Gli “altri fumetti” che dovrebbero ispirare il cinema

Anche se le malelingue predicono un destino oscuro per il mondo dei fumetti, questi sono senza dubbio un importante bacino da cui attingere nuove idee per il mondo del cinema e negli ultimi anni Hollywood sembra aver iniziato a comprenderne il prezioso contributo. Purtroppo, però, il cinema sembra orientarsi maggiormente verso storie mass market di eroi con o senza superpoteri, lasciando in un angolo fumetti che richiederebbero un maggiore impegno per adattarli al grande schermo e costringerebbero le major ad assumersi ulteriori rischi sull’incasso ai botteghini. Non a caso, remake e reboot di supereroi sembrano all’ordine del giorno (guarda Superman: Man of Steel, The Amazing Spider-Man e Batman), andando così sul sicuro con personaggi amati e conosciuti in tutto il mondo. Ma siamo convinti che percorrere la strada del “non rischio” sia sempre la scelta migliore? In realtà, pellicole tratte da graphic novel come Sin City, 300, Kick-Ass, RED e la serie tv The Walking Dead dimostrano che il pubblico è alla ricerca di “novità” e sul web (come sul nostro sito) sono sempre più i commenti di chi è stanco dell’assenza di idee di Hollywood. A questo proposito, negli ultimi giorni ho ripreso in mano tre fumetti che rileggo ogni anno, ovvero Dago, Gilgamesh e L’eternauta. Storie di uomini comuni che vengono scaraventati in una realtà dura e spietata con cui devono fare i conti. Storie drammatiche, epiche, tristi, che fanno riflettere sulla propria vita, ma soprattutto che fanno piangere (e io piango ogni volta). E più li leggo e più non capisco come mai non abbiano mai realizzato un film su queste storie così avvincenti. E’ per questo che ho deciso di scrivere questo post nel tentativo di trasmettervi l’”anima” di questi romanzi a fumetti (così mi piace definire queste opere d’arte) che dovrebbe leggere chiunque ami il cinema e sia alla ricerca di “storie da film”.

Gilgamesh:

Gilgamesh è il re di Uruk, città fortificata e culla della civiltà sumerica. Come tutti i re non gli manca nulla, ma Gilgamesh è ossessionato da una domanda che non gli dà tregua: perché l’uomo deve morire se ha dentro un desiderio di vita infinito? Qualcuno sembra aver udito la sua domanda e un giorno il re di Uruk s’imbatte in una nave spaziale precipitata nelle sue terre. All’interno c’è un alieno ferito che in cambio di cure gli offre il dono dell’immortalità. Da quel giorno assistiamo alla vita eterna di Gilgamesh. In ogni albo affronta una nuova epoca della Storia dell’umanità, incontrando persone che hanno riempito i libri di Storia e le cui azioni hanno segnato la vita di milioni di persone. Tra i capitoli più geniali e commoventi ricordo quello in cui Gilgamesh è un soldato romano, testimone della condanna e della morte di Gesù di Nazareth. Oppure quello in cui vaga tra le rovine del nostro pianeta disabitato e deserto, alla ricerca di un’ultima speranza a cui aggrapparsi. La sua vita, infatti, è infinita e il nostro protagonista assiste alla fine del mondo, devastato da bombe più letali e silenziose delle testate atomiche, trascorrendo oltre un secolo a studiare sulla Terra per attivare un piano mirato a ricreare la vita umana. Così vola nello spazio alla ricerca di un pianeta con gli stessi requisiti della Terra, dando inizio a una nuova civiltà. Nelle profondità dello spazio Gilgamesh deve far fronte anche a minacce aliene, ma senza mai cadere nel ridicolo. I dialoghi sono delicati e commoventi, ma a tratti anche duri e taglienti. Senza contare i disegni ben definiti e le inquadrature estremamente cinematografiche (che nei numeri ambientati nelle profondità dell’universo ricordano anche 2001: Odissea nello spazio di Kubrick). Al riguardo ricordiamo che gli autori di questo fumetto degli anni ‘80 sono Lucho Olivera (disegni) e Robin Wood (testi), e che proprio quest’ultimo è anche l’autore di Dago.

