Best Movie, un posto di pazzi

Se pensate che scrivere di cinema sia divertente avete perfettamente ragione. Lavoro in un posto di pazzi. Prendiamo questa giornata per esempio. Marita Toniolo, caporedattore della rivista, da circa due settimane si sta trasformando in Iron Man, pezzetto dopo pezzetto. Prima di lavorare al numero di aprile sembrava una persona normale, ora è una nerd fan a cui manca solo la spilla “Tony Stark for President”. Prima si parlava insieme di cucina, politica e cose così, vita reale insomma. Ora devo svicolare questioni tipo «ma tu lo sai chi sono i Chitauri?» o «ma ti rendi conto che Jim Sturgess doveva fare Star Lord?», per non parlare dell’importante faccenda che riguarda le armature di Iron Man, pare ce ne sia una anche appositamente fatta per affrontare Hulk. Ho tentato di convincere Karin Ebnet, la responsabile del sito www.movieforkids.it a regalarle la maschera di Iron Man, appena acquistata per i suoi figli, ma non c’è stato verso: non era in giornata per via di una intervista a Claudia Gerini che non si riesce a combinare (la questione è che vogliamo intervistarla perché è mamma e perché Movie For Kids è un sito per genitori, mentre l’ufficio stampa vuole rimandare in occasione dell’uscita di Tulpa, un film horror, mah…).
Tra una Iron-domanda e l’altra si alza come un pazzo dal fondo della stanza Giorgio Viaro, direttore del sito, per raggiungermi a grandi passi come se ci fosse una grave urgenza: «l’evoluzione tecnologica degli effetti speciali sta cambiando la meteorologia nei film di fantascienza!» esclama tutto agitato come se avesse rivelato la formula per la fusione a freddo. Ora, la premessa è che io e lui siamo appena tornati dall’anteprima di 30 minuti di Star Trek Into Darkness. Mentre mi parla di effetti speciali e meteorologia cerco di capire cosa possa centrare tutto ciò con quello che abbiamo visto ma non ci riesco. «Capisci?», mi chiede. No, non capisco cosa centri il tempo atmosferico con Kirk e Spock. «Una volta gli effetti speciali non erano così qualitativi e li nascondevano con scene buie e piovose. Oggi invece c’è un tale realismo che tutte le scene sono solari!». Interessante (che poi però il titolo del film…). Interessante?. «Bella Giorgio, indaga che magari viene fuori un bel pezzo», gli rispondo.
A questo punto succede una cosa clamorosa. Silvia Urban esclama «io devo uscire di qui» e lo dice come se si fosse per un attimo trasformata in Gene Wilder nella famosa scena di Frankenstein JR «si-può-fare!». Per capire quanto questa affermazione possa essere carica di significato dovete sapere che Silvia è la stacanovista della redazione. Se arrivo alle 8,30 in ufficio lei è già lì. Se esco alle 21, lei è ancora lì. Io di solito comincio a lavorare alle 6 del mattino da casa ma a lei non mando mai email a quell’ora perché ho paura di scoprire che è già in redazione, che è sempre in redazione, che dorme lì, forse è una presenza tipo film horror con casa posseduta. A quegli orari improbi mi risponde invece sempre Karin, che da buona madre non dorme mai, quindi da casa me la immagino che scrive articoli e manda email con pargoli in braccio. Con la maschera di Iron Man addosso naturalmente (lei, non i pargoli).
In ogni caso Silvia Urban è ancora qui accanto a me mentre scrivo questo post, quindi deve essere stata una breve presa di coscienza subito svanita nel nulla.
Di fronte a lei Emilia Iuliano sembra talmente concentrata in un articolo che ti vien paura che da un momento all’altro venga risucchiata dentro il monitor. «Emi tutto bene?». Nessuna risposta. Non distraiamola.
«Domani c’è la presentazione di Bioshock, ti interessa andare?», chiedo a Gabriele Ferrari, il nostro esperto di videogame. «Sì mi interessa, ma ho un impegno», mi risponde. «Quindi?», incalzo. «Quindi mi interessa». «Ok, allora ti giro la mail». «Ma ho un impegno». Vabè lasciamo perdere, è tardi, forse siamo tutti stanchi.
Arriva di nuovo Giorgio e mentre indossa un maglione bofonchia una cosa tipo «sto andando all’anteprima del film di Almodovar, se serve lo copro io». Non ha finito di infilarsi le maniche che prontamente Marita risponde «mi servono SUBITO 1400 battute». Lo dice così convinta che il povero Giorgio si stava già svestendo per scrivere l’articolo, poi si è ricordato che il film lo doveva vedere prima e quindi è uscito (e Marita in effetti un po’ è rimasta delusa)… Insomma, più che scrivere di cinema, qui sembra tutto un cinema…

PS: mancano all’appello in questo post Andrea Facchin, Paolo Sinopoli e Adriano Aiello. Il primo era a vedere Benvenuto Presidente, il secondo concentrato nello scrivere la news più letta del giorno, ovvero la top ten dei supereroi improbabili e il terzo è a casa malato che messaggia cose deliranti tipo «la febbre scende e i dolori sono sotto controllo», neanche fosse in “virus letale”…

PPS: mancano all’appello anche i grafici e la produzione. Sono pazzi anche loro, ma ve li racconto un’altra volta. 😛


3 Risposte per "Best Movie, un posto di pazzi"

  • parker85 :

    Eh eh eh bravo Maragno un po’ di autoironia non fa mai male, però su te stesso non hai scritto granché…
    Comunque se tutto ciò è vero anche solo in parte io da ora in avanti faccio il tifo per Marita Toniolo!

  • Per la cronaca, non ho inventato nulla, tutto quello descritto nel post è successo davvero ed è successo quel giorno. 🙂

  • parker85 :

    Fantastico, ti chiedo umilmente perdono per aver diffidato…
    Rinnovo rispetto ed ammirazione e raddoppio la stima per Marita Toniolo!

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