Trailer, vietati i maggiori di due minuti

Basta trailer lunghi. Lo dice la NATO, che in questo caso non è l’alleanza politica e militare internazionale nata dal patto Atlantico, ma la National Association of Theater Owners in Usa, ovvero l’associazione degli esercenti cinematografici statunitensi, che conta 30 mila schermi di 50 stati. Che significa? Secondo quanto riporta l’Hollywood Reporter pare che i proprietari delle sale cinematografiche stiano vagliando una serie di regole marketing per avere più controllo di quel che succede all’interno dei cinema. Il cambiamento più sostanziale riguarda la lunghezza dei trailer: non devono durare più di 2 minuti. Le guidelines della Motion Picture Association of America, ovvero l’associazione degli studios, indicano di proporre trailer della lunghezza di 2 minuti e 30 secondi, consentendo una eccezione all’anno per ogni distributore (come per esempio nel caso del trailer di 3′ de L’uomo d’acciao).
Secondo gli esercenti i trailer così sono troppo lunghi e rivelano troppo della trama, “stancando gli spettatori”.
Altre “regole” riguarderebbero i tempi di rilascio del materiale marketing, che dovrà essere entro i quattro mesi dall’uscita del film e non prima e l’obbligo di inserire la data di uscita su qualsiasi tipo di advertising.
Che valore hanno queste “regole”? Nessun obbligo legale, si tratta di linee guida, ma teoricamente se gli Studios non le seguono, le sale cinematografiche potrebbero rifiutarsi di inserire i loro trailer nella programmazione.
D’altronde i trailer sono sempre stati oggetto di polemiche e sono un asset determinante per promuovere un film. Esiste un'”arte del trailer” e pure premi ad hoc, tanto che montare un trailer può essere più difficile che fare un film (leggete Si fa presto a dire trailer).
I “rischi” di un trailer non costruito bene sono parecchi: addirittura ci fu il caso di una donna del Michigan che denunciò il distributore di Drive perché il trailer faceva pensare che fosse una sorta di Fast & Furious. Quando la NATO dice che i trailer rivelano troppo non ha tutti i torti: ci sono casi in cui vengono addirittura rivelati i colpi di scena come per Dream House (ma questo potrebbe accadere anche in trailer più corti) se non addirittura intere campagne marketing basate su tonnellate di interviste, clip, teaser, che rischiano di raccontare troppo, come è successo per esempio con Prometheus (leggi L’overdose viral che sfiora il virus).
Come finirà questa storia? Sarà un gioco politico delle forze in campo, che continuano a scontrarsi su diversi fronti compreso il delicato argomento delle “window”, ovvero il tempo che deve passare tra l’uscita di un film in sala e le altre distribuzioni. E’ chiaro che dietro a queste scelte, più che giustificazioni aleatorie come “il pubblico è stanco”, ci sono, ovviamente, un sacco di soldi. I distributori pagano per far trasmettere i trailer. Trailer più corti significa più spazio/tempo per inserire pubblicità o più trailer, e quindi più soldi per gli esercenti. E il pubblico? Forse in un’era in cui le informazioni viaggiano a un’isterica ipervelocità è giusto che anche i trailer si ridimensionino. Eppure per certi film/evento è una goduria prendersi 3 minuti per godersi in full hd un mantello rosso che vola nel vento.

Leggi anche Le follie della sala.

 


Un commento a "Trailer, vietati i maggiori di due minuti"

  • marialaura87 :

    I trailer non dovrebbero superare i 30 secondi!

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