The Brave, anche la Pixar inciampa

«La storia è l’aspetto più importante per noi. Le tecniche di animazione che usiamo sono sempre al servizio della storia». Sono parole di John Lasseter, fondatore della Pixar, presente alle giornate professionali di Riccione in occasione della presentazione dell’anteprima di Ribelle-The Brave lo scorso fine giugno. E, aimé, subito smentite dalla proiezione del film. Di tutti i capolavori prodotti da Pixar, infatti, questo è quello che appare piú debole proprio dal punto di vista narrativo.
Sul fronte tecnico bastano cinque minuti per capire quanto in termini di animazione, design e dettagli, la Pixar sia un passo avanti a tutti: la chioma rossa della protagonista sembra vivere di vita propria, le higlands scozzesi sono un mondo che richiamano in modo efficace le icone che tutti conosciamo, castelli, boschi, kilt, Stonenge, ecc.
Peccato che tutto ció serva a raccontare una storiellina deboluccia, dove manca un vero e proprio antagonista e costruita tutta attraverso una serie di sketch che non lasciano tregua e che soffocano completamente i (pochi) momenti drammatici o avventurosi.
La protagonista si ribella alla madre che vuole organizzarle la vita e il matrimonio. Il tema è interessante ma lo scontro generazionale madre-figlia oggigiorno si è evoluto dalla tematica matrimoniale e suona davvero lontano da noi e anacronistico sentire parlare di nozze organizzate, tanto che non è neanche messo in discussione dallo spettatore chi possa avere ragione in merito…
La “ribellione” poi, passa da una disobbedienza neanche poi così “forte”: Merida partecipa e vince il torneo organizzato per “eleggere” il suo sposo, mandando quindi tutto a monte. Ai miei occhi non appare un atto così coraggioso o ribelle da giustificare il titolo.
I maschi se ne escono a pezzi: sono tutti degli stupidotti (il re-padre è incapace di fare alcunché senza la moglie e intrattiene il popolo facendo praticamente il buffone di corte), se non addirittura completamente decerebrati come i pretendenti alla mano di Merida (uno addirittura quando parla emette dei suoni che nessuno comprende dall’inizio alla fine del film).
È anche l’escatomage per far emergere la protagonista, tutto sommato una ragazza mediocre, che appunto sembra una fuoriclasse ma solo perché circondata da inetti.
Dopo aver mostrato a tutto il mondo un nuovo modo di fare i cartoni animati attraverso il digitale, soprattutto grazie a storie in grado di parlare a grandi e piccini e di commuovere milioni di persone, la Pixar oggi si trova di fronte al paradosso di inseguire la concorrenza invece di continuare a fare da apripista. Come altro interpretare, infatti, la svolta “comica” di questo The Brave, dove ci sono streghe con la “segreteria telefonica” e dove addirittura spuntano anche personaggi-spalla giá pronti per dei simpatici spin-off? Cosa altro sono, infatti, i tre fratelli di Merida se non l’ennesima versione di Scrat de l’Era Glaciale o dei pinguini di Madagascar (e pure meno simpatici)?
Caro Lasseter, è vero, la storia è l’elemento più importante. Non basta, peró, dirlo soltanto.

Fattore Artax: 5/10
Età consigliata: 3+


4 Risposte per "The Brave, anche la Pixar inciampa"

  • luchino :

    Parto dal presupposto che il film ancora non ho avuto modo di visionarlo.

