Che fine ha fatto Mel Gibson?

Penso siano tanti a chiedersi chi sia veramente Mel Gibson. Io per primo. Me lo sono sempre chiesto, fin da ragazzo, quando vidi per la prima volta Braveheart ed Arma Letale. Mi ha sempre colpito il fatto che fosse un cattolico convinto, sposato da molti anni con la stessa donna e avesse avuto molti figli. Ho sempre pensato che sarebbe stato una persona interessante, visti i capolavori cinematografici a cui ha preso parte in veste di attore, produttore e regista. Poi, però, Gibson ha iniziato a collezionare una serie di scandali che sono stati sbattuti su quotidiani, riviste e siti internet di tutto il mondo. Dall’arresto per guida in stato di ebbrezza, accompagnato da insulti antisemiti contro i poliziotti, alla separazione da sua moglie, dalle accuse di violenza domestica mosse dalla sua nuova compagna Oksana Grigorieva alla battaglia per la custodia della sua ultima figlia, avuta insieme alla cantante/pianista russa, fino alla sua ultima decisione di non presentare ricorso in tribunale penale, proclamandosi colpevole ed evitando così la prigione. Questi fatti hanno portato ad una brusca interruzione della carriera cinematografica di Mel Gibson che, se escludiamo Fuori Controllo (2010), non si è più visto sul grande schermo per quasi sei anni di fila. Non solo alcune case di produzione americane non gli hanno rinnovato i contratti, ma l’attore sembrava essere diventato un lebbroso da cui stare lontano e nessuno pareva intenzionato a lavorare con lui. Moralismo americano? Compiacimento nel vedere una stella del cinema spegnersi nell’indignazione pubblica? Lobby schierate contro l’attore a causa dei suoi insulti anti-semiti e razzisti? Lascio a voi la risposta. Fatto sta che a difenderlo pubblicamente e a giocarsi la faccia sono state poche persone, tra cui la potente conduttrice televisiva Oprah Winfrey e l’attrice Jodie Foster. E proprio quest’ultima si è offerta di dirigerlo in The Beaver, (guarda il trailer), film drammatico che uscirà nelle nostre sale il 20 maggio 2011, scommettendo tutto su un Mel Gibson in caduta libera e offrendogli una proposta concreta per riscattare la sua immagine. The Beaver, che secondo alcuni critici si tratterebbe di una delle interpretazioni più intense dell’attore, segue le vicende di Walter Black (Gibson), un padre di famiglia affetto da una forte depressione che, per ritrovare il coraggio di parlare con le persone che ama, decide di indossare una marionetta dalle sembianze di un castoro. A sostenerlo è anche la moglie, interpretata dalla stessa Jodie Foster, che dichiara: «Il mio film parla di un uomo che tenta disperatamente di trovare un modo per continuare a vivere, e questa è l’unica idea che gli sovviene».

Amica di vecchia data, conosciuta sul set di Maverick (1994), Jodie Foster non ha mai abbandonato l’attore, neanche nei momenti più bui: «Ho grandissima ammirazione per Mel – dice – E’ un amico sensibile generoso, leale, che sa ascoltare. Ma per quanto lo adori non posso assolvere il suo comportamento e lui lo sa e lo capisce. E’ una responsabilità e deve vivere facendo i conti con le conseguenze delle sue azioni». E riguardo alla scelta di difenderlo, l’attrice/regista commenta: «Mia mamma mi ha insegnato che dobbiamo per prima cosa fare la cosa giusta anche se non è necessariamente la più popolare e che quando fai così tutto si aggiusta. E’ un momento molto difficile per lui e deve pensare alla sua salute, alla sua famiglia. Lo sta facendo e spero continui a lavorare come attore e come regista perché Mel è un uomo di grandissimo talento e ha ancora molto da dare». Eppure, non si potrebbero trovare due persone più diverse sulla faccia della Terra. Jodie Foster, femminista e omosessuale dichiarata, si trova a difendere un uomo cattolico e con idee profondamente diverse dalle sue. Lui lo sa e, senza banalizzare, commenta: «Non si potrebbero trovare al mondo due persone più lontane di noi su un sacco di cose, dalla religione alla politica. Ma c’è una bontà innegabile in lei e per questo le voglio così bene».

Ma per non farvi ascoltare la versione di una sola campana, vi anticiperò anche un breve scambio di battute che ho avuto con lo scrittore/regista Randall Wallace, che ha lavorato a stretto contatto con Mel Gibson, avendo scritto la sceneggiatura di Braveheart e avendo diretto l’attore in We Were Soldiers. Sotto, un assaggio dell’intervista a Randall Wallace, di cui, a breve, pubblicheremo su Best Movie la versione integrale:

Domanda: Ci può dire qualcosa riguardo a Mel Gibson e ai suoi recenti scandali?
Randall Wallace: «Il Mel Gibson di cui parla la stampa non è il Mel Gibson che conosco. E la cosa migliore che si può fare per lui è pregare. Questo è quello che faccio».

Domanda: Sicuramente ha dei problemi…
Randall Wallace: «E nessuno lo sa meglio di lui. È un uomo umile e so che desidera diventare un uomo migliore, proprio come me».

Anche Randall Wallace ha deciso di scommettere nuovamente su Mel Gibson, scritturandolo per il suo prossimo film, intitolato Alexander Dumas. Questa volta, però, il nostro “eroe scozzese” non ricoprirà il ruolo di protagonista.
Mel Gibson tornerà sul grande schermo anche in How I Spent My Summer Vacation, già ultimato ma ancora in attesa di un distributore, dove l’attore interpreta un criminale che viene catturato dalle autorità messicane e rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, nel quale impara a sopravvivere grazie agli insegnamenti di un bambino di nove anni. Nel frattempo, però, Gibson non è stato con le mani in mano e ha dichiarato di aver passato il tempo a scrivere e di essere al lavoro su ben tre storie diverse. A quanto pare, quindi, l’attore non si è arreso e, sostenuto da diversi amici, sembra aver trovato la voglia di ricominciare in quel mondo spietato che, dopo avergli regalato tanto successo, non ha esitato un istante a dimenticarlo. Ma come spiega l’attore stesso durante la conferenza stampa per The Beaver, riferendosi alle sue azioni sconsiderate: « E’ stato un momento orrendo, ma è un giorno nel corso di una vita. E non rappresenta ciò in cui credo o come tratto la gente di solito», e con rammarico spiega di aver imparato «molte cose, tra cui che il dolore è una condizione necessaria per crescere».

Leggi Il film da recuperare: Braveheart

Sotto, il trailer italiano di The Beaver (al cinema dal 20 maggio 2011):

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(Fonte: Deadline)


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