Barbareschi, bisogna volergli bene

Un paio di settimane fa ho intervistato Luca Barbareschi. L’occasione era l’uscita del suo nuovo film, Something Good. Nel mio lavoro sono molto puntiglioso. Per realizzare buone interviste serve tanta documentazione, capire bene chi si ha davanti. Quando ancora internet non esisteva, per affrontare Dario Argento ricordo che comprai tre libri. Per documentarmi su Luca Barbareschi sono rimasto spiazzato.
Spiazzamento numero 1
Ha fatto una mole di cose che c’è da rimanere a bocca spalancata. Fatevi un giro su wikipedia: cinema, teatro, televisione, politica. E manca tutta una parte sull’imprenditoria informatica che mi ha raccontato a voce che non è nemmeno tanto banale. Un caso di iperattività unico in Italia, raro nel mondo. Del suo ultimo film è produttore, autore, regista e interprete: vi viene in mente qualcun altro in grado di ricoprire tutti questi ruoli contemporaneamente?
Spiazzamento numero 2
Ho recuperato i suoi film. Luca Barbareschi ha un talento cinematografico sorprendente. Il trasformista è una commedia sulla politica italiana che ha svelato in anticipo di dieci anni tutto quello che stiamo vedendo ora. Con un bel protagonista all’americana, uno in gamba che ha voglia di fare delle cose ma viene stritolato dai meccanismi della politica. Non il solito italiano sfigato pieno di problemi che siamo abituati a vedere sul grande schermo.
Ardena, che ha girato prima de Il trasformista, è un film che mi ha toccato il cuore, quando ne parlo mi viene ancora la pelle d’oca. Si tratta di una commedia sentimentale sulle tre stagioni dell’amore, l’adolescenza, la maturità e la vecchiaia, raccontata attraverso le vacanze di una famiglia in un posto immaginario, Ardena appunto, che ricordano paro paro le mie di quando ero piccolo, con genitori, nonni, zii e amici tutti a condividere una grande casa e a intrecciare le loro storie. Barbareschi lo racconta attraverso personaggi indimenticabili, scene cult (il papà che legge al figlio, colto in flagrante a letto con una ragazza per la sua prima volta, il libro delle malattie veneree è una scena che neanche Woody Allen…), e una tenerezza infinita. Il film è una carezza per tutti. Di Something Good vi parlo nella recensione che trovate qui.  Tutti film con un’anima, un cuore, alla fine semplicemente belli. Come produttore si muove su cose interessantissime come Adriano Olivetti, ma evitiamo di dilungarci anche su questo fronte.
Spiazzamento numero 3
Chiedere ad amici e colleghi del settore opinioni e qualche “dritta” fa parte del processo di documentazione. Su Luca Barbareschi ho sentito le peggio cose. In giro si leggono articoli di una tale ferocia, di odio, gratuiti e qualunquisti che non val la pena neanche commentare. Questa antipatia a volte è supportata da certa informazione distorta come quella faziosa e bombarola de le Iene e di Striscia la notizia, altre volte sembra essere una forma di pazzia come nel caso di Morandini e del boicottaggio di Ardena che mi ha raccontato nell’intervista (e dove, tra l’altro, parla senza peli sulla lingua di industria del cinema italiano politicamente scorretta, di Festival-farsa, di Moretti, di Spielberg e di altre cose interessanti)
Io per Barbareschi ho sempre provato una certa simpatia fin da quando prese per il culo Maurizio Costanzo travestendosi da suo ospite. Ora che l’ho conosciuto posso dire che è una persona gentile, colta, “alla mano” in un modo che non ti aspetteresti, curioso del suo interlocutore almeno quanto il suo interlocutore lo è di lui. Ha l’occhio del sognatore, l’esperienza dell’imprenditore e un’agilità mentale che da un discorso è facile che ci si perda in mille argomenti derivati con altrettanto interesse.
Soprattutto, ed è quello che dovrebbe interessarci di più, ha un talento smisurato per avere il curriculum che ha.
Questa faccenda della simpatia e dell’antipatia su Luca Barbareschi è tutto sommato un argomento che mi annoia. Non dovrebbe essere un metro di giudizio professionale. E professionalmente l’Italia e gli italiani Luca Barbareschi lo dovrebbero proteggere e aiutare. Dovrebbero fare, insomma, quello che fanno tutti i Paesi con i loro talenti. Godere di quello che fa e volergli bene.

Leggi l’intervista a Luca Barbareschi


5 Risposte per "Barbareschi, bisogna volergli bene"

  • lucafalz :

    Caro luca, capisco che tu debba fare il tuo mestiere, ma ora si esagera.
    Al “grande talento” Luca Barbareschi sei tu, come anche io, a pagare lo stipendio per andare in parlamento una volta ogni 4 mesi in media; e siamo noi a pagare anche la produzione del nuovo film.
    Ora, se a te sta bene che i nostri soldi vengano usati per pagare uno che non fa il suo lavoro, non puoi pretendere che stia bene a tutti; non è una questione di simpatia o di antipatia, ma del tipo di persona che si vuole essere:io scelgo di essere così, di non farmi pagare per un lavoro che non svolgo, e di non “annoiarmi” se per una volta in questo paese allo sbando c’è da indignarsi per uno che si fa la vacanza sullo yacht con soldi (pubblici) che non si è guadagnato.
    Probabilmente tu scegli diversamente, preferisci esaltare persone del genere, preferisci sbadigliare davanti a certe cose,e preferisci “proteggere e aiutare” chi è già stato aiutato abbastanza da noi ,e la cui professione è ingiudicabile (dato che non adempie al suo lavoro).
    Ma “tutto sommato” il tuo servilismo verso certi personaggi, o peggio ancora la tua esaltazione di personaggi tanto marci, ci fanno capire molte cose: ci fanno capire il tuo concetto di gentilezza , di cultura, di agilità mentale, di simpatia, e in fondo ci fanno capire che persona sei, e che peso dobbiamo dare ai tuoi post!