    In ogni caso, molte recensioni e commenti sul film sono stati “negativi” (se proprio di negativo di deve parlare). Sempre per lo stesso fattore che anche qui viene criticato: la narrazione. Credo che un’era di crisi e di commercializzazione cinematografica da battaglia, il fatto che la Pixar voglia “adattarsi” agli standard “metti questo, metti quello, rendi bene la CGI e hai fatto”, senza metterci cuore, non giochi a suo favore. Però, Maragno, conoscendo il suo spirito critico, credo che comunque dovrò visionarlo.
    In ogni caso, gli uomini rintontiti e incapaci di fare qualcosa sono solo uno specchio di come la maggior parte degli esponenti del genere maschile oggigiorno è.
    Le donne sono il sesso forte ormai: governano stati, governano la casa, governano i figli e , soprattutto, governano gli uomini. Noi senza di loro ci sentiamo persi. Loro senza di noi si sentono ritrovate.
    Quindi la Pixar da questo punto di vista ha veramente descritto bene questo aspetto della vita moderna, dove le donne assumono sempre più potere e agli uomini lo stesso potere assunto dalle donne li porta a divenire egoisti e incapaci.
    E io sono uomo. Quando si dice “la dura verità”!!!

  • joan-holden :

    Sono abbastanza d’accordo su tutto, solo un appunto riguardo il titolo: “Ribelle” non è quello originale, ma solo quello italiano che per l’ennesima volta si rivela sbagliato e fuorviante. Il titolo originale vuole porre l’accento sul coraggio di farsi carico delle proprie responsabilità e quindi, di crescere. Almeno questa è la mia interpretazione. I più grandi punti deboli della storia a mio parere rimangono il personaggio della Strega, sorprendentemente debole e la cui esistenza è valida unicamente ai fini della storia, insomma è priva di spessore e personalità (non si comprendono neanche chiaramente le sue ragioni. Perchè trasforma le persone proprio in orsi, lo fa per cattiveria o ci sono altre ragioni?). Inoltre l’altro punto debole è l’assenza di un vero antagonista, se si esclude Mor’du, anch’egli purtroppo privo di appeal.

  • luchino :

    Ok, ora l’ho visto, e non sono assolutamente d’accordo su alcuni punti.

    Innanzitutto la storia c’è, e anche se ha un sapore di già visto, comunque ha una narrazione abbastanza sostenuta.
    Gli uomini sono descritti bene, per essere un film dove le donne sono volutamente messe al comando. E’ poi è vero che dietro ad ogni grande uomo c’è una grande donna…qui la Pixar ha voluto mostrarlo. Certo, pur se psicologicamente strutturati bene, sono un po’ troppo rintontiti, ma ai fini della storia ci può stare.
    Sui fratellini sono d’accordo invece: sono l’essenza della commercializzazione (che comunque nel film si trova solo con loro) e non fanno ridere, ma anche loro fanno la loro parte e ai più (leggendo) piacciono, quindi va bene.
    Per finire credo che non sia affatto un film inferiore ai precedenti, e anzi che abbia una storia anche più matura rispetto a Cars, Cars 2 e Toy Story 2…
    A mio parere non è inciampata per nulla, anzi, rispetto soprattutto all’infantile (ma carino) Cars 2 si sono nettamente rialzate.

    Comunque, vedendo la tua lista dei film Pixar preferiti, capisco quanto le opinioni a riguardo siano davvero differenti da persona a persona. Credo che più uno senta il film più gli piaccia.
    A mio parere Up è il migliore, perché sono un fottutissimo romantico, amo i cani e ha un misto di azione/avventura/commedia davvero azzeccato.

  • nevechevola :

    Sono completamente d’accordo sia con l’autore del blog che con joan holden. Anche io mi sono chiesta il motivo degli incantesimi della strega. E tanto per cambiare il titolo italiano è incapace di rendere a pieno quello originale. Inoltre non solo la trama è davvero esile ma i trailer sono fuorvianti. Mi aspettavo un film d’animazione dove la nostra eroina era una splendida guerriera che avrebbe difeso il proprio regno dal cattivo di turno. E in effetti gli spunti c’erano ad esempio quando la regina racconta la storia dei quattro principi, con il 4° principe che tradisce la lealtà degli altri. Certo ci sono dei momenti divertenti e commoventi. E pagherei il mio peso in oro per la chioma di Merida. Ma resta la sensazione che tutto sia incompiuto come se durante la creazione della storia l’autore avesse prolungato un po’ troppo la pausa caffè.

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