Crowdfunding, il nuovo volto della produzione

Si chiama JOBS Act ed entrerà in vigore nel 2014. E’ una legge americana che potrebbe cambiare volto alla produzione cinematografica. Se non ve ne siete accorti, infatti, c’è una piccola rivoluzione che sta avanzando in rete, si chiama crowdfunding. Wikipedia lo definisce così: “Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni”. In pratica è un sistema che permette, attraverso piattaforme dedicate come la nota Kickstarter, di pubblicare un progetto chiedendo al pubblico di sovvenzionarlo.
Se pensate che sia un mondo che riguarda solo produzioni “indie” vi sbagliate di grosso. Primo perché anche quelle, grazie al crowdfunding, ormai trovano la strada della distribuzione mainstream, come è successo ad Iron Sky – Saranno Nazi Vostri, un film di fantascienza tedesco costato 7,5 milioni di dollari, di cui 900 mila tramite crowdfunding.
In secondo luogo perché anche i big del cinema stanno cominciando a usarlo per prodursi i film che vogliono. Il caso più noto è quello di Spike Lee, che sta cercando di raccogliere 1,2 mln di dollari per produrre un film sui vampiri. Il motivo? Secondo Lee ormai Hollywood finanzia solo grandi blockbuster con cui poter realizzare sequel e non progetti minori e innovativi. Stessa accusa mossa al sistema da Steven Spielberg e George Lucas e osservando i film che incassano nessuno può negare che non sia vero (Leggi Per un pugno di superdollari).
C’è anche un altro motivo per il quale, oltre a Spike Lee, anche Zach Braff per il suo Wish I Was Here, James Franco per l’adattamento di Palo Alto, Amanda Palmer per Veronica Mars – Il film e da ieri perfino Sylvester Stallone e il regista John Herzfeld per finire il loro film Reach Me si affidano al crowdfunding: rendendo pubblica la ricerca del denaro e chiedendo alla gente di partecipare, si crea anche una fanbase già pronta a sostenere il film al momento della sua uscita, anzi che già ne parla quando ancora non esiste.
Secondo i co-fondatori di Kickstarter «i progetti di Veronica Mars e del film di Zach Braff hanno portato decine di migliaia di nuove persone a utilizzare Kickstarter, il 63% dei quali non aveva mai finanziato un progetto prima. Ora queste persone hanno finanziato altri 2.200 progetti con un totale di oltre 400.000 dollari e nel 40% dei casi si è trattato di altri progetti cinematografici».
Cosa spinge queste persone a spendere il loro denaro per film che neanche esistono? Nel caso del film di Spike Lee, per esempio, una donazione di 10 dollari ti assicura una foto autografata, 1.000 dollari il tuo nome negli extra, 10.000 dollari una cena con il regista (tra questi donatori, incredibili a dirsi, c’è anche Steven Soderbergh!). Non si tratta, insomma, di investimenti, se i film dovessero andare bene al box office, chi ha fatto le donazioni non ci guadagnerà nulla. Sapete perché? Perché è vietato. Almeno lo è oggi. Il JOBS Act cambierà proprio questo aspetto: attiverà la possibilità di far partecipare ai guadagni coloro che hanno investito nel progetto. Il che trasformerà ogni progetto di crowdfunding in un possibile investimento economico, una sorta di società per azioni fuori dalla Borsa.
«Garantirà l’accesso a un mucchio di capitali per i filmmakers», ha detto a Hollywood Reporter Jason Best, co-fondatore del Crowdfund Capital Advisors. «C’è un sacco di gente che è appassionata di film ma non può farne uno e vorrebbe farne parte. Presto potrà». La legge ha molte restrizioni che riguardano soglie di investimento rapportate in percentuale al fatturato annuo dell’investitore (su Hollywood Reporter tutti i dettagli) ma già si stima che il mercato del crowdfunding potrà raggiungere i 4 miliardi di dollari in 4 anni.
In Italia qualcuno si è già mosso. Il caso Dark Resurrection potrebbe annoverarsi come crowdfunding anche se non si è appoggiato a nessuna piattaforma ufficiale. Giacomo Cimini, un regista che si annovera tra i nostri blogger, è riuscito a finanziarsi il prossimo progetto proprio su kickstarter. Anche nomi noti come Leonardo Manera e Franco Neri stanno provando questa strada con Community il film. Se questi progetti andranno mai in porto è difficile dirlo. A questo punto, invece, è sicuro che presto, quando vedremo un trailer, avremo due scelte di fronte a noi: se andare a vedere il film quando esce, oppure produrlo direttamente.


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