Edge of Tomorrow: la recensione con i voti semiseri scena per scena

Da buon appassionato di fantascienza e di videogiochi, questo Edge of Tomorrow – Senza domani aveva solleticato la mia curiosità fin dalle prime indiscrezioni sul progetto. Essendoci Tom Cruise, non so mai cosa aspettarmi: esaltazione totale perché fa il Cinema che mi piace tanto come per esempio Jack Reacher (leggi Il ritorno del grande cinema action tra Callaghan e Cobra), ma è anche l’espressione del Cinema Blockbuster tutto effetti speciali e un po’ insulso (leggi Cinema 2.0 4D) e spesso ha un ego che corre il rischio di fagocitare tutto, film di cui è protagonista compreso (leggi L’uomo che corre).
Ecco quindi la recensione, anzi il resoconto semiserio del film (attenzione agli SPOILER!) scena per scena, voto per voto e in più, in fondo al post, la fotostoria con i meme.
Come già era avvenuto in passato (leggi Due anime, Gamer Vs Cinefilo) di fronte a questi tipi di prodotti le mie due anime, Luca il gamer e Acul il cinefilo, prendono vita a sé stante e per questa occasione mi hanno accompagnato all’anteprima.

Tom Cruise è un ex pubblicitario divenuto maggiore dell’esercito americano e incaricato di promuovere la campagna arruolamento contro l’invasore alieno che ha già conquistato tutta l’Europa continentale. Siamo alla vigilia di una grossa operazione e ai piani alti non hanno dubbi che la vittoria per riscacciare il nemico è vicina. Tom Cruise è a Londra e viene spedito da un generale grande, grosso (letteralmente) e cattivo al fronte: l’indomani dovrà combattere fianco a fianco con la fanteria per riconquistare la Francia, proprio come se si trattasse di un nuovo sbarco in Normandia. Tom Cruise non ne vuole sapere, cerca di evadere in tutti i modi, ma non c’è nulla da fare. Il prologo è piuttosto canonico e io, il cinefilo e il gamer abbiamo il tempo di sistemare meglio le giacche sulle ginocchia, aggiustare gli occhiali 3D sui nasi e trovare una posizione comoda in poltrona.
Voto a Tom Cruise in versione “non sono un macho e non voglio fare la guerra perché ho paura”: 7

Tom Cruise si risveglia ammanettato in un campo militare. Contro la sua volontà (cerca sempre di evadere il fronte) viene portato a conoscere la sua squadra, e il mattino dopo impacchettato dentro un esoscheletro da guerra, nonché caricato su un velivolo e trasportato sulla spiaggia dove si combatte. Tom Cruise è terrorizzato, non è mai stato in guerra, non ha mai usato un esoscheletro, non sa nemmeno togliere la sicura alla sua arma e i compagni non fanno altro che sfotterlo. Il velivolo viene colpito e allora tutti giù per terra, catapultati nel caos furioso di una battaglia già iniziata. Sulla spiaggia un soldato che combatte nudo (con esoscheletro) è felice per essere ancora vivo, ma mentre esulta gli arriva un velivolo in testa che lo schiaccia come una formica. Tom Cruise è costantemente disorientato e in balia degli eventi; cerca di distrarsi con l’impiccio di un casco che non vuol stare bene al suo posto in testa. Finalmente vediamo gli alieni, cioé i Mimics, specie di polpi grandi come cavalli che non usano armi, ma roteano i tentacoli e si spostano a velocità vorticose facendo strage di umani sbucando da tutte le parti, perfino da sotto la sabbia. I soldati soccombono da tutti i fronti, l’unica che sembra riuscire a tenere testa agli alieni è Emily Blunt, ovvero la nota eroina Rita Vrataski, vero e proprio esempio per tutto l’esercito, che mena come un cavaliere della Tavola Rotonda grazie a uno spadone che neanche Berserk… Eppure anche lei alla fine cede al nemico e subito dopo è il turno di Tom Cruise. Insomma, muoiono tutti.
Voto a Salvate il soldato Ryan in versione sci-fi: 10

