Comic-Con day 2: code, piumini e nachos

Il secondo giorno al Comic-Con è all’insegna della sala H, dove ci saranno le presentazioni dei panel Disney, di Breaking Dawn 2, del nuovo film di Jackie Chan e di Expandables 2. Il tempo è così così e ogni tanto scende qualche goccia di pioggia. Prima di affrontare la lunga coda per entrare nella sala H c’è il tempo di fare un veloce giro per gli stand che vi racconto in un altro post. Ma prima ancora ci si deve preparare per la giornata.

Preparazione 1: alimentazione.

Colazione Messicana

Dato che una volta entrati nella sala H, se si vuole uscire per rientrare si deve riaffrontare una fila interminabile, è bene essere preparati su questo fronte. Nella sala c’è un punto di ristoro (tanto per farvi capire quanto è enorme, ci stanno più di 6000 persone…) ma offre solo pizza (inguardabile) e nachos con sopra qualcosa che chiamano formaggio ma che somiglia a maionese. Quindi ho fatto colazione messicana e ho riempito lo zaino di frutta secca e carne essiccata. Forse era meglio la pizza?!?

Preparazione 2: il freddo (tanto, tantissimo)

Giubbotto invernale

Se siete stati negli Usa sapete che non hanno una concezione normale dell’aria condizionata. Ad agosto potreste trovarvi per le strade di New York con 40 gradi ed entrare in un negozio con 10 gradi, con un’escursione termica di circa 30 gradi. Qui al Comic-Con non ci sarebbe bisogno dell’aria condizionata perché il clima è fantastico, ma gli americani ce l’hanno e quindi la usano. Senza parsimonia. Nella sala H, durante la presentazione dei trailer dei serial di ieri stavo quasi congelando con la felpa. Quindi mi sono comprato un giubbotto invernale. Lo so, è ridicolo, ma è questione di sopravvivenza. Gli americani intorno a me, comunque, sono sempre in maglietta con le infradito anche a temperature vicino allo zero. Questione di abitudine?

Preparazione 3: fare qualcosa in coda

la Line

La coda per la sala H è una cosa che non ci si può credere. La serpentina fuori dall’edificio si snoda attraverso una serie di gazebo che riempiono a perdita d’occhio tutta la piazza che separa il Conventin Center dall’hotel Hilton di fronte. Non solo. Ogni 100 metri gli addetti ti ricordano dove inizia la “line”, e tu segui le loro indicazioni fino a scoprire che la fila non è solo lì sotto i gazebo, ma prosegue oltre la strada al di là del semaforo e poi chissàdove. Forse è uno scherzo. Non entrerò mai, meglio tornare a casa, peccato. Invece come ogni cosa la si affronta. In questo caso armati di ipad, si scrivono gli articoli in piedi. Basta allenarsi molto a scrivere con una mano sola.


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