Capitan America… si poteva fare di più!

Cosa penso di questo Capitan America? Si poteva fare molto ma molto di più. Ero partito per l’anteprima di Captain America: Il primo vendicatore con delle aspettative pari a zero e sotto certi aspetti sono stato anche piacevolmente sorpreso. Ma partiamo dall’inizio (ATTENZIONE SPOILER). La prima parte del film è quella che funziona meglio e veniamo a conoscenza di uno Steve Rogers (Chris Evans) coraggioso, gracile e malaticcio che tenta di arruolarsi nell’esercito, nonostante venga continuamente rifiutato per i suoi problemi di salute. A differenza del fumetto, Bucky (Sebastian Stan) è il miglior amico di Steve Rogers sin dall’infanzia: affascinante, sicuro di sé e pronto per andare in guerra a combattere i nazisti. Ben realizzato anche l’esperimento militare che trasforma Steve Rogers in Capitan America: dalla presenza del padre di Tony Stark/Iron Man, interpretato da un affascinante Dominic Cooper, alla morte dello scienziato inventore del prodigioso siero (Stanley Tucci), fino al frenetico inseguimento del soldato dell’HYDRA per le strade di Brooklyn. Ma a farmi cadere le braccia è stata la trama del film: TOTALMENTE ASSURDA (anche per un fan di fumetti/cinecomic come me). Il leader della divisione scientifica nazista HYDRA, Teschio Rosso (Hugo Weaving), scopre un cubo di energia illimitata che racchiude i poteri di Odino (simpatico, ma forzato riferimento a Thor). Riuscito a incanalare tutta questa potenza in un fantascientifico congegno, l’HYDRA crea armi e mezzi di trasporto alimentati da questa nuova fonte di energia di un colore blu sgargiante. Il più delle volte mi sembrava di vedere Smallville, con tutte quelle luci artificiali dai colori improbabili. Inoltre, queste armi disintegrano le persone, ma non le cose. Ma perché? Almeno Steven Spielberg ne La guerra dei mondi ha avuto il buon gusto di inventarsi dei raggi alieni che scomponevano solo la materia umana e non i vestiti/cose. Ma soprattutto: com’è possibile che un ragazzo di Brooklyn, che non ha mai sferrato un pugno in vita sua, diventi improvvisamente il miglior stratega dell’esercito statunitense e sappia combattere come se fosse nato con lo scudo?

Ma ad avermi fatto imbestialire più di tutto è la direzione che ha preso questo cinecomic. Il film, infatti, si classifica tra le pellicole mass-market per ragazzi under 18 (come gli ultimi Pirati dei Caraibi) che preferiscono l’azione alla sostanza. Teschio Rosso e Capitan America sono personaggi totalmente monodimensionali. Di Teschio Rosso non riesci a capire perché voglia distruggere il mondo intero, mentre di Capitan America non riesci a percepirne la profondità. Nonostante i vari drammi che colpiscono l’eroe, dalla morte di Bucky all’inevitabile perdita della sua amata Peggy Carter (Hayley Atwell), il film sembra voler far dimenticare subito allo spettatore quanto accaduto con nuovi colpi di scena e sequenze action. Ti stai per commuovere? Ma no dai… tanto tra poco l’invincibile Cap avrà altri guai a cui pensare.
Forse pretendo troppo, ma ultimamente la Marvel (un caso a parte è il grande Kenneth Brannagh) dovrebbe prendere qualche lezione da Christopher Nolan e comprendere che per rendere grande una storia non c’è bisogno di un uso spropositato di effetti speciali, di una trama inverosimile e di personaggi che non vanno oltre il buono, il brutto e il cattivo (scusate la citazione). E poi, perché insistere con queste sceneggiature trite e ritrite, quando sono già stati scritti fumetti con script da Oscar? Basti pensare ai primi tre fumetti della collana Le grandi saghe, edita dal Corriere della Sera, intitolati Civil War, La morte di Capitan America e Spider-Man Back in Black. Tre esempi di storie degne dei migliori cinecomic, che potrebbero far affezionare il grande pubblico ai supereroi Marvel, proprio come è accaduto per il Batman di Nolan. Non parliamo poi dell’ultima scena del film. Affrettata, ridicola e realizzata unicamente per collegare il film al prossimo crossover di supereroi I Vendicatori. Ma perché non utilizzare questa scena (magari fatta meglio e un po’ più drammatica, grazieee) per creare una sequenza d’apertura mozzafiato dei Vendicatori? Nonostante questo mio sfogo, Captain America: Il primo vendicatore sbancherà ugualmente i botteghini di tutto il mondo. Ma è forse troppo pretendere di più?