Dopo questa sequenza di guerra ho dovuto recuperare il gamer, che si era alzato dalla poltrona e con un sorriso da orecchio a orecchio ha cominciato un monologo: “Luca, ma hai visto? Hai visto? Finalmente degli alieni con un design originalissimo, i soldati che sembrano a metà strada tra Gears of War e Warhammer 40k, Emily Blunt sembra uscita fuori da Final Fantasy, il tutto che pare uno dei momenti migliori di Titanfall, mio dio datemi un joypaaaaaad!”. “Ok, ma questo è un film, stai calmo e siediti”.
Però il gamer mi dà da pensare e comincia a farsi largo dentro di me l’idea che stranamente in questo film non sia riuscito a intervenire il Produttore Ottuso (PO), ovvero colui che tutti noi immaginiamo essere il principale colpevole per l’affossamento delle belle idee. Mi immagino, infatti, che il PO si andato da Tom Cruise e lo sceneggiatore Christopher McQuarrie (quello de I Soliti sospetti e Jack Reacher, mica cazzi), e abbia detto una cosa tipo “mi raccomando, la battaglia deve essere più grossa di Avengers e Man of Steel, quindi mettetemi una bella astronave aliena grande 1/4 del pianeta e fatemi esplodere una città, chessò, Los Angeles” e Tom e Chris (sorvolando sul fatto che il film è ambientato in Europa) che gli dicono una cosa tipo: “ne parliamo dopo, ha chiamato tua moglie e ha detto che devi urgentemente comprare delle banane insieme alla spesa”.
Edge of Tomorrow è tutto qui. O almeno la prima parte del film. Perché quando Tom Cruise muore, si ricomincia da capo, ovvero lui si sveglia ammanettato nel campo smistamento soldati. Che succede? Se lo chiede anche un disorientato protagonista, che cerca di capire cosa fare. Il giochino quindi è questo: Tom Cruise (e lo spettatore) devono ripetere la giornata “imparando” cosa fare per riuscire a sopravvivere. Il tutto è servito con un’ironia, un montaggio e una regia intelligentemente travolgenti. In questa parte soprattutto si ride, e di gusto a vedere Tom Cruise che stupisce tutti anticipando informazioni e azioni e anche nel vederlo continuamente fallire le sue strategie.
A questo punto non tengo più né il cinefilo, né il gamer, che si alzano e cominciano a parlare animatamente. Cinefilo: “Geniale, un Ricomincio da capo sci-fi che conserva la linea comica!”. Gamer: “Ed emula perfettamente la dinamica videoludica: muori, gamer over, reinizi dall’ultimo checkpoint grazie al montaggio del film, e provi ad andare avanti. Più ripeti, più impari”. Cinefilo: “Già, e finalmente una dinamica usata in modo cinematografico, perché all’inizio Tom Cruise non è Tom Cruise, è un codardo, ma via via che impara si sta trasformando davvero in Tom Cruise come siamo abituati a conoscerlo, l’Eroe, c’è un’evoluzione del personaggio”. Poi arriva la seguente sequenza che ci fa tutti cappottare dal ridere, quindi finisce l’intermezzo ciarliero:
Voto alla scena cult in cui Tom Cruise, per sfuggire ai sollevamenti dell’addestramento, rotola sotto un camion con l’intenzione di passarci sotto e uscire indisturbato dall’altra parte ma sbaglia i tempi e finisce schiacciato: 10