Dago

Cesare Renzi è un nobile di Venezia che trascorre i giorni tra lusso sfrenato e donne. Ma in una sola notte la sua vita cambia per sempre: i suoi genitori e sua sorella vengono brutalmente assassinati, mentre il suo migliore amico gli conficca una daga nella schiena e lo abbandona in mare. A salvarlo da una morte certa è una nave di pirati mussulmani fedeli a Barbarossa: « Ti darò un nuovo nome per la tua nuova vita… vediamo… ti chiamerò… Dago… Sì! Splendido nome. Dopotutto, questa Daga è stata come una madre per te. Ti ha fatto nascere a nuova vita… ora non hai più un passato». Con queste parole Cesare Renzi si “trasforma” in Dago e diventa uno schiavo rematore (guarda foto a sinistra). Albo dopo albo Dago impara l’arte della sopravvivenza e a dominare il proprio orgoglio, mentre i muscoli diventano d’acciaio e la sua mente si abitua a una vita in cui vige la legge del più forte. I mesi passano e Dago affronta fatiche inimmaginabili, assiste impotente (o quasi) a ingiustizie di ogni tipo, vede morire una dopo l’altra le persone a cui si affeziona e le donne di cui s’innamora, finché il suo cuore diventa di pietra e accetta con cinismo una realtà spietata. Diventa il migliore degli schiavi, viene temuto dai suoi compagni e ammirato dai suoi padroni. Da schiavo diventa consigliere di nobili mussulmani per poi ritornare schiavo e diventare successivamente un giannizzero dell’Impero Ottomano, tra i più stimati da re, visir e dal sultano in persona. Anche Dago, come Gilgamesh, incontra personaggi storici realmente esistiti come il possente Barbarossa, il sanguinario Vlad Tepes (detto “Dracula”), il sultano turco Solimano, l’Imperatore Carlo V e Michelangelo Buonarrotti. Ma è un solo pensiero a tenerlo in vita quando tutto intorno a lui muore e ogni speranza sembra essere perduta: uccidere i responsabili della morte della sua famiglia.

L’Eternauta

Prendete The Road, Contagion e La guerra dei mondi, mischiate il tutto e quello che otterrete è L’Eternauta. E’ notte fonde e a Buenos Aires inizia a nevicare. Improvvisamente le macchine sbandano e la gente per strada muore inspiegabilmente. Juan Galvez è a casa con la sua famiglia e il suo amico fisico Alberto mentre assiste impotente al macabro spettacolo da una finestra chiusa. Chi ha provocato la morte di tutte queste persone? La radio non risponde e loro sembrano gli unici sopravvissuti di una strage provocata dalla misteriosa nevicata fosforescente. Juan, però, non demorde e con l’aiuto di Alberto costruiscono una tuta rudimentale che possa proteggere tutto il corpo dai letali fiocchi di neve. I due non tardano molto a scoprire che la neve è solo l’inizio di un’invasione aliena che minaccia di distruggere il mondo intero. A impreziosire questa storia adrenalinica è anche una narrazione che si svolge in tempo reale, proprio come in un film.


Dove posso comprare questi fumetti?

Gilgamesh: Euracomix ha pubblicato l’intera saga in diversi volumi cartonati a colori (unica pecca di questa riedizione).

Dago: Eura editoriale ha realizzato una collana di ristampe (anche questa a colori, purtroppo) sotto il nome di Dago Collezione Tuttocolore (6,90 euro ciascuno). Ma se non volete leggere questa nuova edizione, che tra il colore e i troppi rimaneggiamenti ha perso gran parte delle atmosfere originali, vi consiglio di cercare le ristampe dei fumetti in bianco e nero (soprattutto per quanto riguarda i primi numeri).

L’Eternauta: se cercate a fondo potete trovare diverse edizioni di qualità, ma se volete spendere poco e leggere tutta la saga vi basta comprare il numero 29 della collana I Classici del Fumetto di Repubblica (non dovreste spendere oltre i 10 euro).


2 Risposte per "Gli “altri fumetti” che dovrebbero ispirare il cinema"

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