Adrien Brody, supplente da Oscar per Detachment – Il distacco

«Chi sa fa, chi non sa fare insegna». Un detto tanto stupido, quanto menzognero. Ce lo dimostra Adrien Brody in Detachment – Il distacco, uno di quei preziosi gioielli cinematografici che arriva dritto al cuore. Ma, non essendo catalogato come “film per tutti”, o almeno così si dice, finisce per passare in sordina e venire distribuito giusto in quelle due o tre sale della città. Brody è Henry Barthes, un supplente di professione che finisce per insegnare in una delle classi più problematiche della città. Se dovessimo descrivere questi studenti in una sola parola potremmo dire “irrecuperabili”. Almeno agli occhi del mondo… ma non a quelli di Barthes. A muovere l’insegnante è innanzitutto una passione per l’umano, che lo spinge ad interessarsi fino in fondo al bisogno costitutivo di questi ragazzi: il bisogno di essere amati. Di avere qualcuno che li guardi in faccia e dica loro: tu vai bene così come sei! Come ne L’attimo fuggente, Adrien Brody s’invischia nel rapporto con i suoi alunni e percepisce tutto il dramma di una società senza guide ed esempi a cui guardare. Uomini nati senza padri, né madri, che sono cresciuti nella solitudine e non hanno mai avuto nessuno che abbia detto/mostrato loro per cosa vale la pena vivere.

[ATTENZIONE SPOILER] Lascia senza fiato il rapporto tra Barthes e la giovanissima prostituta Erica. Commosso nel vedere una ragazza alla deriva, ormai (apparentemente) incapace di distinguere il bene dal male, Bathes inizia ad accoglierla nella sua vita, ospitandola gratuitamente a casa sua e volendole bene senza pretendere nulla in cambio. Tanto bene da arrivare a compiere una scelta drastica, ingiusta a prima vista, ma necessaria affinché lei possa diventare se stessa fino in fondo. Uno sguardo che abbraccia tutto, anche gli sbagli, pesanti come macigni, del nonno ammalato di alzheimer e in fin di vita. Detachment è un ritratto crudo, che scava nell’animo dei personaggi, facendo venire a galla tutto il loro desiderio di felicità. Un bisogno spesso censurato e inseguito nel quotidiano come si può, finendo, il più delle volte, per accontentarsi e diventare inevitabilmente cinici. Ma tutti tesi, però, a scovare nella folla uno sguardo diverso, che li risvegli dal loro torpore e dica loro che un senso a questa vita c’è.

Si tratta senza dubbio di una delle performance di Adrien Brody più struggenti e appassionanti dai tempi de Il pianista, accompagnato da un esilarante James Caan, un’impeccabile (e sexy) Lucy Liu e una commovente interpretazione dell’esordiente Sami Gayle (Erica). Il tutto confezionato con la regia asciutta e priva di abbellimenti di Tony Kaye, regista di American History X.

Detachment – Il distacco è uscito nelle nostre sale il 22 giugno 2012.

Sotto, il trailer italiano di Detachment – Il distacco:

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