Thor, un supereroe da seguire

L’attesa era tanta quanta ne avevo per Quantum of Solace, ma, grazie a Dio, al posto di un’amara delusione Thor (in sala dal 26 aprile 2011) è stato una splendida sorpresa. A colpirmi positivamente è stato soprattutto il forte messaggio di speranza del film. Kenneth Branagh è riuscito a delineare un supereroe per la prima volta costretto a scegliere che tipo di uomo vuole essere. Sotto quella patina fumettistica, i dialoghi sono profondi, i drammi sono palpabili e il malvagio Loki quasi si compatisce. Potrei riassumere il film in tre atti: caduta, crescita e redenzione. Quando Thor viene scagliato sulla Terra e privato dei suoi poteri divini, il dio del tuono è disorientato e ammette a se stesso che per la prima volta in vita sua non sa chi è. A rispondergli con semplicità è il terrestre Erik (Stellan Skarsgard), che evidenzia come momenti di fatica come questi servono per educarci ed insegnarci a porci le domande giuste. Quindi la fatica non è una sfiga, come normalmente appare, ma viene identificata come una possibilità per ricominciare con maggior serietà.

(Attenzione spoiler)
Ma perché identifico Thor come un supereroe da seguire? Per spiegarlo vi racconto due degli episodi del film che più di tutti mi hanno commosso:

1- Quando Loki (Tom Hiddleston) scaglia il potente Distruttore contro il suo fratellastro Thor (Chris Hemsworth), per ucciderlo e conquistare definitivamente il trono della città incantata di Asgard, inaspettatamente e con le lacrime agli occhi il dio del tuono  pronuncia una frase che suona più o meno così: «Fratello! Qualunque torto ti abbia recato, ti prego di perdonarmi». Quindi, da vittima inerme Thor si trasforma in giudice buono e perdona il fratello con una tristezza che per un attimo disorienta e blocca la furia cieca di Loki.

2- Ma il passaggio che più mi ha commosso avviene durante il combattimento finale (strano a dirsi visto che di solito sono i momenti più spensierati di un film). Loki sta utilizzando il ponte Bifrost, che collega Asgard con il nostro pianeta, per distruggere un intero pianeta popolato da una razza aliena in guerra con gli asgardiani. Resosi conto del genocidio in corso perpetrato per futili motivi egoistici e di vendetta dal suo fratellastro, Thor inizia a colpire Bifrost con poderose martellate. Ma quando il ponte inizia ad incrinarsi, il dio dell’inganno (così è conosciuto Loki tra le divinità nordiche) sfrutta l’unico punto debole di Thor: l’amore per la terrestre Jane Foster (Natalie Portman). Loki compie così un ultimo tentativo disperato, ricordando a Thor che se distrugge Bifrost non potrà mai più rivedere la donna che ama. Ma dopo un attimo di “umana” esitazione, il dio del tuono abbatte il ponte, che esplode in mille pezzi facendo saltare in aria sia Thor che Loki. L’epilogo del film si allontana da quel lieto fine fiabesco in cui l’eroe bacia la sua bella e vivono tutti felici e contenti. Le ferite ci sono, i compagni di una vita sono andati perduti, ma Thor può vivere a testa alta, avendo amato la verità più di se stesso e dei legittimi progetti che si era costruito.

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Sotto, il trailer italiano di Thor:

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2 Risposte per "Thor, un supereroe da seguire"

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