Mad Men, il crollo dell’American Dream

Qualche settimana fa ho scoperto di avere in casa il cofanetto in Dvd della prima serie di Mad Men e, un po’ per curiosità e un po’ perché non avevo nient’altro da guardare, ho iniziato a vedere le prime puntate. Sono rimasto letteralmente conquistato dalla serietà della storia e dalla qualità della produzione (dalla regia agli attori, fino alla cura dei minimi particolari). Ambientata nella New York luccicante degli anni ’60, la serie tv racconta la vita di Donald “Don” Draper, interpretato da Jon Hamm (vincitore del Golden Globe per Miglior attore in una serie drammatica), direttore creativo di un importante studio pubblicitario. Draper vive in una splendida villa in un quartiere residenziale di Manhattan, è sposato con una donna dal fascino irresistibile, ha due figli ed è stimato ed “invidiato” dai direttori dell’azienda. Apparentemente Draper ha tutto quello che un uomo può desiderare. E’ il coronamento dell’American Dream in anni di forti cambiamenti sociali e del boom economico.

Donald “Don” Draper (Jon Hamm)

Si può quindi essere insoddisfatti avendo tutto? A quanto pare sì. Draper, infatti, fa fatica a stare con la propria famiglia (anche se nutre affetto nei loro confronti), trascorre la maggior parte delle giornate nel suo ufficio e nel “tempo libero” intrattiene una relazione extra-coniugale. Ad avermi appassionato più di tutto sono proprio queste scappatelle. Non tanto per le conquiste in sé, ma per il fatto che in questi momenti viene fuori tutta l’umanità e la fragilità di Draper. Trudy Campbell è la sua amante, sempre pronta ad accoglierlo nel suo letto alla prima chiamata di Draper. Lui, però, inizia a stancarsi e si rende conto della povertà di questo rapporto. Ad occupare un posto speciale nel suo cuore c’è invece Maggie Siff, una donna in carriera (situazione rara per quegli anni) sposata, dal carattere forte e risoluto. E’ commovente (e straziante) vedere come, puntata per puntata, Draper si senta sempre più perduto e bisognoso di attaccarsi a qualcosa (nella maggior parte dei casi a una donna) in cui trovare conforto e che lo possa sorreggere in una vita che urge una risposta al vuoto che avverte.
Ho trovato i dialoghi estremamente interessanti e, in qualche caso, anche un po’ furbi. Infatti, mentre in Dr. House – Medical Division i dialoghi sulla vita e sulla felicità/infelicità sono serrati e crudi, in Mad Men sono molto più brevi e a volte restano fin troppo sulla superficie della questione. Ma state pur certi che quello che non si capisce dalle parole lo si intuisce dagli sguardi e dalle azioni dei protagonisti.

Donald “Don” Draper (Jon Hamm) insieme a sua moglie Betty (January Jones)

Mi è piaciuto anche il ruolo della moglie Betty, interpretata dalla splendida bionda dagli occhi azzurri January Jones, incastrata in una vita da casalinga e circondata da amicizie oziose. Dirsi che va tutto bene non è sufficiente e Betty sente che qualcosa non va nella sua routine quotidiana. L’opzione migliore? Ovviamente lo psicologo!! Ma basterà?
Questa serie mi ha ricordato molto Revolutionary Road (2010), un film (dai toni decisamente più drammatici) sul crollo dell’American Dream, con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet e diretto da Sam Mendes. Uno dei film più belli che io abbia mai visto…

Per il momento, in Italia potete comprare solo il cofanetto della prima stagione di Mad Men, mentre su Sky viene attualmente trasmessa in prima visione la quarta stagione della serie tv.

Sotto, il trailer, in lingua originale, della prima stagione di Mad Man:

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