Ora si cambia marcia. Tom Cruise durante la battaglia salva un paio di volte Emily Blunt da morte certa (ma poi si finisce male come al solito). Questa però fa in tempo a digli, prima di morire, di andarla a trovare il mattino dopo, facendoci capire che sa quel che sta succedendo a Tom Cruise. E infatti il mattino dopo ce lo spiega, perché era capitato anche a lei. Ci sono due tipi di alieni, quelli normali e gli Alfa, che sono rarissimi. Tom Cruise, la prima volta che è morto, ha ucciso un Alfa e ne ha assorbito il sangue. Gli Alfa hanno il potere di resettare il tempo e far ricominciare la giornata, motivo per cui gli alieni stanno vincendo. Tutto questo spiegone serve solo per cambiare prospettiva. Tom Cruise ora ha un obiettivo: allenarsi e diventare un vero soldato per portare Emily Blunt nel posto dove c’è l’Omega, ovvero il cervellone che tramite gli Alfa è in grado di resettare tutto. Dove si trova l’Omega? Nessuno lo sa, ma a Tom Cruise pian piano arrivano delle visioni del posto dove si nasconde, una diga in un montagna innevata in Svizzera. Le simpatiche scenette di Tom Cruise continuano, ma qui le gag si giocano tutte su Emily Blunt che lo ammazza per azzerare la giornata ogni volta che qualcosa va minimamente storto. Ti sei slogato una caviglia durante l’allenamento? Bang! Abbiamo sbagliato strada sulla spiaggia? Bang! Povero Tom Cruise! Non capiamo bene se per lui è davvero una sofferenza morire così tante volte in un film, proprio lui, l’Eroe per eccellenza che non muore mai, oppure sotto sotto ci gode perché il fatto di resuscitare è un altro punto per il suo Ego. Mentre ci rifletto il cinefilo e il gamer hanno ricominciato a parlarsi. Gamer: “Finalmente un film che non cerca di trasformarsi in un videogame come, chessò Die Hard 5 (leggi Die Hard 5, insert coin please) ma usa gli strumenti del media cinematografico per parlare anche di cultura videoludica. Ci sono delle vere chicche in questo film. Per esempio, la faccenda che appena qualcosa va storto Tom Cruise viene ucciso per resettare è proprio tipica di quei momenti vissuti dai videogiocatori che hanno capito come finire un livello e appena qualcosina non va per il verso giusto, reiniziano da capo”. Cinefilo: “L’aspetto più interessante è che il ritmo del film è tutto basato più su cosa non si vede che su quello che viene mostrato. Come in Innocenti Bugie, quello che è scontato non lo vediamo. Si evita la didascalia, ottenendo sempre un’ironia sofisticata, un ritmo che non lascia tregua e si consente pure di raccontare una toccante storia d’amore in due battute, quando Tom Cruise fa capire di non volere arrivare all’obiettivo senza di lei, sottointendendo tutte le volte che l’ha portata fino a un certo punto, che l’ha vista morire, che ha cercato di salvarla, che ha sofferto per lei”.
Mentre osservo il gamer e il cinefilo che chiaccherano esaltati, non posso fare a meno di pensare al PO che dice “ragazzi, mi raccomando, mettetemi una bella storia d’amore che dura 1/3 del film, con una scena di sesso e la Blunt mezza nuda” e Tom e Chris che gli rispondono una cosa tipo “ne parliamo dopo che ha chiamato tua moglie e dice che devi andare a recuperare tuo figlio alla lezione di ‘piccoli cuochi’”.
Voto alla scelta di evitare le solite menate didascaliche per arrivare subito al punto pensando che il pubblico è fatto da spettatori intelligenti: 10

Si cambia di nuovo: Tom Cruise riesce ad arrivare alla diga in Svizzera, ma non c’è nulla. Le visioni sono un trucco del nemico che sa di aver dato il potere all’avversario e lo vuole eliminare tendendogli una trappola. Bisogna trovare un’altra soluzione. Uno scienziato amico della Blunt ha inventato un transponder che può collegare un Alfa all’Omega. Tom Cruise può fungere da Alfa, bisogna trovare il marchingegno e usarlo. Il transponder è stato sequestrato e messo in cassaforte dal generale che all’inizio spedisce Tom Cruise al fronte. La missione ora è recuperare il transponder. Arriviamo subito al momento in cui Tom Cruise ed Emily Blunt entrano nel suo ufficio con tempismo perfetto evitando ogni genere di sicurezza e controlli facendoci capire che il percorso lo devono aver già fatto tipo un qaudriglione di volte. Convincono il generale a farsi dare il transponder ma questi li vuole fare arrestare comunque, quindi sono costretti alla fuga in macchina. Mentre scappano Tom Cruise usa il transponder, scopre che l’Omega si nasconde a Parigi e poi vengono fermati da un incidente. Tom Cruise si salva grazie a un intervento medico e a una trasfusione, in seguito alla quale perde i poteri alieni.
Voto alla scelta dell’Omega di alloggiare sotto il Louvre: 6

