Tom Holland: da Billy Elliot a Spider-Man. Nascerà una stella?

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Chi l’avrebbe mai detto? Era il 2009 quando un mio amico, che di professione fa l’attore di musical, mi convinse ad andare nel West End a Londra a fare una settimana non stop di spettacoli. Ecco il programma: Il re leone, Wicked, Hairspray, Spring Awakening, Oliver Twist e Billy Elliot. Quest’ultimo, a dire il vero, non mi allettava molto. Avevo visto al cinema il film caruccio di Stephen Daldry, che figurava come regista anche del musical. Cos’altro avrebbe avuto in più il musical da offrirmi rispetto al film con Jamie Bell, che – tra l’altro – a mio parere sullo schermo non dimostrava neppure grandi doti da ballerino? E, invece, mi dovetti ricredere subito: le musiche di Elton John che facevano da sottofondo alle elaborate coreografie sul palco e l’interpretazione degli attori spazzarono via ogni mio dubbio: il film era solo una brutta copia di quello spettacolo che riempiva gli occhi e il cuore.

Ma a strabiliarmi più di tutto fu l’intepretazione smisurata del giovane protagonista, Tom Holland, di cui allora ignoravo il nome e che per tutta una serie di motivi logistici continuai a ignorare per anni. Il mio amico, habitué del settore e dei teatri londinesi, mi aveva spiegato la storia dei Billy Elliot inglesi. Li allevano in serie in una scuola ad hoc, per permettere loro di avere una vita da bambino “normale” e nello stesso tempo essere altamente qualificati e concentrati. Si allenano ogni giorno come matti, vanno a scuola e fanno le prove per i vari spettacoli; sono almeno una decina, che a rotazione si danno il turno.

 

Tom, sul palco, a soli 12 anni era un vero mostro! 12 anni di talento ed energia pura strizzati in un corpo magrissimo. Un dominio del palcoscenico da attore consumato e un magnetismo che non ti faceva scollare  lo sguardo dalla sua performance neppure per un secondo. L’ho visto ballare in modo eccellente il tip tap con le scarpe con i tacchi per più di un quarto d’ora nella sequenza in cui si veste da donna con l’amico (e del resto era stato introdotto nel musical per interpretare quella parte e in breve tempo era passato a fare Billy) e per di più simulava più volte la scena di Cantando sotto la pioggia in cui l’amico di Gene Kelly cammina sulla parete e si ribalta all’indietro. Nella sequenza in cui Billy legge la lettera che la madre gli ha scritto prima di morire, tutto il pubblico era straziato dalle lacrime. Allora pensai che non avevo mai visto qualcuno che avesse già così chiaro che cosa voleva dalla vita a soli 12 anni e che avesse le carte così pienamente in regola per diventarlo. Un vero istrione.

 

Di lui, dopo quella trasferta londinese non avevo saputo più nulla, fino a quando casualmente, dovendo coprire la premiére di The Impossibile di Bayona nel 2013, non me lo sono ritrovato sul grande schermo al fianco di Ewan McGregor e Naomi Watts nei panni di Lucas, il ragazzino coraggioso che con la sua ostinazione riesce a tenere insieme una famiglia disgregata dallo tsunami. L’ho riconosciuto subito, trovando poi conferma su Internet e ne sono stata davvero felice, perché era il giusto approdo di un enfant prodige che non poteva rimanere nascosto a lungo.

 

Oggi, che è stato scelto come futuro Spider-Man dai signori della Marvel, apprendo che è figlio di un comico inglese che ha dato vita all’ironico blog Eclipsed, in cui spiega cosa significa essere spazzato via dal successo del figlio, e comprendo ancora meglio da dove deriva la padronanza assoluta del palco di Tom.

 

Sulla nostra pagina di Facebook leggo dispiaciuta i commenti di tutti gli scettici della prima ora nei confronti di Holland, con i quali però mi trovo in parte d’accordo, perché il giovane Tom – acne a parte – mi sembra più adatto ai ruoli da primo della classe che a quelli del nerd sfigato con le grandi responsabilità. Più che altro apprendo con dispiacere che la maggior parte rimpiange Andrew Garfield e denigra Tobey Maguire. Non fraintendetemi, Andrew era abbastanza convincente, ma un po’ troppo figo per essere un Peter Parker doc, sebbene la sua relazione con Emma Stone/Gwen Stacy fosse una delle cose più riuscite del film. Maguire era nato per quel ruolo: ho rivisto di recente Spider-Man 2 e mi sono quasi commossa per la sua adesione totale a quel ruolo.

 

Al netto delle impressioni raccolte fino a oggi, confido comunque in Holland e nel talento sconfinato in cui mi è capitato di imbattermi in quel non troppo lontano 2009 e sono convinta che si immergerà totalmente nel ruolo, studiando da Tobey, e quindi da vero nerd. Confido soprattutto in Kevin Feige & Co., che difficilmente hanno sbagliato un colpo finora e che erano alla ricerca di un cavallo di razza, ma semisconosciuto, che spazzasse via qualsiasi idea pregressa. Per ripartire da zero rispetto alla versione di Avi Arad e riconnettersi allo spirito della saga di Raimi. Fino a prova contraria, dunque, in Tom I Trust! Qui sotto potete vedere un assaggio di Tom Holland in versione Billy Elliot:


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