Sei pallottole per Django Unchained

Chi non vede l’ora di vedere l’ultima fatica di Quentin Tarantino che uscirà questo giovedì? Ok potete abbassare tutti le mani. Anche Django Unchained è tosto come tutti gli altri suoi film, se volete la recensione da voto pieno 5/5 la trovate qui, mentre qui ci sono “pensieri sparsi” sul film.
Ho sei cose da dire sul film, proprio come se fossero pallottole da caricare in una vecchia colt.

1-Non è uno spaghetti western. E’ un film di Tarantino, praticamente un genere a sé. Il che significa un sacco di dialoghi, recitazione caricatissima, sparatorie splatter, personaggi bislacchi e improbabili, tanto umorismo, tanta violenza, tanto spettacolo consapevole. E’ un cinema anche involuto su se stesso con tempi lunghissimi in cui i personaggi gigioneggiano tra di loro. E lo fanno in maniera straordinaria.

2-Non c’entra nulla con Django di Corbucci con Franco Nero. Perché ha lo stesso nome allora? Lo spiega bene Christopher Waltz (che nel film interpreta il Dott. King Schultz): «Ogni ‘Spaghetti Western’ che vedevamo, anche quelli più sconosciuti, nella versione tedesca avevano il nome ‘Django’ nel titolo, anche se Django non faceva parte della trama o della storia. Mettevano ‘Django’ perchè in realtà era il nome che distingueva il genere. Se c’era ‘Django’ nel titolo, sapevi già che si trattava di uno ‘Spaghetti Western’”. Per questo Tarantino ha deciso di utilizzare la parola per il suo film. Allo stesso tempo, esiste una serie di 40 film non correlati a Django ma che sono lo spot della storia degli Spaghetti Western. Sono fiero di dichiarare che questa è una nuova edizione di film non correlati a Django».

3-Non ha messaggi nascosti, non è politico, non fa la morale. “Tarantino” è un genere che vuole fare solo spettacolo, nulla più. A Django infatti non frega un bel nulla della schiavitù, non cerca di abolirla. Lui vuole solo ritrovare il suo amore e farsi gli affari suoi. E per raggiungere il suo obiettivo si trasforma in una macchina da guerra che passa sopra a tutto, uccidendo persino innocenti e fregandosene di aiutare altri schiavi. Incidentalmente nel suo percorso incontra una serie di stupidi bianchi convinti che i negri siano inferiori…

4-La parte più divertente e irriverente è un dialogo tra gli adepti del Ku Klux Klan prima di un raid notturno a cavallo meravigliosamente metaforico: si discute sui buchi per gli occhi dei loro cappucci, troppo piccoli per vedere bene, soprattutto al galoppo. Sono cinque minuti dove si sta male dal ridere.

5-Il momento più “poetico” è la morte di Don Johnson (non è uno spoiler: Django è la storia di un negro nel sud schiavista a cui girano le palle e fa una strage perché vuole starsene per i fatti suoi insieme alla sua amata). Don viene abbattuto da lontano mentre cavalca nella notte durante il raid del Ku Klux Klan di cui sopra. Vediamo al rallentatore le zampe del cavallo che galoppano e un corpo che cade. Tanta bellezza.

6-Kerry Washington è splendida, vi fareste incatenare pur di starci accanto. A patto che poi dopo possiate tornare “unchained”.


4 Risposte per "Sei pallottole per Django Unchained"

  • amleto-007 :

    mmmmmmm non vedo l’ora di vederlo… per sapere che è bello basta sapere che è di Tarantino ;-)

  • releone :

    Acute e sensate riflessioni. Concordo totalmente sulle ultime 3. Kerry Washington poi è meravigliosa. :-)

  • alexmanfrex :

    Allora … visto !!!
    Devo dire che concordo con tuti i punti della riflessione, ma … il film secondo me non è il capolavoro che tutti stanno osannando !!! Bello si !! Tosto ancora di più !!! Ma il clichè è sempre lo stesso e, come dire, (usando una metafora matematica)mi sembra che “Django” stia a “Bastardi senza gloria” come, a suo tempo “L’ultimo Samurai” stava a “Balla coi lupi” …
    Insomma, nel vedere il film, ho trovato tutto molto bello, ma anche molto scontato
    Da qui, a dire che siamo davanti a un capolavoro … secondo me ce ne va !!!

  • martazeze :

    Ciao a tutti… Per me il film è spettacolare! In che senso?! Beh come dice Mr.Maragno ‘Tarantino vuole fare solo spettacolo,nulla più’,il film è proprio questo; la sceneggiatura, le scenografie, le riprese è tutto un gran palcoscenico di puro divertimento.
    Se posso rispondo ad Alexmanfrex: credo proprio che non fosse intento di Tarantino fare un capolavoro, non gli interessa… l’ha sempre detto lui fa film per divertire la gente e se stesso. Poi uno ‘spaghetti western’ proprio per la sua definizione ha all’interno dei clichè che non possono mancare, come il fatto che si sa come va a finire.
    Ma in fondo è per questo che i western piacciono, e Django Unchained merita di stare nel piedistallo dei mitici ‘spaghetti western’.

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