  • lucafalz :

    Così, tanto per rinfrescare la memoria alla gente che legge…ecco il grande talento (di certo è un tipo “alla mano”)…
    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/409347/roma-barbareschi-assenteista-e-furioso.html

  • Qui e altrove continuo a riscontrare un astio smisurato, direi sproporzionato per il personaggio Barbareschi. Tale antipatia sfocia persino contro coloro che lo intervistano o ne testimoniano un incontro. Forse queste persone vorrebbero che nessuno parlasse di Barbareschi, vorrebbero sostituire le interviste con tribunali d’accusa, coprire di silenzio i suoi prodotti, cancellarlo dalla realtà. Viene criticata un’opinione controcorrente, ovvero la difesa di un cinema molto buono che forse meriterebbe più considerazione. Al posto di cogliere l’occasione per una riflessione e magari essere stimolati a un approccio all’argomento con un pizzico di onestà intellettuale in più, si fa la morale a tutti i costi ma non sono chiari gli obiettivi, né le pretese. Dovremmo forse giudicare i suoi film in base alla sua attività parlamentare? Intervistarlo solo sul caso delle Iene? Questo è Best Movie, qui si parla di cinema. Nè si è mai vista tale pretesa essere avanzata per altri personaggi. Di più: molti di quelli che fanno la morale a Barbareschi probabilmente sono gli stessi che difendono a spada tratta Roman Polanski, che ha una condanna per violenza sui minori, ma nessuno, giustamente, ne mette in dubbio le qualità artistiche. Perché, infatti, non si dovrebbe mescolare il “privato” con il giudizio sull’opera. E per me, al cinema di Barbareschi, l’Italia non ha voluto abbastanza bene.

  • lucafalz :

    Ma allora forse non ti è chiaro: per me potrebbe anche chiamarsi Pincopallino e aver vinto 4 oscar, non è di quello che stiamo parlando.
    Se questa è best movie e si parla di cinema, come tu hai detto, allora le interviste nn devono essere nè tribunali d’accusa nè tantomeno dei bagni nell’acquasanta per gli intervistati. Se hai riscontrato grande astio anche verso te stesso, apri gli occhi, rileggi il tuo post, e allora noterai che definire uno che guadagna da parlamentare ,senza andare in parlamento,che si fa produrre i film dallo stato, e che picchia davanti ai figli chi gli chiede conto di tali comportamenti, un uomo simpatico, alla mano, gentile, colto, è totalmente lontano dal concetto di “parlare di cinema”, e somiglia molto di più alla santificazione (in pieno stile Barbara D’urso) di un personaggio che è tutto tranne che santo.
    Ora, se mi dici che è un grande uomo, tutto talento e buone maniere, che le informazioni su di lui sono false, che le Iene sono un programma che porta notizie modificando la realtà, quindi un programma fazioso, e pure che l’italia non ha fatto abbastanza per Barbareschi(oltre a pagargli un “sudato” stipendio gli dobbiamo pure dare i soldi del biglietto del cinema???), allora non solo non parli di cinema ,e non solo distorci tu per primo la realtà dei fatti, ma fai lo stesso errore per il quale condanni tutti noi: dici che noi pensiamo solo ad attaccare Barbareschi, senza notare il suo talento cinematografico, ma sei tu stesso che per esaltare il cinema di Barbareschi hai bisogno di parlare bene della sua persona,in più infangando programmi che,con tutto il rispetto, hanno certamente più credibilità di te.
    Se,ed è evidente nel tuo post, cerchi di riabilitare la persona Barbareschi, allora come puoi chiedere a noi lettori di non considerare la persona stessa ma solo i suoi film?
    Dovremmo forse giudicare la persona Barbareschi in base alla sua attività cinematografica?
    E poi è inutile che parli facendo sembrare che il pubblico capisca solo concetti da popolino, che tiri in ballo la cultura,le profonde riflessioni, l’onestà intelletuale…ti chiedo una cosa:se tu vai a lavoro tutti i giorni, ti fai il mazzo tanto, e noti che, nel tuo stesso ufficio, c’è uno che non va a lavoro mai, ma prende 4 volte il tuo stipendio, e proprio il tuo ufficio in più gli concede i contributi economici per fare una qualsiasi attività contraria,per motivi anche solo logistici, al suo lavoro, e quando gli chiedi il perchè di questo lui ti prende a calci e pugni, ti minaccia e ti insulta, e dopo tutto cio continua a ricevere il suo stipendio regolarmente, e quando finirà di NON lavorare prenderà pure un vitalizio cospicuo, beh tu cosa pensi di questa persona? E cosa pensi di uno che scrive un articolo che celebra una persona come questa?
    Mi raccomando però, rispondi con onestà intellettuale…

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