Golden Globes 2014: Da DiCaprio a La grande bellezza, la riparazione dei “torti”

Ecumenici, riparatori di “torti” e piuttosto prevedibili i Golden Globes 2014. I Globi d’oro – è tradizione nota – premiano un po’ tutti, cercando di non lasciare quasi nessuno a mani vuote, tanto che già a livello strutturale non esiste un unico Miglior Film, ma ben due: il Miglior Film Drammatico (che di solito è un indicatore potente per gli Academy Awards) e il Miglior Film Musical o Commedia, anomalia propria di questo premio cinematografico. Per comprendere al meglio il valore di questi riconoscimenti va ricordato che aprono la Award Season (la stagione dei premi) e che vengono votati dai giornalisti non americani residenti a Los Angeles (la Hollywood Foreign Press Association), rispondendo per questo motivo spesso a un gusto più europeo/internazionale che Usa e che sono diventati talmente prestigiosi (anche per l’inclusione dei serial Tv), da essere considerati a tutti gli effetti l’anticamera degli Oscar.

 

LO SCHINDLER’S LIST DEI NERI D’AMERICA
Che 12 anni schiavo di Steve McQueen, lo Schindler’s List dei neri d’America, si aggiudicasse il premio come miglior film drammatico era nell’aria da tempo, vista anche la vittoria del film a Toronto. Se la giocava con Gravity, ricompensato con il premio alla Miglior Regia ad Alfonso Cuaron, mentre sul fronte della commedia la stampa internazionale ha dimostrato di aver molto apprezzato American Hustle, l’affresco Seventies scenograficamente sontuoso e con cast all-star di David O’Russell, di cui la  HFPA ha voluto premiare anche le interpretazione delle brave e belle Amy Adams e Jennifer Lawrence (rispettivamente Miglior attrice protagonista e non protagonista). Quest’ultima, dopo il Globo e l’Oscar dell’anno scorso per Il lato positivo conferma di essere diventata una vera beniamina della critica, anche per il suo carattere notoriamente amabile.

QUEL SIMPATICONE DI LEO
Se c’è invece una star che per una certa scontrosità di carattere, non si è mai portato a casa un Oscar e in tutta la sua lunga carriera e di veramente importante ha vinto solo un Golden Globe come Miglior Attore di un Film Drammatico per The Aviator, è Leonardo DiCaprio. E questo è indice di quanto la sua interpretazione in The Wolf of Wall Street, con la quale si è aggiudicato il premio per la miglior Commedia, abbia i tratti del sovrumano. Lui, in pieno accordo con quanto detto sopra del suo carattere spigoloso, nel ricevere il premio ha ironizzato: «Non avrei mai pensato di essere definito un commediante». Chissà se anche i suoi colleghi che votano per gli Academy Awards si sentiranno “costretti” a riconoscergli almeno questa volta il giusto riconoscimento. Meritatissimo  anche il premio a Cate Blanchett per Blu Jasmine, che gareggiava contro fuoriclasse come la Dench di Philomena, la Thompson di Saving Mr. Banks e la Bullock di Gravity.

ISTRIONI E CAMALEONTI
Che istrionismi e trasformismi conquistino sempre le giurie è un dato di fatto, almeno Oltreoceano. Per questo non stupisce che il magrissimo Matthew McConaughey di Dallas Buyers Club, già vincitore al Festival di Roma, abbia vinto come Miglior attore drammatico protagonista insieme al collega Jared Leto, non protagonista nei panni di un simpaticissimo travestito.
Segnaliamo anche, perché il film ci sta particolarmente a cuore per la sua bellezza e profondità, il premio a Spike Jonze per la Miglior Sceneggiatura di Her, sperando che agli Oscar possa racimolare qualche premio nonostante la sua natura “di nicchia”. E non possiamo che plaudere all’annunciatissima stravittoria del serial cult Breaking Bad, di cui è stato ovviamente premiato anche il protagonista Bryan Cranston.

SORRENTINO VERSO L’OSCAR
Quel che qui più ci preme sottolineare, per ovvio orgoglio campanilista, è il Golden Globe al Miglior film straniero vinto da La grande bellezza di Paolo Sorrentino, battendo La vita di Adele che gli aveva invece soffiato la Palma d’Oro a Cannes, dove il regista napoletano era rimasto (ingiustamente) a bocca asciutta rispetto ad altri premi discutibili come quello al messicano Escalante. Giustizia è fatta dunque e il cinema italiano torna a far parlare di sé ai Golden Globes, che non premiavano un film italiano dai tempi di Nuovo Cinema Paradiso. Anno 1989. Un limbo lungo 25 anni ora interrotto. La strada per Sorrentino è ormai spianata, perché Adele (causa regolamento interno dell’Academy) non potrà partecipare ai prossimi Oscar. Che sia la volta buona?

Foto: Getty Images


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati