Tette e zombie, estetica e contenuti

Quando non c’è più nulla da dire, arrivano le tette. E alcune parlano da sole potremmo aggiungere, ma non facciamoci distrarre.
L’annuncio che nel prossimo Resident Evil: Revelations HD si potrà giocare con Rachel, mi dà l’occasione di parlare di tette e zombie, di estetica e contenuti. Il titolo di cui sopra è un videogame che uscirà il prossimo 24 maggio per PC, PlayStation 3, Xbox 360 e Wii U ed è già disponibile per Nintendo 3DS. E’ uno spin-off della serie madre, che si colloca cronologicamente tra il quarto e il quinto capitolo. Che c’entrano le tette? Bè, Rachel è la ragazza che potete vedere qui sotto.

Niente male, vero? Ebbene Resident Evil è una delle serie videoludiche che mi ha appassionato maggiormente e li ho giocati e finiti tutti fino a Resident Evil 5, ovvero quando hanno trasformato quello che era un survival horror in un action game coi mostri, snaturandolo. E’ chiaro che è sempre più difficile “reinventarsi” col passare del tempo e si tende a esplorare nuove strade. Ora si prova l’arma sexy e probabilmente funzionerà, anche perché chi ci ha giocato in anteprima mi dice che è tosto ed è tornato ad essere un survival horror. Quando l’estetica si sposa coi contenuti è sempre un’ottima cosa.
C’è da dire, però, che funzionano sempre bene anche i prodotti in cui il contenuto eccelle pur avendo un’estetica debole e viceversa. Non c’è nulla come il genere zombie per rendersene conto. Gli zombie movie sovraffollano l’entertainment, dovremmo già essere oltre la saturazione con i vari Walking Dead e Worm Bodies, ma il pubblico non sembra stancarsi. Il motivo? Probabilemente perché giocano sempre bene sugli estremi della logica estetica e contenuto.
Prendiamo per esempio Zombie Strippers, un film del 2010 con Robert “Freddy Kruger” Englund e le tette della pornostar Jenna Jameson. E’ chiaro che a nessuno frega nulla della trama…


Sul fronte opposto potremmo mettere Dead Set, una mini serie inglese di cinque episodi ideata da quel geniaccio di Charlie Broker (ovvero colui che sta dietro anche all’interessante Black Mirror, cattivissima serie sulla tecnologia) che ha immaginato l’apocalisse zombie dal punto di vista dei partecipanti al Grande Fratello inglese: una metafora sulla tv e gli spettatori che non aggiunge nulla all’immaginario zombie, ma li usa per parlare di televisione e pubblico.


Insomma, pare che si possa sempre tirare fuori qualcosa di buono sul tema, e a tal proposito siamo tutti curiosi di vedere World War Z con Brad Pitt, che dal trailer pare abbia qualcosa da dire.
Tutto l’inverso per l’annunciato Resident Evil 6: cosa si possa cavar fuori ancora dalla saga cinematografica dopo gli ultimi due episodi un po’ vuoti, è difficile immaginarlo. Non rimane, forse, che puntare sulle tette. Che poi, se vogliamo ben vedere (e scusate il gioco di parole), alla fine anche le tette sono un contenuto. Ragionando così si fa il giro dall’altra parte: Pamela Anderson, per esempio, a fianco di Milla Jovovich nel prossimo Resident Evil Movie rischierebbe di renderlo il capitolo più “filosofico”…


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