7 Risposte per "Capitan America… si poteva fare di più!"

  • peacesold13r :

    Ancora non sono andato a vederlo, ma visto che lo preferisco alle maggiorate lo farò senza meno.
    Intanto posso già dirmi d’accordo sulla completa mancanza di spessore dei personaggi cinematografici (temo in questo senso per il reboot di Spider Man), anche non limitandosi ai soli cinecomics.
    Il “significante” sta prevalendo sul “significato”, si guarda tantissimo alla tecnica e sempre meno al contenuto, non al soggetto ma al modo di rappresentarlo.
    Credo tuttavia che nell’arte, in ciascuna sua forma, questo passaggio sia riscontrabile più volte prima di un “miglioramento”.

  • raizo :

    vado al cinema regolarmente 1/2 volte a settimana e ho visto moltissimi film, sono del parere che un film soprattutto se parliamo di cinecomics vada preso con un pò più leggerezza ,non stiamo andando a vedere ricostruzioni storiche o storie di vita reale , ma solamente una pellicola con delle spettacolari scene d’azione (neanche poi tante), una discreta trama senza pretese e tanto intrattenimento. se dovessimo prendere ad esempio tutti i film tratti dai fumetti non se ne salverebbe nessuno con questi tuoi standard. bisognerebbe guardare i film con un pizzico di malizia in meno 🙂

  • pazu :

    Sono d’accordo con Raizo!
    Sono anche io un lettore di fumetti Paolo, e pretendo sempre tanto da queste trasposizioni. Nolan mi ha conquistato proprio per la sua attenzione ai particolari e perchè ha un approccio molto, ma non totalmente, fedele alla carta. Penso che Johnston abbia fatto un ottimo lavoro. Trovo che per essere un film di Origini sia assolutamente esauriente. Ho trovato la coppia Zola-Teschio Rosso ben assortita. Il riferimento al cubo cosmico non è forzato, mi dispiace, diverse volte nei fumetti di Cap il teschio rosso ha a che fare con questo oggetto, oltretutto in thor è spiegato molto bene qual’è il suo potere. Rispetto alla monodimensionalità del Teschio Rosso: cosa ti aspettavi?! è un assetato di potere di prima categoria per tutto il film…nei fumetti è pure peggio…a me è mancato invece che non abbia fumato il sigaro, peccato!!! Steve Rogers fa il suo, oltretutto è evidente ed intuibile che durante il tour vestito in calzamaglia non abbia fatto solo quello tutto il giorno o comunque ne era palesemente frustrato! Mi dispiace non ti sia piaciuto, perchè sono passati i tempi in cui al fianco del teschio rosso c’era Francesca Neri!!! 🙂

  • giovanni-ragosa :

    Grande Paolo, sono completamente d’accordo. Purtroppo la strategia della Marvel è chiara: avvicinare pubblico giovane ai fumetti, che restano il core business. Per fare questo, stanno distruggendo anche i fumetti stessi con continui riavvii e stravolgimenti privi di senso al solo scopo di semplificare la vita a chi inizia a leggere dopo aver visto i film. Credo che il punto più basso sia stato Iron Man 2, in ogni caso, e a questo punto spero che Nolan li faccia vergognare l’anno prossimo. Ma si sa, la folla sceglie Barabba 😉 A presto!

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