Mr. Beaver e il riscatto di Mel Gibson

«Il dolore è una condizione necessaria per crescere». Mel Gibson ha usato queste parole per descrivere la sua vita privata, travolta dagli scandali degli ultimi anni che lo hanno visto coinvolto in prima persona (di cui vi ho parlato in questo post). E queste stesse parole potrebbero essere usate per riassumere in una sola frase Mr. Beaver (in sala dal 20 maggio 2011). Da grande fan di Mel Gibson, quale sono, devo ammettere che Mr. Beaver è un film assolutamente da non perdere. Nel tentativo di rilanciare la carriera dell’attore, sembra proprio che Jodie Foster, amica di vecchia data di Mel Gibson e qui in veste di attrice e regista, abbia colpito nel segno. Si può ripartire dal proprio disagio quando si odia se stessi? Che tipo di uomo voglio essere? Vale la pena vivere la realtà per quella che è, seppur dolorosa? Sono queste alcune delle domande che mi sono sentito rivolgere durante la visione del film e sono interrogativi che non possono essere soffocati a lungo. Ne sa qualcosa il personaggio di Mel Gibson, che, per sfuggire ad una depressione apparentemente senza via di uscita, decide di indossare e di parlare alla gente attraverso una marionetta a forma di castoro. Tutto sembra andare per il meglio, ma il cuore dell’uomo non è facile da accontentare e in breve tempo tutto il disagio interiore di Walter Black (così si chiama il protagonista del film) ritorna a galla. Pupazzo o non pupazzo? Vivere accettando un surrogato o affrontando i propri demoni?

Il film mi è apparso come una sorta di metafora della vita di Mel Gibson e questo mi ha commosso ancora di più. Perché un uomo può cadere in basso quanto si vuole, ma il desiderio che ha nel cuore è lo stesso che abbiamo tutti, ovvero quello di essere amato. Il finale è inaspettato e per niente edulcorato. Jodie Foster non ha voluto creare un personaggio cinematografico, ma ha voluto mostrare con realismo un uomo disperato alla ricerca di se stesso. Significativo è anche il rapporto tra il figlio di Walter, Porter (Anton Yelchin), e la bella Norah (Jennifer Lawrence). Entrambi adolescenti che, seppur in modo diverso, si sentono schiavi dell’immagine che hanno di se stessi. Porter ha il terrore di assomigliare a un padre che non sopporta, mentre Norah vive con la preoccupazione di sembrare la ragazza modello senza problemi. Ma, come avviene sempre quando si tenta di soffocare il proprio disagio, la loro vita viene travolta da drammi, più o meno piccoli, che costringono i due a prendere per la prima volta una posizione sulla loro vita.

Che questo film segni un nuovo inizio per un Mel Gibson demolito dai media di tutto il mondo? Difficile fare pronostici, ma vista la serietà del tema affrontato (più dramma che commedia) e la campagna diffamatoria e moralistica mossa contro l’attore negli ultimi anni non sarei molto ottimista. Ma chissà che la realtà non ci stupisca ancora una volta!?

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Guarda il trailer italiano di Mr. Beaver

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4 Risposte per "Mr. Beaver e il riscatto di Mel Gibson"

  • isaac-davis :

    condivido tutto! bellissimo film, davvero sorprendente

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