Le illusioni della lotta alla pirateria

Il day & date è lo strumento per combattere la pirateria. Lo si legge nel post Lo struzzo e la talpa, una fiaba sulla pirateria, dove si afferma, prendendo spunto da una serie di commenti dei lettori di Best Movie riguardo Cloud Atlas, che far uscire in contemporanea i film in tutto il mondo eviterebbe che l’utenza sia “tentata” a vederli in versione pirata. Ovvero: far uscire in ritardo di mesi un film in Italia significa perdere una significativa fetta di pubblico che se lo scarica prima. Quindi i distributori dovrebbero fare uscire tutti i film day & date. Giusto? Nì, si e no.
Intanto ci sono motivi seri se i distributori scelgono di ritardare l’uscita di un film. Come fa notare anche il collega Giorgio Viaro «i dibattiti su quale sia il periodo migliore per fare uscire un film, all’interno dell’azienda che l’ha comprato, sono spesso infiniti (eh ma quel mese ci sono le elezioni, eh ma quello ricomincia il campionato, eh ma quello la gente va in montagna, eh ma quello ri-cominciano le scuole, ecc ecc)». Quindi che una fetta di pubblico lo guardi in versione pirata in alcuni casi potrebbe essere il “male minore”.
C’è un’altra considerazione da fare, inoltre: che l’uscita day & date possa essere una efficace forma di lotta alla pirateria è in parte un’illusione.
Che l’industria sia in ritardo nell’adeguarsi al servizio che offre la pirateria (sì, scaricare in tempo reale i film è un servizio, seppur illegale) lo sto scrivendo da tempo, già a giugno del 2011 facevo considerazioni in merito in All’inseguimento della realtà.
Il cinema in home video è un’esperienza che realmente può e deve porsi come alternativa alla pirateria: al prezzo di un caffé o poco più ti permetto di vedere il film a casa, con un’esperienza migliore rispetto a quella pirata (per la qualità, ma anche bypassando lo “sbattimento” che richiede il download di un file illegale).
La sala cinematografica, invece, è tutta un’altra storia. “Andare al cinema” non è come stare a casa a guardare un film. E’ vissuto, giustamente, come un evento e un’esperienza diversa. Intanto è sociale, non vai al cinema da solo. E poi richiede un impegno diverso in termini di tempo ed energie: vestirsi, uscire raggiungere la sala, ecc. ecc. Non è mica come guardarsi un film sul computer in pigiama alla sera quando si è un po’ annoiati. Diciamoci la verità: la qualità della visione a casa, tra blu ray e schermi hd e impianti home theater, ha raggiunto una qualità che spesso induce anche il cinefilo più agguerrito preferire una visione casalinga rispetto alla sala, soprattutto per una quantità sterminata di film che non sono considerabili “eventi”. Quindi la domanda è: quanti di quelli abituati a scaricare un film gratis, lo farebbero comunque anche se esce day & date?
Mentre l’home video è davvero in grado di offrire un’alternativa alla pirateria, la sala semplicemente non può farlo. Quindi non c’è speranza?
Se pensiamo al cinema in toto per me la risposta è semplice. L’educazione e la cultura alla visione legale dei film deve passare obbligatoriamente dall’home video. Purtroppo siamo molto indietro rispetto alle esigenze degli spettatori (leggi Home Video, insieme e ancorati al passato) ma qualcosa comincia a muoversi. Creare una library soddisfacente di film legali da “cliccare” è l’unica strada per combattere la pirateria, anche quella della sala cinematografica. Chi vuole andare al cinema a vedere Cloud Atlas, lo vedrà al cinema. A chi se lo vuole scaricare dobbiamo invece proporre urgentemente un’alternativa legale che lo stimoli in altre direzioni.

 


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