Engel, ovvero Mel Gibson in Stargate

Prendete Mel Gibson e infilatelo in Stargate. Intendo il Mel Gibson di Arma Letale, il poliziotto super-action dal passato tormentato. E intendo anche quello Stargate di Roland Emmerich che mescolava scienza, fantascienza e Dei.
Tutto questo per farvi capire cosa è Engel, romanzo di Angelo Licata e Roberto Pretti uscito da pochi giorni per Mondadori.
Ve ne parlo in questa sede perché la sceneggiatura è già stata opzionata dalla Lock & Valentine per farne un film. E anche perché Angelo Licata qui a Best Movie lo sconosciamo soprattutto per essere regista del noto fan film di Star Wars, Dark Resurrection, oltre che di un bel corto con Luca Argentero, Malavita.
Se pensate che Engel sia un romanzetto come tanti siete sulla strada sbagliata. Se ne avete già sentito parlare tirando in ballo Dan Brown e avete pensato “esagerati!”, siete ancora sulla strada sbagliata.
Si narrano le vicende di John Engel, ex agente dei servizi segreti vaticani (quello che io immagino essere il Mel Gibson di cui sopra) nel tentativo di salvare Izahel, all’apparenza una ragazza normale, ma in realtà un essere con dei poteri straordinari.
L’avventura, parecchio action e con una punta di romance, affronta un argomento intrigante, ovvero la nascita delle religioni per contaminazione aliena, da qui il sottotitolo del romanzo, La Guerra degli Angeli, e il mio riferimento in apertura a Stargate.
Fin qui niente di trascendentale direte voi, ma non è mai solo di cosa si parla ma anche di come se ne parla che fa la differenza. E qui sta la vera sorpresa di Engel: una scrittura fresca e senza fronzoli, una costruzione degli eventi e dei capitoli che non lascia fiato (nel senso che ogni chiusura ha un “hook” per andare avanti nella lettura) e pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, si arriva alla fine senza sforzi, divertiti, con la sensazione di essersi bevuti una bella storia e di volerne ancora.
Insomma qui siamo di fronte a ottimo intrattenimento, con un pizzico di provocazione visto che tutto è ben documentato e addirittura Licata a storia finita fornisce anche interessanti letture per approfondire.
L’aspetto “visivo” è senza dubbio quel che mi ha colpito maggiormente per chi come me è cresciuto a fumetti e film più che a romanzi.
Ogni scena è piena di suggerimenti per le inquadrature o, se vogliamo, accompagna lo sguardo del lettore invitandolo a soffermarsi su determinati particolari o ad assistere gli avvenimenti da specifici punti di vista. Leggi e vedi un film in pratica. Non è un caso che il romanzo è figlio di una sceneggiatura e non il contrario.
Engel è tutto sommato un eroe scontato soprattutto per quelli della mia generazione che hanno vissuto il periodo dei “duri” anni ’80 e ’90. Più interessanti i cattivi, Izahel e i personaggi di contorno, ma a ben pensarci neanche loro si discostano troppo da un immaginario consolidato: il vecchio saggio, l’eroe tormentato, la ragazza da salvare, il cattivo potente e misterioso. Engel non ti sorprende ma ti prende.
Quello che proprio funziona molto bene sono i toni e il ritmo. 
Come ha dimostrato Steven Spielberg, anche un b-movie può diventare un capolavoro se fatto nella maniera giusta: Lo Squalo e volendo anche Incontri Ravvicinati del Terzo tipo sono lì a ricordarcelo.
In Engel tutto è credibile, verosimile, perfino assolutamente vero. Non scade mai nel banale e nello scontato, non ti annoia mai calcando la mano su faccende trite e ritrite, il che non è facile visto che parla (anche) di alieni. Tanto per capirci, siamo lontani anni luce dai pallosi complotti governativi che X-Files ci ha propinato per anni… Non “svacca” mai nemmeno nella fantascienza più incredibile (nel senso letterale, che si fatica a crederci), si tiene ben lontano anche da Hellboy e simili. Quello che riesce a fare terribilmente bene è mantenersi in equilibrio, tenere un tono che davvero strizza l’occhio a Dan Brown, ingolosirlo con elementi fantascientifici e allo stesso tempo tiene i piedi ben piantati per terra.
Che sia stato opzionato per farne un film può solo far piacere. Se non è raro leggere letteratura di genere italiana, lo è, invece, vedere film di genere made in Italy. Qui ci auguriamo di vederlo presto in sala. Se fosse possibile con Mel Gibson, grazie.

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