Baby Movie – Una pecora per ridere

Dopo l’articolo  9: chi lo ha detto che i cartoni devono per forza far ridere? Demis Biscaro ci segnala Shaun the sheep.

Esempio proverbiale di ottusa stolidità e caparbia omologazione o vittima incosciente bisognosa di (invasive) cure esterne che ne preservino l’esistenza, la pecora è uno degli animali piú bistrattati dall’immaginario collettivo. A restituire dignità alla categoria ovina ci ha pensato però la Aardman, casa di produzione di Wallace & Gromit, Galline in fuga e del recente Pirati!. Le pecore di plastilina della serie Shaun the sheep sono infatti dinamiche, attente e ingegnose, non sanno parlare ma a parte questo fanno di tutto: giocano a calcio con un cavolo, si arrampicano lungo i tubi delle grondaie, vanno al luna park in autobus, ecc. Tra tutte spicca Shaun, un agnello non piú lattante ma non ancora adulto, un specie di adolescente a quattro zampe che è il cervellino pensante del gregge e il principale motore narrativo di tutti gli episodi (in totale 40, suddivisi in 2 stagioni, della durata di 7 minuti ciascuno).
Il loro guardiano è un cane tuttofare che nei lineamenti ricorda Wallace (l’uomo della coppia Wallace & Gromit) e che si dimostra sempre molto ansioso di apparire prestante ed efficiente agli occhi miopi del suo padrone (peraltro abbastanza distratto).
La serie non prevede dialoghi e la traccia audio si compone di rumori ambientali, onomatopee e colonna sonora: ma allora da dove viene tutto il divertimento? In parte dalle numerose gag ereditate dal cinema muto ma soprattutto da una gestione esemplare dell’espressività delle pecore e da una scelta calibratissima dei tempi comici.
Mio figlio Riccardo ed io ci divertiamo un sacco a guardare le disavventure di questo sparuto manipolo di pecorelle e ci facciamo grandi risate ad ogni puntata, ad ulteriore conferma che la percezione dell’elemento comico è intrinseca nella natura umana indipendentemente dall’età e si basa su meccanismi elementari istintivi che, se sfruttati con intelligenza, risultano molto piú efficaci di tanti effetti speciali sguaiati e fracassoni. Penso ad esempio alla sequenza di CARS 2 in cui Cricchetto sfreccia per le strade come un fulmine sotto la spinta dei razzi avveniristici installati sul suo cassone posteriore, scena che non ha fatto ridere per niente mio figlio che invece si è piegato in due nell’episodio di SHAUN in cui c’è una capra voracissima che corre come un rasaerba a motore (il buon vecchio accelerato!) mangiando tutto quello che gli capita a tiro.
I bambini non sono né alieni né stupidi, sono semplicemente esseri umani con meno esperienza, può sfuggire loro l’ironia di una battuta o un doppio senso ma messi di fronte ad una scena senza dialoghi sono piú spietati di un adulto: se non ridono significa che la scena NON fa ridere, non che non l’hanno capita. Se lo mettessero in testa una buona volta i produttori di film di animazione!
Riccardo predilige in particolare le parti in cui compare una grossa pecora flemmatica o il piccolo agnellino dallo sguardo furbetto che gli ricorda molto la sua sorellina di un anno e mezzo.
I singoli episodi non si propongono di trasmettere particolari messaggi morali, tuttavia la bonaria complicità che spesso si instaura tra le pecore e il cane mentre tentano di rimediare a qualche pasticcio conferisce alla serie un confortevole clima di amicizia, condito da un filo di ironia e humor inglese, che non scivola mai nel sentimentalismo a buon mercato.
Un’ultima considerazione. Mentre guardavamo un episodio in cui le pecore scavano di nascosto un tunnel sotterraneo accompagnate da un motivetto musicale in colonna sonora Riccardo mi fa: «Ma il padrone non sente la musica? Adesso le scopre!». Dopo un attimo di smarrimento comincio a farfugliare qualcosa del tipo: «Be’…no, non la sente…perché…sí la musica noi la sentiamo ma lui no…perché c’è nella TV ma non nel cartone, cioè…» e Riccardo ribatte: «Ah, ho capito, l’hanno messa solo per far più bello il cartone!». Ecco, appunto. Proprio quello che intendevo. 😀 Morale: a che età si cominciano a distinguere compiutamente gli elementi extradiegetici da quelli intradiegetici di un prodotto audiovisivo?

Baby Movie è una nuova rubrica dedicata a film per bambini (piccoli e grandi)

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