli l’oscar? McConaughey ne ha persi solo 20. roba che bale fa più o meno sempre. oscarssss a christian bale!

  • m1ke :

    antigasmask, per the fighter lo ha magari fatto, e l’oscar l’ha vinto infatti! evviva l’effetto fisarmonica! Comunque McConaughey è improvvisamente diventato decisamente bravo, ha finalmente svoltato, abbandonando quei ruoli piatti e dimenticabili a cui era, purtroppo per lui, legato, ma Di Caprio è una vita che regala interpretazioni incredibili, meritava l’oscar già in “Buon compleanno Mr Grape”, quindi credo gli sia “dovuto” ormai, non che serva una statuetta a farne un ottimo attore, ma sarebe giusto ricevesse un riconoscimento del suo straordinario talento.
    McConaughey può anche aspettare un anno, in cui magari ci regalerà un’altra interpretazione fantastica anche su piccolo schermo, come con true detective!

  • releone :

    “Frozen fin troppo banale e buonista” un par de ciufoli: è forse il film Disney meno banale e buonista degli ultimi tempi (e nessuno di essi lo è davvero, salvo forse poche eccezioni)! Parere personale ovviamente! Doppietta agli Oscar strameritata (peccato che Get a horse! non abbia vinto tra i corti animati)!

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