Mi sono svegliata ancora in Italia? Sto per caso sognando oppure nel sonno sono stata rapita dagli alieni? I David di Donatello 2016 hanno premiato Perfetti sconosciuti come miglior film e sceneggiatura e hanno assegnato a Lo chiamavano Jeeg Robot sette David "pesantissimi" come tutti i migliori attori (Santamaria, Pastorelli, Marinelli, Truppo) la miglior regia esordiente a Gabriele Mainetti, il miglior produttore (sempre a Mainetti), e per tutta la cerimonia, davvero in stile Oscar (grande Sky!) non ho sbadigliato neppure una volta come accadeva in passato quando a trasmettere la cerimonia era la Rai (per non parlare dell'edizione tutta gaffes e follia di Paolo Ruffini)? Se è un sogno, lasciatemi continuare a dormire...
NO SPOILER! Sono davvero furiosa. Indignata con l'Academy per aver escluso il western kolossal di Quentin Tarantino dalle nomination che contano davvero: film, regia, sceneggiatura. Sono giorni che documentiamo la polemica #OscarSoWhite lanciata da Spike Lee con il conseguente boicottaggio, ma dopo aver visto finalmente The Hateful Eight (qui la recensione di Giorgio Viaro) ieri all'Arcadia di Melzo in 70 mm (perché a differenza di tanti colleghi mi sono rifiutata di vederlo in anticipo scaricato, per godermelo così come il regista voleva servircelo), più che di Oscar troppo bianchi parlerei di Oscar troppo ingiusti nei confronti di Tarantino...
Finalmente una commedia popolare ben diretta, scritta e interpretata che gioca con i cliché del gangster movie, parodiandoli. Attori tutti bravi e Peppino Di Capri sorprendente rivelazione in un doppio ruolo Cosimo e Leo sono due poliziotti con ambizioni alla buddy cop movie film (alla Starsky e Hutch)  che tengono d'occhio un boss della camorra. Peccato che, come scandisce con enfasi il loro commissario, siano due veri e propri "de...
Black (e non orange) is the new Black. Ovvero, il nero è il nuovo nero, il colore che sta bene con tutto. Viola Davis ha trionfato agli Emmy Awards di stanotte, vincendo come miglior attrice protagonista per la serie drammatica Le regole del delitto perfetto di Shonda Rhimes, potentissima showrunner afromericana. Un risultato che è entrato nelle pagine della storia, perché mai prima d'ora un'attrice nera aveva ottenuto un simile risultato...
Chi l'avrebbe mai detto? Era il 2009 quando un mio amico, che di professione fa l'attore di musical, mi convinse ad andare nel West End a Londra a fare una settimana non stop di spettacoli. Ecco il programma: Il re leone, Wicked, Hairspray, Spring Awakening, Oliver Twist e Billy Elliot. Quest'ultimo, a dire il vero, non mi allettava molto. Avevo visto al cinema il film caruccio di Stephen Daldry, che figurava come regista anche del musical...
ATTENZIONE SPOILER! Shonda Rhimes ha fatto morire in Grey's Anatomy uno dei personaggi più amati della serie e la notizia ha gettato i fan nello sconforto. Un twist che rende sempre più vicino il sadismo della showrunner a quello di George R.R. Martin. Derek.è.morto. Il Dottor Stranamore kaput. Dopo 11 stagioni, Patrick Dempsey ha mollato il colpo e ha detto addio alla serie di Shonda Rhimes, a seguito di vari dissapori con la showrunner...
Che cosa faresti se non ci fosse nessuno con cui parlare, nessun confine o barriera, nessuna struttura o gerarchia o autorità, insomma neppure l'ombra di qualcuno al di fuori di te medesimo? A porre la domanda è il nuovo serial americano targato Fox The Last Man on Earth, creato da Will Forte e diretto dal duo di The Lego Movie Christopher Miller e Phil Lord. È l'anno 2020 e le persone sono state letteralmente cancellate da un virus...
[caption id="attachment_363" align="alignleft" width="200"] Andrew Garfield, se non fosse per la giacca da hipster, sembrerebbe un vero barbone[/caption] Sembrava che la barba fosse scomparsa e invece è diventata l'accessorio più indispensabile del fascino maschile. Dalle star di Hollywood agli hipster di Brooklyn, passando per i modelli di Hermès ed Etro, la barba è il segno di un ritorno a una virilità più accentuata, che sta davvero conquistando tutti...
Capelli boccolosi, tacchi vertiginosi, abito strizzato in vita e un viso che non t'aspetti. Oggi Renée Zellweger appare come l'abbiamo vista nella gallery che abbiamo pubblicato ieri dal red carpet degli Elle Women in Hollywood Awards. La Rete è ovviamente insorta, accusandola di aver davvero esagerato con i ritocchi. Lei si è difesa con un'unica intervista, un'esclusiva rilasciata a People, per dire al mondo che non è botoxata, ma finalmente felice e realizzata...
Sempre più dura la vita per il direttore artistico di Venezia Alberto Barbera, stretto tra festival che alle major hanno da offrire tariffe più economiche e costi di viaggio più contenuti di quelli richiesti dall'Europa, come Toronto (perfetto come piattaforma pre-Oscar) e New York; e in più insidiato dalle strategie di marketing degli studios, oscillanti tra problematiche di spending review e tattiche distributive...