Die Hard 5, insert coin please

Die Hard 5 non è “solo un film”, piuttosto è un videogame multi-evento. Per chi non bazzica il linguaggio videoludico significa che è più generi in uno, ovvero più videogiochi in uno. E’ come se in un’unico film ci fosse un thriller, un horror e uno sci-fi.
Potete scegliere se essere John McClane o il figlio. Caratteristiche McClane: Forza 3, Agilità 2, Energia 4. Bottone mossa speciale: attiva frasi a caso tipo yippie ki-yay. Caratteristiche figlio di John McClane: Forza 4, Agilità 3, Energia 3. Bottone mossa speciale: non fa nulla.


Si comincia con una cut-scene (che nel linguaggio videludico sono le scene di intermezzo tra un momento in cui si gioca attivamente e un altro): John McClane arriva a Mosca per far visita al figlio in prigione, che evade e scappa su un camion per sfuggire a della gentaglia su una specie di carro armato. McClane ruba un camion e si lancia all’inseguimento. Il primo gioco multi-evento è un racing game fra le strade di Mosca (ma potrebbe essere qualsiasi città). Se superate il livello vi guadagnate un’altra cut-scene in cui padre e figlio McClane sparano simpatiche cazzate sul rapporto padre-figli, ma soprattutto arriva il personaggio femminile, fighissima, ma con un nome russo che sembra suoni come “Salsiccia”. Il secondo gioco multi-evento è un platform ambientato in un albergo russo (ma potrebbe essere di qualsiasi Paese). Bisogna scappare da una banda di cattivoni armati fino ai denti e c’è pure il boss finale in elicottero. Cut-scene in cui i nostri eroi raggiungono Chernobyl (ma potrebbe essere qualsiasi altro posto). Ora si passa allo sparatutto in soggettiva e finito il doppio boss finale con tanto di elicottero (di nuovo!) ci si guadagna la supersequenza finale con tutta la famiglia McClane riunita (ovvero padre, figlio e figlia che li attende all’aeroporto in Usa). Se finisci il gioco senza mai morire vinci il personaggio speciale e puoi rigiocarlo tutto nei panni della figlia di McClane. Caratteristiche: Forza 1, Agilità 1, Energia 1, bottone mossa speciale: sbadiglia.
Ok, ho scherzato un po’, (ma nemmeno tanto), ma il succo è questo: Die Hard 5 è l’apoteosi della commistione del linguaggio cinematografico con quello videoludico: del primo ha il personaggio di Bruce Willis che è l’emblema dell’eroe anni ’80 (un altro lo trovate qui) e il fatto di essere un film; del secondo ha tutto il resto, ovvero il dna di qualcosa che è tutto tranne che storia da raccontare. Se fosse venuto fuori così per sbaglio farebbe solo annoiare, invece Die Hard 5 è talmente consapevole di voler essere un videogame che a tratti diverte pure. Affrontato con questo mood cambia tutto. Che Bruce Willis rimbalzi tra i palazzi come fosse un Big Jim passa da inverosimile a divertente. Che i McClane rubino un’auto che guardacaso ha il portabagagli pieno zeppo di armi che servono proprio per andare avanti (neanche fosse un power up di fine livello!) passa da “cazzata colossale” a “assurdo-con-il-sorriso”. Che Chernobyl venga denuclearizzata in pochi secondi grazie a un gas naturale (così McClane lo possiamo vedere bene, mica che debba sparare con addosso la tuta antiradiazioni) passa da “megastupidata” a… no, quella rimane megastupidata e basta.
Insomma, a Die Hard 5 manca la trama, la sceneggiatura, un cattivo degno di essere un cattivo e, in conclusione, manca il joypad. Ma se avete voglia di un’ora e mezza fracassona e cazzara allora cosa volete che vi dica? Insert coin.

Il videogame multi-evento di Die Hard per Sega Saturn, un classico per i gamers

 


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