Mamma (im)perfetta, webserie (im)peccabile

Parte una nuova webserie che per diversi aspetti è rivoluzionaria: si intitola Una mamma (im)perfetta. Ideata, scritta e diretta da Ivan Cotroneo, è il frutto di una produzione Indigo in collaborazione con Rai e Corriere della Sera. Si tratta di 25 episodi, della durata di circa 8′ l’uno (ne ho visti in anteprima i primi quattro), che a partire da oggi alle 13 verranno messi online su corrieredellasera.it con periodicità quotidiana, dal lunedì al venerdì. Protagonista è una mamma, che realizza una specie di videodiario delle sue giornate, in cui racconta gli sforzi per tenere in piedi il lavoro, il rapporto col marito, l’educazione dei due figli. I toni da commedia funzionano perfettamente, mettendo in scena tutto quanto ci si può aspettare dalla situazione. Chi ha visto Un giorno per caso con Michelle Pfeiffer, madre in carriera alle prese col figlio, posteggiato in ufficio o in difficoltà con la ricerca di scienze, o Ma come fa a far tutto, con Sarah Jessica Parker, altra working girl che subisce gli irritanti confronti con le mamme perfettine dei compagni di scuola del figlio, sa perfettamente di cosa si sta parlando.
Quindi, perché Una mamma imperfetta è una webserie rivoluzionaria?
Innanzitutto sdogana il web come canale di distribuzione sotto due aspetti: qualità delle produzioni e target di riferimento.
Che l’offerta sempre più vasta avesse alzato il livello qualitativo delle produzioni destinate al web lo si era già capito da qualche anno. Mentre un tempo internet era un canale dove venivano veicolati esperimenti indie ricchi di idee ma poveri di qualità, oggi possiamo dire che non è più così. Anzi, esattamente come il confine della qualità delle produzioni televisive e cinematografiche si è assottigliato fino a confondersi (pensate a Il trono di spade per esempio), lo stesso succede anche per l’audiovisivo destinato alla rete. Questo Una mamma (im)perfetta è una vera e propria produzione cinematografica, firmata infatti da Indigo, quelli de La grande bellezza di Sorrentino o Benvenuto Presidente con Bisio. Al timone dell’operazione c’è Ivan Cotroneo, già ideatore di Tutti pazzi per amore per la tv e regista de La criptonite nella borsa per il cinema.
Per quanto riguarda il target, fino ad oggi l’audiovisivo sul web era da considerarsi territorio per nerd, geek, teenager. Le webseries più note parlano di videogame, zombie, ragazzi: spesso sono di genere sci-fi od horror. Come sa chi segue questo blog e Best Movie, per citare solo alcune di quelle italiane di successo, troviamo Gamers, sui videogiochi, Freaks, ovvero ragazzi coi superpoteri, Days, che sfrutta l’interattività di Youtube in una sorta di Lost 2.0, o Stucked, la prima webseries italiana in inglese, anche qui alle prese con problemi amorosi e sessuali di giovani ragazzi. Le ultime due, tra l’altro, firmate Flavio Parenti e Ivan Silvestrini, entrambi con esperienze cinematografiche alle spalle, tanto per certificare che la qualità è già da tempo uno standard altissimo sulla rete.
In ogni caso, si diceva del target: Una mamma (im)perfetta certifica che la rete non è solo per giovani, anzi, qui si tagliano proprio fuori per andare a parlare alle loro madri. Anche le mamme guardano i film sul Pc, insomma. E grazie al Pc possono interagire.
Su questo fronte Una mamma (im)perfetta si dimostra essere un prodotto impeccabile. Non solo utilizza linguaggi propri della rete, o perlomeno particolarmente efficaci in rete: uno su tutti, la rottura della quarta parete con il primo piano del protagonista (che si vede bene anche su player piccoli), che ti parla guardandoti dritto negli occhi catalizzando rapidamente la tua attenzione. Pone anche domande agli spettatori che non vengono risolte. Come si fa a essere una buona madre? Ho fatto bene a comprare i nuovi vestiti a mia figlia? Devo fare qualcosa per risollevare il rapporto con mio marito? Sono tutte domande a cui gli spettatori, ovvero i lettori del Corriere della Sera, potranno rispondere anche in tempo reale, nei commenti della pagina dedicata al serial o su Twitter usando l’hastag #unamammaIMperfetta.
E’ poi rivoluzionario perché per la prima volta un organo di informazione si trasforma in un canale di distribuzione di fiction. Il Corriere della Sera da oggi è concorrente di Rai (che, essendo partner dell’operazione, lo manderà in prima serata su Rai Due da settembre) e Mediaset, ma anche della sala cinematografica e dei prodotti home video.
Insomma, Una mamma (im)perfetta segna una nuova era per l’audiovisivo in rete: da oggi ci possiamo aspettare un’invasione di entertainment per ogni target e che proverà a diffondersi tra i più disparati siti web.
Infine alcune considerazioni personali sui contenuti. I quattro episodi che ho visto fanno ridere molto e anche in modo intelligente. Una mamma (im)perfetta da una parte sembra lo specchio della realtà di oggi, dove tutti siamo in affanno tra mille impegni con una sensazione di disorientamento che non trova sfogo nemmeno nei nuovi modi di confidarsi o condividere le esperienze offerti dai social come Facebook o da ipotetici videodiari.
Dall’altra mette in campo una serie di stereotipi e una mediocrità quotidiana da cui io sono sempre rifuggito, ma dove gli italiani storicamente ci sguazzano. Si celebra la donna, è vero, giusto e sono il primo a tifare per mettere le madri su un piedistallo. Ma qui lo si fa in modo furbetto: la protagonista emerge sulle mancanze di chi la circonda, a partire dal marito che tornato a casa si piazza davanti alla tv come fosse Homer Simpson: «ci sono due partite, per le prossime 4 ore non ci sono». Ed è anche il papà che se ne esce meglio: c’è ne è persino uno che si addormenta sempre, pure al volante dell’auto ferma davanti alla scuola mentre la figlia cerca di entrare… Io non mi ci ritrovo in questa desolante fotografia e da padre che accompagna tutti i giorni i figli all’asilo vedendo tanti altri padri, mi chiedo se non sia uno stereotipo ormai anacronistico. La mamma (im)perfetta veste in maglietta i figli quando arriva l’inverno perché non ha fatto il cambio dell’armadio e chiede di portare a scuola la ricerca di geografia “in orizzontale” perché non è stata in grado di incollarla per bene, ma risultano tutte mancanze simpatiche a confronto con l’irritante perfezionismo delle mammine a modo.
Su questi riflessi di mediocrità la commedia italiana ci campa da sempre, pure quella intelligente come Una mamma (im)perfetta: basta pensare a Fantozzi, o alla mitica battuta di Moretti in Ecce Bombo: «italiani, ve lo meritate, Alberto Sordi!». Ebbene, la storia si ripete, le nuove generazioni attraverso nuovi canali rideranno ancora della mediocrità italiana. A furia di ridere di noi al cinema (e non solo, basta vedere l’attualità politica degli ultimi mesi…) va a finire che crediamo davvero di essere così sguaiati. Eppure c’è anche chi continua a sognare in grande (e di storie italiane e di italiani grandiosi da raccontare ce ne sarebbero tante) e in questo, parafrasando Gaber «non si sente italiano, ma per fortuna o purtroppo lo è».

Qui la prima puntata, oltre ad altre info, il teaser, una clip e le foto di Una mamma (im)perfetta.

 


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