The Amazing Spider-Man voragine

Stan Lee ascolta in cuffia musica classica senza accorgersi che alle sue spalle succede il finimondo: Spider-Man e Lizard stanno lottando furiosamente e distruggendo tutto. Il cameo del creatore dell’universo Marvel nel reboot de l’Uomo Ragno non poteva essere più significativo: meglio che Stan non veda e non senta cosa stanno combinando con i suoi personaggi, altrimenti si arrabbierebbe. Perché questo Spider-Man è proprio un gran pasticcio. Se si trattasse di un fumetto, avremmo tra le mani una serie di tavole disegnate divinamente, ma scritte da un dilettante alle prime armi. Le colpe dell’opera sono tutte da cercare in una sceneggiatura che non solo è scontata, ma ha delle voragini inaudite, al limite della presa in giro. Sembra quasi che non vi sia l’interesse di raccontare una storia, ma solo di unire in qualche modo i puntini, dove i puntini sono scene d’azione spettacolari che, tra l’altro, si sono già viste tutte nelle clip promozionali rilasciate per il lancio del film e quando dico “tutte” non lo faccio così tanto per dire.
Sottotrame che non chiudono: l’assassino di zio Ben prima sembra l’obiettivo di vita, poi non se ne parla più senza nessuna spiegazione; c’è un Norman Osborne che trama nell’ombra (e contro cui si scaglia Lizard che all’inizio sembra buono), che semplicemente scompare dal film. Personaggi di cui si fatica a comprendere le motivazioni delle azioni (perché a un certo punto l’obiettivo di Lizard è dare la caccia a Spider-Man?). Situazioni e belle idee buttate lì e non sviluppate: 5 poliziotti si trasformano in lucertoloni e… li rivediamo solo dopo 30′ seduti nella stessa posizione in cui si erano trasformati mentre vengono guariti, cosa hanno fatto in tutto quel tempo, hanno fumato una sigaretta?!? Scene senza un briciolo di raziocinio: vogliamo parlare dei 5′ in cui gli operai di Manhattan decidono di aiutare Spider-Man posizionando le braccia delle gru in mezzo a una via per aiutarlo a lanciare le ragnatele? E’ l’assist per servirci una delle sequenze visivamente più interessanti, è vero, ma… perché diavolo Spider-Man dovrebbe avere bisogno delle gru per fare quello che ha fatto in tutto il film usando i grattacieli di New York?!?
Ma la scrittura va ben oltre tutto questo. Si arriva a una tale superficialità nei dialoghi che non ci si rende nemmeno conto di far dire delle battute in contrasto con quanto succede in campo. A un certo punto il Dottor Connors riceve Peter Parker nel suo laboratorio e dice: «Peter ora devi proprio andare perché devo fare degli esperimenti e devo stare da solo», e gli apre la porta per farlo uscire. Peccato che subito dopo è Connors a uscire in tutta fretta e Peter a rimanere solo nel laboratorio. Giuro che è così e con questi tempi, non c’è nulla in mezzo.
Aggiungeteci una colonna sonora orchestrale senza un minimo di personalità e arriverete alla mia stessa conclusione: il reboot di Spider-man va visto come ci suggerisce Stan Lee, ascoltando musica classica in cuffia: ci si gode le belle immagini e non ci si arrabbia per una storia che non vale la pena ascoltare.

PS
Qui il confronto con il film di Sam Raimi, The Amazing Spider-Man Vs Spider-Man


2 Risposte per "The Amazing Spider-Man voragine"

  • arachnia :

    Io penso che, per come stanno andando le cose (malissimo), a Stan Lee non freghi proprio un fico secco della sua creazione e gli basti incassare un sacco di dollari in diritti. Correggetemi se sbaglio, eh! Cioè nel caso in cui Lee non prenda niente…

  • valejedifeltrin :

    Una cosa di sicuro è piaciuta a tutti quelli che hanno guardato il film: il cellulare di Peter…

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati