Closer e la fragilità dei rapporti di coppia

Durante un dialogo con alcuni amici davanti a una birra mi sono sentito dire che Closer è un film senza senso, fine a se stesso e che non vale la pena vedere. Avendo già visto il film qualche mese fa e non avendone un brutto ricordo, ho deciso di rivederlo e non l’ho trovato assolutamente banale, ma anzi molto interessante.

Di seguito trovate le mie impressioni (state tranquilli che non vi brucio la visione del film, nel caso in cui uno lo voglia di vedere):

Closer compie un ritratto drammatico della fragilità dei rapporti di coppia dei giorni nostri. Anna (Julia Robets) è una fotografa di successo che adora catturare su pellicola il momento più espressivo dei volti di sconosciuti, come il viso della giovane Alice (Natalie Portman) rigato dalle lacrime in un momento di tristezza e immortalato da Anna. Ma quella bellezza esteriore che Anna ricerca nel suo lavoro (e non solo) non è tutto e la giovane Alice, una ragazza dalla bellezza al di fuori del comune, ne è sempre più cosciente.

Alice (Natalie Portman)

Una delle sequenze che più mi hanno commosso è quando il neo marito di Anna, Larry (Clive Owen), osserva la mostra fotografica di sua moglie a New York e incontra l’incantevole Alice, intenta a guardare con attenzione il suo ritratto. «Cosa ne pensa della mostra?», chiede Larry. «È una bugia», spiega Anna senza staccare gli occhi dalla sua fotografia ingrandita ed esposta bene in evidenza, «È un mucchio di sconosciuti tristi fotografati splendidamente… e tutti i fighetti stronzi che si dichiarano amanti dell’arte dicono che sono stupendi perché questo è quello che vogliono vedere. Ma le persone delle foto sono tristi e sole. Invece, le fotografie fanno sembrare il mondo come un posto magnifico. Quindi la mostra è rassicurante, anche se è una bugia. E tutti adorano le grandi bugie».

Trovo che la bugia sia il tema dominante di Closer, dove è meglio vivere una menzogna che ammettere di essere infelici con la persona che si ha accanto. È triste vedere come le coppie protagoniste del film si sgretolano minuto dopo minuto, incapaci di realizzare le proprie aspettative e quelle del compagno, vivendo egoisticamente e riducendo il sesso a una sorta di tappabuchi che raggiunge l’apice del dialogo con il proprio partner. Il film è un ritratto crudo che mostra l’incomunicabilità tra le coppie e l’incapacità di stare da soli avendo il coraggio di guardare in faccia il vuoto della propria vita.

Sotto, il trailer di Closer, in lingua originale:

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2 Risposte per "Closer e la fragilità dei rapporti di coppia"

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