Sì alla barba, ma non per tutti

Andrew Garfield, se non fosse per la giacca da hipster, sembrerebbe un vero barbone

Andrew Garfield, se non fosse per la giacca da hipster, sembrerebbe un vero barbone


Sembrava che la barba fosse scomparsa e invece è diventata l’accessorio più indispensabile del fascino maschile. Dalle star di Hollywood agli hipster di Brooklyn, passando per i modelli di Hermès ed Etro, la barba è il segno di un ritorno a una virilità più accentuata, che sta davvero conquistando tutti. Che la barba abbia dominato l’anno passato e che sarà protagonista anche nel 2015 lo dimostrano anche il trionfo della drag queen barbuta Conchita Wurst e l’imminente approdo nella sale del pirata Barbanera/Hugh Jackman nel film Pan. Non è la barba di qualche giorno che andava di moda fino a non molto tempo fa, ma una barba folta e piena, nelle varianti lunga e corta. A corredo della quale non devono mancare i baffi, tanto che sono tornati persino in voga quelli a manubrio, ovvero arricciati verso l’alto. Va detto infatti che la nuova barba è sinonimo di eleganza e cura di se stessi, il cosiddetto grooming maschile: va regolata, tenuta sempre a bada e pettinata. Abbandonate l’idea rivoluzionaria degli anni ’70, di una sorta di rewilding: i nuovi hipster dedicano più tempo alla barba di quanto non facciano le donne con i capelli.

Tra i fanatici della barba corta ci sono da diverso tempo Jake Gyllenhaal, Michael Fassbender e James Franco, che ci hanno guadagnato in termini di mascolinità e maturità. Non a tutti però il barbone dona. Per un Adam Levine (il leader dei Maroon 5 che nel 2014 ha recitato in Tutto può cambiare), che con il suo nuovo look guadagna punti da macho, c’è un Ryan Reynolds che sembra invecchiato di 10 anni e ha un che di ridicolo. Lui, come altri che hanno ceduto al richiamo della nuova sirena, ha sempre patito il fatto di avere un viso da “bamboccio”, ma il rimedio non ci ha convinti. Altro divo afflitto dalla sindrome dell’eterno ragazzino, votatosi al pelo nella variante lunga, è il (quasi) fu Peter Parker Andrew Garfield. Con la sua muscolatura non particolarmente sviluppata e il fisico glabro, ha sicuramente cercato di rendere più agguerrita la sua mascolinità, ma si è fatto prendere un po’ la mano, con effetti neanderthaliani… Vogliamo parlare poi di Zac Efron, sempre al centro di pettegolezzi per la sua supposta omosessualità? Che ci fanno quei baffoni alla Clark Gable sul suo volto da efebo?

L’attore a cui sicuramente la barba “da profeta” dona di più è il Mosé di Exodus: Dei e re, Christian Bale, specie se abbinata al capello lungo. Cercano di imitarlo DiCaprio e Leto, che devono però stare attenti alla lunghezza della barba: con quella fisiognomica e quegli occhi azzurri, oltre a quei fisichini poco sviluppati, non possono permettersi di eccedere, come ha fatto Jared ai Golden Globes.

Per concedersi una barba alla Tom Hardy, bisogna vantare almeno la metà dei suoi muscoli, altrimenti l’effetto weird (troppo pieno sul vuoto) è dietro l’angolo. Di certo non sbaglia a mascherare il volto chi ha raggiunto una certa età: da John Travolta a Brad Pitt, la barba nasconde visi troppo paffuti, rughe e inestetismi della pelle. A ognuno la sua.


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