Le canzoni poco innocenti di Apple e gli U2

Martedì Apple ha tenuto una conferenza stampa per annunciare l’iPhone 6, il suo orologio e un regalo a tutti i suoi clienti: il nuovo album degli U2.
Grazie, che bello, ho già l’album caricato nella library dell’iphone e dell’ipad. Sentiamoci un po’ questo Songs of Innocence, queste canzoni dell’innocenza. Titolo scelto con ironica intelligenza, suppongo, perché l’operanzioncina messa in campo da Apple è tutto, fuorché innocente. Per la prima volta nel mondo dell’entertainment abbiamo assistito a una dimostrazione di potenza distributiva senza eguali, e una prepotenza sulla libertà del consumatore che ha dello stucchevole. Mezzo miliardo, lo riscrivo “mezzo miliardo”, 500.000.000 di persone si sono trovate l’album sul loro device pronto per essere ascoltato. Bono scrive lettere entusiaste in cui si dice felice di regalare musica (ed evito di dilungarmi nella annosa polemica sullo sputtanamento commerciale della musica dove ormai c’è la percezione che debba essere gratuita anche se c’è un lavoro mostruoso dietro per produrla), i fans del gruppo irlandese gioiscono, i curiosi ascoltano, chi non gliene è mai fregato nulla schiaccia “play”, tanto è gratis. Anzi, no, non è “solo” gratis, è già lì con noi, nei nostri device. Sembra una cosa “normale” ma non lo è. Qualcuno lo chiama “spam Rock”, ma non è una mail da mettere negli indesiderati, è un prodotto che si insinua nella nostra digital life. Come tornare a casa e trovarsi un’enciclopedia mai ordinata nella propria libreria: “l’ha messa lì il falegname, dice che la libreria è ancora un po’ sua e ci fa quel che vuole”. In tempi in cui la privacy è al centro dell’attenzione (leggi Il facial di Jennifer Lawrence e altre storie) un’azienda dimostra di poter infilare quel che vuole nei suoi prodotti. Che però dovrebbero essere totalmente nostri dopo che li abbiamo comprati. E magari non ce li vogliamo dentro gli U2.
Domani potrebbe essere il turno del Mein Kampf nella library di iBooks o dei video di Jennifer Lawrence nuda. Certo, qui si scherza con esempi un po’ provocatori, surreali se volete.
Apple ha mostrato la potenza di una distribuzione talmente aggressiva (il passo successivo cosa potrà essere? La famosa cura ludovico di Arancia Meccanica? Ci obbligheranno a consumare i contenuti?) che è in grado di rivoluzionare tutto l’entertainment, musica, film, libri, videogame. Che ne dite di Godzilla 2 già bello e pronto sul vostro ipad? Gratis naturalmente, ma magari con un spot in testa diretto a mezzo miliardo di persone. Anzi, che sciocco, non ve lo chiedo mica, Godzilla 2 ve lo infilo nei vostri iphone che vi piaccia o meno. Come dite? Non vi interessa? Nessun problema, potete sempre fare la fatica di cancellarlo. Una sorta di libertà al contrario. Non quella di scegliere cosa fare, cosa guardare, cosa ascoltare, ma quella di scegliere cosa non-fare.

Update del 16 settembre: Apple si accorge dell’errore e fa marcia indietro

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3 Risposte per "Le canzoni poco innocenti di Apple e gli U2"

  • alex-wayne :

    La mitomania dei blogger di questo sito è qualcosa di leggendario. Scrivete di cinema ma ogni volta che vi interessate di tecnologia è per scrivere uno di questi pretenziosi post pseudo apocalittici. Sarà che sono una persona semplice, ma dietro una cosa come questa non vedo tutta questa dietrologia. Posso sì pensare a come si siano ridotti gli U2, ma sicuramente non sento la mia libertà messa in discussione se iTunes decide di regalarmi un album. Tantomeno la considero come una rivendicazione da parte di apple che il suo prodotto è mio solo in parte: quando si tratta di software, la casa madre continua a supportarlo dopo la vendita, così come Microsoft aggiorna automaticamente Windows o sony la playstation. Non oso pensare a come si senta lei ogni volta che le parte una pubblicità prima di un video su youtube, immagino scene alla William Wallace. Se dobbiamo parlare di libertà messa in discussione rivolgiamoci all’invasività dei social network o alla nostra bella classe politica. Questo è quanto, sorvolando su quell’altro capolavoro del post sulle foto rubate che è tutto un programma fin dal titolo: perché usare la parola facial se su Jennifer Lawrence è uscito di tutto tranne che proprio quello? Chi lo sa…

  • Ciao Alex, qui non si discute sulla gratuità dell’album, né del fatto che Apple voglia far regali, ben venga. Si discute sul primo caso di distribuzione “forzata”, sul fatto che non si dà la possibilità di recarsi un negozio per scaricare un album gratis se lo si vuole, ma si pre-carica l’album in una libreria che dovrebbe essere privata, dell’utente. Non a caso la questione ha creato parecchio malcontento presso gli apple users. Sul caso Lawrence la rimando ai commenti al post

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