Intermezzo: Tom diserta e va a farsi una birra in centro a Londra. Anche gli eroi hanno bisogna di una pausa. Sembra una scena gratuita, ma invece rende proprio l’idea che Tom Cruise sia rinchiuso nel loop da un’eternità e che la variante birra sia una delle tante giornate di “vacanza” vissute. Non posso fare a meno di pensare al PO: “mi raccomando ragazzi, spiegate tutto per bene in modo da non lasciare dubbi, non inserite momenti ambigui e, anzi, verbalizzate tante volte per far comprendere meglio a tutti cosa succede che questa storia è un bel po’ complicata, prendete esempio dall’ultimo X-Men“ e Tom e Chris: “dopo ne parliamo meglio, ha chiamato tua moglie e ha detto che devi andare a recuperarle la borsa di Gucci che ha dimenticato a Pilates”.
Parte l’ultima missione, quella che se muori, non torni più indietro. Tom ed Emily Blunt hanno poche ore per reclutare una squadra, un aereo e volare a Parigi nel tentativo di distruggere l’Omega. Cruise prova a reclutare la sua squadra convincendoli a furia di conoscenze impossibili (tu non ti chiami davvero Ford, tu combatti in mutande, ecc. ecc.), ma la differenza la fa la Blunt, ovvero l’eroina rispettata da tutto l’esercito. Si parte. Si arriva al Louvre in un combattimento finale in cui muoiono tutti e Tom Cruise che si sacrifica buttando le bombe dentro l’Omega. L’Omega esplode e tutti i mostri muoiono. Vittoria! Si vabeé, ma sono morti anche i nostri protagonisti? No, perché Tom Cruise muore vicino a un Alfa che lo investe col suo sangue quindi riacquista il potere e riparte la giornata da quando è in elicottero e sta per essere trasportato a Londra. Solo che si sta già festeggiando la vittoria.
Voto alla ovvia forzatura in scrittura che non ha nessuna logica (se l’Omega è esploso chi controlla il Tempo? Perché torna indietro e hanno già vinto la guerra?): 5 ma chissenefrega perché siamo felici che Tom e la guerriera siano vivi e vissero felici e contenti.

Io, il gamer e il cinefilo usciamo dal cinema con un sorriso che fa il doppio giro sui volti. Cinefilo: “ci aveva provato Source Code a fare un Ricomincio da Capo sci-fi, ma era imploso rimanendo chiuso sempre nello stesso loop. Qui siamo davvero oltre, tiene banco senza perdere un colpo fino all’ultimo minuto”. Gamer: “Ragazzi, ma c’è il videogame di questo film? Perché se non c’è sono matti!”. (per la cronaca, c’è e non è male). Io godo e non vedo l’ora già di rivederlo, ma non posso fare a meno di chiedermi se il film andrà bene al box office anche senza tutti gli interventi mancati del PO. Anzi, chissà cosa avrà pensato all’anteprima. Ma forse non è riuscito ad andarci, Tom e Chris lo avranno spedito da qualche altra parte, probabilmente a vedere Godzilla.

Edge Poster

 

 

 

 

 


Un commento a "Edge of Tomorrow: la recensione con i voti semiseri scena per scena"

  • joaozinho79 :

    Ciao Luca

    analisi divertente e riuscita, concordo in particolare sul finale raffazzonato, non era più coerente concludere col solito risveglio condito dallo “svegliati, verme!” e il sorriso sornione del protagonista che ormai sa come affrontare l’ultimo quadro del videogame???

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