#jenniferlawrence fa sesso con Zalone

L’informazione sta attraversando un momento di cambiamento epocale. Anche quella cinematografica. #theamazingspiderman2 spiderman L’avvento del web ha cambiato radicalmente il modo di informarci, ma anche di informare. Il successo dei social network come Facebook sta rivoluzionando in modo ancora più radicale questo processo. Da una parte è estremamente facile accedere a una quantità abnorme di informazioni. Dall’altra chi le confeziona è costretto a modificarle, cambiarle, se vogliamo persino a distorcerle, per inseguire il pubblico. #supermanvsbatman superman batman wonder woman Men of steel
La maggior parte degli accessi a un sito di news che funziona, infatti, arriva da Google, il che rende fondamentale, per chi scrive, conoscere una serie di regole per poter essere indicizzati in maniera ottimale dal motore di ricerca. Questa tecnica si chiama SEO (Search Engine Optimization) ed è l’incubo di tutto il mondo dell’informazione in rete. “Incubo” perché non è una scienza esatta e poi perché prevede che vengano usate, evidenziate e strutturate una serie di frasi e parole chiave che rendono l’articolo in questione rintracciabile da Google. Paul Walker Avengers Miley Cirus. Lo scopo del SEO è di far arrivare un contenuto nelle prime 10 risposte di Google (quindi in prima pagina) a seconda delle parole chiave che cercano gli utenti. Una notizia indicizzata bene fa la differenza tra essere letta o meno, molto più di quanto possa essere sensazionale o sconvolgente il contenuto della notizia stessa.
Questo meccanismo distorce l’informazione in questo senso: le parole più ricercate influenzano il tipo di notizie da proporre al pubblico. Il sesso, il porno, le foto sexy la fanno da padrone sulla rete, sono i temi più ricercati sui motori di ricerca. donne nude
Per questo motivo ci troviamo un’abnorme informazione dedicata a questi temi su qualsiasi sito, dal quotidiano a quello specializzato in motori.
Non solo. Nascono dei trend che innescano dei processi di crescita esponenziale. Se il pubblico comincia a interessarsi a un nuovo film che si intitola, per esempio Tiziocaio, quel film comincerà a essere cercato in rete. Il fatto stesso che venga cercato in rete, fa sì che gli organi di informazione comincino a parlarne più spesso proprio perché sanno che il pubblico lo sta cercando. A questo punto il processo si attorciglia su se stesso: più viene cercato e più si fanno notizie, più si fanno notizie e più viene cercato. E alla fine si corre il rischio di leggere e guardare prodotti che sono figli di un processo matematico più che di una selezione qualitativa. Sole a catinelle Zalone Peppa Pig
E’ un sistema tremendamente democratico, ma anche tremendamente ottuso perché innesca dei cortocircuiti clamorosi nel mondo dell’informazione. E’ come se gli Editori chiedessero al loro pubblico cosa vogliono leggere, senza fare il lavoro più importante degli editori, che è, appunto, quello di selezionare, consigliare, dare informazione professionale con un senso critico. Se fossimo in una famiglia, è come se papà e mamma chiedessero a ogni pasto cosa vogliono mangiare ai figli: finirebbe sempre a “pizza e gelato”, non certo un’alimentazione sana. incontri gratis rocco siffredi
I social network hanno ulteriormente potenziato questa distorsione. Da una parte creano trend ancora più evidenti: Twitter ha una classifica di “trend topic” del giorno in home page: e così sappiamo che oggi, per esempio, scrivere qualcosa su #mandela converrebbe. Madiba Sudafrica apartheid Paris Hilton
Dall’altra le news solitamente più condivise sono quelle con caratteristiche comiche: le persone vogliono divertirsi. E così l’entertainment sembra trasformarsi in un virus che invade tutto (leggi anche Don Jon, siamo tutti tossici), anche l’informazione. Anche le news ormai devono divertire per avere successo. Se fossero un genere cinematografico, le notizie più lette sarebbero una commedia, anzi no, notizie-panettone, alla Boldi-De Sica: come altro si possono commentare le tonnellate di spazio che quotidianamente testate autorevoli come Corriere.it e Repubblica dedicano alle Miley Cirus che sculettano, alle Minetti in vacanza, ai video dei gattini?
Alle giornate professionali tenutesi questa settimana a Sorrento si è svolto un seminario sul nuovo modo di fare marketing nel cinema mettendo in evidenza la case history di Bling Ring di Lucky Red. Dopo i primi commenti negativi del film in Usa, la campagna italiana ne ha fatto tesoro e ha puntato su altri aspetti per promuoverlo. Una tecnica che ha avuto successo. Come dire: la realtà è soggettiva, cambia a seconda del punto di vista dal quale la guardi. Un film potrebbe essere all’80% rosso, ma se il verde vende meglio, allora l’informazione che lo riguarda sarà verde. gay trans
Alla fine si tratta sempre di vendere. Anche l’informazione è figlia dei tempi in cui viviamo, tutto è prodotto da vendere. Va da sé, quindi, che il marketing ha preso il sopravvento sul contenuto: sembra essere sempre più importante saper vendere una notizia, che non saperla scovare, figuriamoci scriverla. Di più. le tecniche di vendita cambiano il contenuto stesso, lo creano persino, tendendo a un paradosso: le notizie create ad hoc dal nulla hanno più successo delle notizie vere. Per questo all’occorrenza, tutta l’informazione della rete, ha sempre in tasca dei jolly che vanno bene in qualsiasi momento: la gallery delle donne più belle (sempre lì si va a parare), le classifiche di qualsiasi cosa, i video dei gattini (quelli sono un must da reciclare in ogni salsa). blowjob orgy
Tecniche di marketing ed entertainment hanno ormai demolito il modo classico di fare giornalismo: la vittima sul campo più decisiva è il controllo delle fonti e la veridicità delle notizie. Sembra ormai un optional verificare il vero e il falso, presi dalla frenesia di riscrivere, ricondividere a tutta velocità e tutto sommato non interessa poi più di tanto nemmeno ai lettori, e perché mai quando pian piano “informarsi” comincia a confondersi con “divertirsi”?
Web e social hanno persino cambiato la grammatica. Si scrivono sempre più spesso parole con gli hashtag in fronte, possibilmente usando abbreviazioni, magari taggando qualcuno, e il tutto va a formare intere frasi senza punteggiatura che è una vera e propria nuova lingua. #jenniferlawrence fa #sesso con #zalone #coseimpossibili che ne pensi @pincopallino? Questo “slang” per ora sembra confinato ai social, ma soprattutto l’uso degli hashtag sta invadendo anche i siti di informazione che cominciano a usarlo nei titoli.
Le tecniche di vendita più estreme in futuro potrebbero usare i titoli come specchietti per le allodole, completamenti slegati dal contenuto, testi pieni di parole apparentemente casuali, prive di significato, ma studiate ad hoc per il SEO, foto sexy a tutti i costi. Non fai informazione, non crei cultura, non crei fiducia nella testata giornalistica: ma probabilmente farai un sacco di clic.


Un commento a "#jenniferlawrence fa sesso con Zalone"

  • arachnia :

    Il mancato controllo delle fonti è una piaga che si sta diffondendo anche nel giornalismo cartaceo. Questa pratica andrebbe anche punita in qualche modo, quando ad esempio vengono diffuse notizie evidentemente false e sensazionalistiche in mala fede.
    Tutto il resto è solo molto triste #pessimismoefastidio

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