Aperitivo a Casablanca

Avete voglia di una serata un po’ diversa e vi piace il buon cibo e il cinema? “Al Plaza – Food & Drink”potrebbe fare al caso vostro. Nato da un’idea dello stilista Alviero Martini questo primo esperimento nasce dal rinnovo di un ristorante di Milano situato in Via Panfilo Castaldi 4, a due passi da Piazza della Repubblica. Ho scritto “primo” perché Martini non nasconde la volontà di fare anche un «Plaza-Roma, perchè no?».
Avete presente Planet Hollywood, la nota catena americana di Stallone, Willis, Schwarzenegger, ecc.? Bene, dimenticatevelo. All’american style si risponde con un elegante bistrot dall’elaborata cucina. Il locale non è troppo grande, in sostanza due stanze dall’arredamento minimal e dalla scenografia hollywoodiana: appese alle pareti vi sono 200 foto di star in bianco e nero. Per gli appassionati è impossibile non fare il gioco del “vediamo se li conosco tutti”. Su un plasma da una parte e su una parete tramite videoproiettore dall’altra, vengono proiettati film, in bianco e nero, preferibilmente muti (anche perché l’audio non è diffuso nel locale). Io ci ho pranzato cominciando con The Artist e finendo con Casablanca. Esperienza suggestiva tanto che i gestori assicurano che i clienti «parlano di cinema al posto di chattare col cellulare». Sarà…

La sala grande del bistrot

Non solo pranzi e cene: dalle 18,30 è possibile prendere un aperitivo, magari un Oscar, cocktail simbolo del locale (sono disseminate statuine ovunque anche acquistabili da regalare agli amici) a base di rum bianco, maracuja, spumante Brut Millesimato e un “tocco di oro”. Niente happy hour, ma la domenica c’è il brunch, anche se qui preferiscono chiamarlo pranzo domenicale: si tratta di un menu speciale accompagnato da una vera e propria visione di un film al pomeriggio. Domenica prossima è previsto “Colazione da Tiffany” sia film, sia menu. Già, perché “Al Plaza” le portate hanno tutti nomi di film. Smontata la tradizione dei primi e secondi, qui si va per un più internazionale menu a base di piatti combinati, che non sono piatti unici, ma singole portate composte da più “assaggi”. Qualche esempio? Lo Shining, ovvero «branzino in collera su letto di insalatine, porri fritti, pane arabo, hummus, maionese (si consiglia di mangiarlo con le mani)», 25 euro. Oppure il vegetariano Twilight, ovvero «sformato di verdura con fonduta di parmigiano riserva, riso rosso selvaggio alle erbe, gratin di finocchi», 16 euro. Il Pulp Fiction, «cuore di filetto grigliato al rosmarino, pomodori, misticanza e rosti», 25 euro. Insomma leggere il menu è uno spasso per i cinefili, ma certe associazioni filmiche ho fatto fatica a comprenderle. D’altronde chi scrive è abituato a mangiar pop corn davanti allo schermo, non certo insalate, ma l’idea di un locale cinefilo, ammettiamolo, è perlomeno stuzzicante.

Impossibile resistere alla tentazione del gioco “li riconosco tutti?” guardando le foto dei divi appese alle pareti del locale


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