The Company Men, come ripartire dalla “crisi” di tutti i giorni

Negli Stati Uniti è già uscito da quattro settimane, incassando solo 2,5 milioni di dollari, mentre in Italia non ha ancora una data di uscita. Ben Affleck torna in un nuovo dramma da non perdere e attuale più che mai, intitolato The Company Men. Che cosa permette di ricominciare dopo aver perso il lavoro dei propri sogni? Può il lavoro rendere liberi? Sono queste le domande che mi sono sentito rivolgere in prima persona guardando questa commovente produzione indipendente passata quasi in sordina negli Stati Uniti. I protagonisti del film sono uomini di successo che lavorano in un’importante azienda che, in seguito alla crisi finanziaria che ha colpito un po’ tutti noi, si trova a dover licenziare molti suoi dipendenti senza alcun preavviso. Tra questi ci sono anche Bobby Walzer (Ben Affleck), Gene McClary (Tommy Lee Jones) e Phil Woodward (Chris Cooper). Ciascuno di loro aveva puntato tutto sul proprio lavoro, soddisfatti di apparire al mondo come uomini di successo e in grado di vedere esaudito ogni loro desiderio. Ma come nella maggior parte dei casi in cui uno si adagia nel proprio nido, la crisi arriva spietata per farti alzare la testa, costringendoti a fare i conti con una domanda da cui nessuno, per quanto possa soffocarla, può sfuggire: su cosa poggia la mia vita?

Dopo tanti anni di sicurezze economiche, i nostri tre compagni di sventura si scoprono smarriti e costretti a rimettersi in gioco da zero. I sogni di un futuro roseo svaniscono come fumo nell’aria e la vita urge una risposta che non si può ignorare. Il protagonista del film è Bobby, sposato con un splendida moglie e padre di due figli. Inizialmente si vergogna di essere stato licenziato. Proprio lui, che poteva guardare gli altri dall’alto verso il basso senza battere ciglio, non riesce neanche a confessare ai suoi genitori e amici di essere stato licenziato. Alla ricerca di un nuovo lavoro alla “sua altezza” e di cui possa essere soddisfatto, Bobby si trova tutte le porte chiuse e ben presto non sa più cosa fare. A sostenerlo è sua moglie Maggie, interpretata da una sorprendente Rosemarie DeWitt. È commovente vedere come lei accetti fin da subito la realtà e con tenerezza tenti di farla affrontare anche al marito, senza mai imporre la sua volontà, ma accompagnandolo con discrezione e lasciando a lui l’ultima parola. Bobby, infatti, è “intrappolato” nell’immagine che ha di se stesso, ovvero quella di un uomo autosufficiente e che non deve chiedere mai. Maggie, però, conosce bene suo marito e gli insegna a guardare la bellezza della realtà in un modo che lui aveva dimenticato da tempo: dal bene del figlio all’amore della moglie, fino a cogliere le occasioni lavorative accantonate perché ritenute al di sotto del suo status.

The Company Men è un pugno in faccia alla mentalità dominante di una società che sembra erigere l’uomo autosufficiente come modello a cui tutti dovrebbero aspirare. Il film è speranza pura, dove una persona può ripartire dal proprio desiderio e soprattutto dal bene delle persone care, imparando a guardare in faccia quelle debolezze a lungo ignorate. Ad intrecciarsi nel ricamo della pellicola sono anche le storie di Gene (Tommy Lee Jones), Phil (Chris Cooper) e Jack Dolan (Kevin Costner). Ciascuno di essi affronterà la crisi e le fatiche della vita in un modo diverso; c’è chi si lascerà andare, chi deciderà di ripartire e chi vivrà serenamente e con passione le fatiche di tutti i giorni.

Sotto, il trailer di The Company Men:

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2 Risposte per "The Company Men, come ripartire dalla “crisi” di tutti i giorni"

  • luisacr :

    proprio bello, mi hai fatto venire voglia di vedere questo film più di quanta già non ne avessin (anche perchè ci sono due dei miei attori preferiti, Chris Cooper e Ommy Lee Jones)…ma arriverà mai in Italia?!

  • paolosinopoli :

    Ancora non si sa. Sicuramente, il fatto che in America non sia andato molto bene non è di buon auspicio… Non resta che attendere.

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