Come non detto, commedia gay con cuore

Lo ammetto, ho affrontato Come non detto un po’ prevenuto: il tema non mi interessa più di tanto (non seguo il “cinema gay” e Ozpetek, tanto per citare un italiano, l’ho sempre accuratamente evitato, troppo “pesante” fin dai trailer) e sospettavo vi fosse una certa furberia per strizzare un occhio a un certo target. Mi ci sono avvicinato perché del regista Ivan Silvestrini ho apprezzato moltissimo la web serie Stuck (Leggi Stuck, alla scoperta del Californication italiano) e perché la sceneggiatura è scritta da Roberto Proia, ex direttore marketing di Moviemax, il distributore del film, su cui nutrivo una certa curiosità per l’esordio artistico.
Come non detto è pieno di pregi, ve li riassumo in otto mosse:

1- Nella storia del vent’enne Mattia che va a vivere in Spagna dal fidanzato e non sa come dirlo in famiglia, c’è molto cuore e questo è il suo pregio più grande.

2- E’ un film semplice, da cui magari arriva tutto quello che ti aspetteresti, ma è anche una commedia che non si lascia mai andare al comico, alla gag, alla battuta facile e al volgare, anzi riesce a toccare perfino in certi momenti delle belle corde emotive.

3- Evita posizioni politiche, rivendicazioni e tematiche “sociali” e se ne sta buono buono nella sua dimensione “personale” confinata alla storia del protagonista. In questo è davvero molto onesto e fa il lavoro che deve fare una commedia.

4- Gli attori sono tutti in parte, sia i credibili protagonisti, sia i famigliari di Matteo che sono tutti “macchiette”, quasi un contorno scenografico di cliché, ma funzionali.

5- Il regista fa il suo mestiere e si mette al servizio di attori e sceneggiatura come è giusto che sia in questo genere, ma ogni tanto ci mette anche del suo per sottolineare con un bel movimento di macchina o un’inquadratura più ricercata certe situazioni. Insomma qualità in tutti i comparti, che, spiace dirlo, non è affatto scontato nel cinema italiano.

6- (SPOILERINO) Fotografa bene il mondo di oggi in uno dei suoi aspetti: nel 2012 il “dramma” di dichiararsi gay non è più un “dramma”. Dire “sono gay” non crea turbamenti in chi ci sta intorno. Quindi è un non-problema e quindi, giustamente, il titolo sintetizza la condizione: “Come non detto”, non vale la pena porsi il problema. Senz’altro non è così per tutti e certamente l’Italia è un Paese dove in certi ambienti, anzi, vige ancora un rifiuto un po’ ‘retro’. In questo senso Come non detto è un buon esempio, una bella lezione da seguire.

7- (SPOILERINO) Alla fine mi sono emozionato, perché riesce a dire una cosa ovvia, semplice e molto bella (come spesso sono le cose ovvie e semplici): «potrebbe anche funzionare, ma chi lo dice ora ai miei?» esclama il protagonista in un commovente abbraccio un po’ trasportato all’amica del cuore in una delle battute finali del film. Come dire: volersi (davvero) bene è molto più importante di qualsiasi altra cosa.

8- Come non detto mi ricorda Notte prima degli esami: un film piccolo, senza star in grado di sostenerlo, ma con una buona idea realizzata bene. Gli auguro la stessa fortuna presso il pubblico.


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