Schwarzenegger, il ritorno al futuro del cinema action

Esce questa settimana The Last Stand – L’ultima sfida, che è quella intrapresa da Arnold Schwarzenegger nel suo ritorno al cinema dopo la parentesi politica (il suo ultimo film da protagonista risaliva al 2003 in Terminator 3).
«Ricordo che visitando un set cinematografico quando ero Governatore vidi uno degli attori appeso a testa in giù in un’imbracatura», ha raccontato Schwarzenneger. «Un’amico mi chiese: “Non ti manca questo?” e io risposi: “no, preferirei essere a Sacramento, circondato da legislatori che ti danno filo da torcere e creano molti problemi, che stare appeso ad una imbracatura a testa in giù. Penso che non potrei più farlo ormai”. Bene ovviamene in questo film sono appeso ad un’imbracatura a testa in giù. Sono tornato ad appendermi e sono tornato a quei film dove combatto dall’inizio alla fine, mi arrampico, corro, e guido macchine veloci. Pensavo di rientrare un po’ più lentamente nel mondo degli action! Ma mi sono divertito un mondo».

Tutto il carisma di Schwarzy in una drammatica foto di The Last Stand


A dirla tutta il film che ha segnato il suo ritorno a Hollywood è stato I mercenari 2 lo scorso luglio, ma solo in un breve cameo (leggi Schwarzy is back!).
Qui invece è lui il totale e unico protagonista, come ai vecchi tempi. Senza Schwarzy il film sarebbe un guscio vuoto, non è bastato neanche arruolare un talentuoso regista sudcoreano, Kim Jee-Woon noto anche per lo spettacolare western Il buono, il matto e il cattivo, per dare una marcia in più a un action che è palesemente costruito tutto intorno al mitico personaggio di Arnold Schwarzenegger. I fans ringraziano, perché Schwarzy è ormai una figura meta-cinematografica e non teme a dichiararlo continuamente nel film stesso, con battute sull’essere immigrati, sull’essere vecchietti, sull’essere fuori allenamento, che tutto sommato sono i siparietti più divertenti di tutta l’operazione. Attenzione, però, il giochino autoironico non è spinto a velocità massima come ne I Mercenari (leggi I Mercenari 2, The Avengers con Stallone & Co.), qui si vuole fare anche cinema action sul serio.

La locandina di The Last Stand non lascia alcun dubbio sul fatto che il cinema action sia spesso una gara a chi ce l’ha più grosso. (il fucile ovviamente)

Vecchio poliziotto esperto finisce a far lo sceriffo in un paese di provincia al confine con il Messico e sarà l’unico a poter fermare la fuga di un narcotrafficante evaso che vuole espatriare: il film è tutto qui, una specie di Mezzogiorno di fuoco moderno tra inseguimenti e sparatorie all’A-team (qui la recensione).
Un pieno ritorno agli action anni ’80. Anzi, a guardare bene l’armata di “vecchietti” (ancora) protagonisti dei film d’azione del presente, non si capisce se è il cinema di oggi che viaggia indietro nel tempo o quello del passato che sta facendo un salto nel futuro.
Schwarzenegger, 66 anni, tornerà nel 2013 in The Tomb con Sylvester Stallone. Stallone, 67 anni, è l’assoluto protagonista di Jimmy Bobo, ad aprile. Bruce Willis, 58 anni, esce a febbraio con il nuovo Die Hard e lo vedremo anche in GI Joe e in Red 2, praticamente sempre con lo stesso ruolo/personaggio visto in I Mercenari. Tom Cruise, 51 anni è al cinema con Jack Reacher (leggi Jack Reacher, il ritorno del grande cinema action tra Callaghan e Cobrae non abbiamo dubbi che tornerà in una nuova missione impossibile. Liam Neeson, 61 anni, lo abbiamo appena visto nel bel The Grey e nel debole Taken 2Mel Gibson, 57 anni, ha girato uno dei più bei action degli ultimi tempi proprio l’anno scorso, Vacanza in Paradiso.
Niente pensione per gli eroi anni ’80, quindi? Diciamoci la verità, questi attori hanno una presenza scenica che ha ormai raggiunto la dimensione mitologica, impossibile batterli su questo fronte. Basta vedere The Last Stand: Arnold ha quella faccia lì, quello sguardo lì, quel carisma lì che non si può mica spiegare. Lui arriva e basta, riempie lo schermo. Certo, non fa più scene a petto nudo. E quando corre è goffo (lo era anche da giovane perché è enorme, ma ora lo è ancora di più). Però ha ancora la faccia fresca senza interventi chirurgici con lo sguardo fiero e genuino di un tempo. Stallone, no, per esempio, ma può vantarsi di girare le scene a petto nudo, ma questa è un’altra storia.
Insomma, è dura trovare un ricambio generazionale? Sì e no.
I “nuovi” eroi, che poi tanto nuovi non sono più neanche loro, sono Vin Diesel in Fast & Furious, The Rock, Mark Whalberg, Matt Damon che ha rilanciato lo spy action con Bourne, Daniel Craig con il suo 007, tutti attori “action” che hanno un sacco di pubblico. I nuovi veri, ancora delle scommesse, sono Jeremy Renner, neo Bourne e braccio destro di Tom Cruise nell’ultima missione impossibile, Chris Hemsworth, ovvero Thor, Chris Pine, il capitano Kirk del reboot di Star Trek, Ryan Raynolds, che in Safe House però non ha convinto granché.
Insomma, il cinema d’azione ha una schiera di macho man pronti a tutto, per tutte le generazioni. Pronti quasi a tutto a dire il vero. Quello che manca ancora e non si vede nemmeno all’orizzonte, è il Bruce Lee del nuovo secolo, il Van Damme capace di far ritornare forte e ricco anche il cinema action di arti marziali che sembra ormai svanito nel nulla.
Speriamo però che a nessuno mai venga in mente di usare the last action hero, l’ultimo eroe d’azione, ovvero Arnold Schwarzenegger, per un remake reboot tipo L’urlo di Schwarzy terrorizza anche l’Occidente. Quello più che un action, sarebbe un horror…

Per approfondire:
Un’inquietante ipotesi sul futuro del cinema action : Cinema 2.0 4D, Missione Esplosiva

Tutto il cinema action del 2013

Intervista ad Arnold Schwarzenegger

 

 


Un commento a "Schwarzenegger, il ritorno al futuro del cinema action"

  • dublin :

    Non c’è un nuovo Bruce Lee?? E Tony Jaa dove lo mettiamo ?? E’il nuovo Bruce Lee all’ennesima potenza !!!

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