Walter White su Facebook, l’irreale è reale

La scorsa settimana Facebook ha festeggiato 10 anni di attività facendo un regalo ai suoi iscritti, ovvero il lookback. Si tratta di un video di circa 1 minuto, generato automaticamente dal social network, che riassume la vita passata su Facebook: grazie a una musica coinvolgente, e ad algoritmi matematici in grado di individuare la nostra foto più cliccata, il nostro post più commentato e altro ancora, ognuno di noi può avere un’emozionante sintesi della sua vita digitale/sociale. Il risultato è spesso disarmante, perché coglie nel segno con grande precisione, provare per credere.
Alcuni hanno colto la palla al balzo per realizzare dei fake look back di Facebook su personaggi famosi, come quello divenuto piuttosto noto su Berlusconi realizzato dai The Jackal.
Il canale Youtube Derick Watts & The Sunday Blues ha creato invece quello su Walter White, ovvero il protagonista di una delle serie tv più popolari, Breaking Bad (lo vedete in fondo al post). Il risultato è ancora più disarmante dei nostri video personali, perché su Facebook siamo abituati a leggere e interagire con persone vere, reali (o presunte tali), con i nostri amici (digitali, virtuali, distanti e vicini). Non siamo abituati a vedere personaggi dichiaratamente di fiction interagire in prima persona su Facebook. Il lookback di Walter White rende tremendamente reale Walter White, lo catapulta nella nostra realtà con una potenza inedita, che la serie tv non ha nel suo dna.
E’ un altro tassello sulla strada che sta portando sempre più a confondere reale e irreale, ciò che ci circonda con il mondo parallelo dove passiamo sempre più tempo, ovvero quello delle fiction, dei social network, della “digital life” (leggete a proposito, Don Jon, siamo tutti tossici).
D’altronde passiamo più tempo con questi personaggi inventati che con i nostri amici veri: le 5 stagioni di Breaking Bad sono almeno 60 ore, in molti casi certamente Walter White batte “birra con amico”.
Il digitale riporta in vita attori morti come Audrey Hepburn e Bruce Lee (leggi Videogiochi per PlayStation, dovrebbe farli Audrey Hepburn e Rambo e Bruce Lee, come il digitale ammazza gli originali), consente al pubblico di entrare a far parte di videogame e film (leggi Come recitare accanto a Jennifer Lawrence e Ryan Gosling), clona addirittura gli attori per usi impropri (leggi Ellen Page e la clonazione degli attori).
Ora il digitale si appropria dei nostri ricordi proponendoci una video sintesi che per forza di cose influenza la nostra memoria cambiando pesi e misure da attribuire al nostro vissuto. La stessa sintesi la vediamo applicata a personaggi irreali, che proprio per il fatto di averla anche loro in comune con noi, addirittura uguale alla nostra nello stile e nella forma, essi ci sono più vicini, più simili, quindi più reali.
Ora che c’è la possibilità di rendere ancora più realistici i personaggi della fiction, siamo sicuri che i reparti marketing non si lasceranno sfuggire l’occasione. Così tra i nostri amici di Facebook avremo anche Peter Parker, Jon Snow, Walter White e chi più ne ha più ne metta; e ogni giorno potremo dialogare con i nostri nuovi amici su come sta zia May e come vanno le lezioni di scienze, sugli Estranei al di là del Muro, su autolavaggi e camper ultimi modelli.


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