Baby Movie – 9: chi lo ha detto che i cartoni devono per forza far ridere?

I lettori continuano a inviare dei veri e propri articoli sulle loro esperienze con i figli durante la visione di cartoni animati. Ecco una interessante proposta di Demis Biscaro, che sembra scritta apposta per rispondere al post Il fattore Artax andato perduto.

Tra le rovine postbelliche di una città europea della prima metà del ‘900 (in certi scorci ricorda Parigi) si aggirano 9 bambole di pezza animate da un cuore elettromeccanico, affrontando i pericoli di un mondo ostile e disabitato. Sarà proprio una di queste, la numero 9, a riportare accidentalmente in vita B.R.A.I.N., una macchina gigantesca che si nutre dell’energia delle bambole e che ha già provocato lo sterminio della razza umana. Per contrastarla i 9 pupazzi dovranno unire le loro forze, ma non tutti si salveranno.
Ho guardato questo film insieme a Riccardo (6 anni) incuriosito da qualche informazione marginale sulla trama e dal fatto che c’era lo zampino di Tim Burton (come produttore) e siamo rimasti entrambi entusiasti!
9 è un film assolutamente avvincente, ricco di avventura e di mistero, con un’insolita ambientazione retrofuturistica che esercita un fascino magnetico anche sui più piccoli. Riccardo è rimasto incantato dalle scene in cui la terribile B.R.A.I.N. assemblava macchinari sempre più mostruosi con viti, bulloni e materiale ferroso di scarto in un processo quasi biologico dove tanti pezzi metallici venivano composti come molecole organiche per suscitare dal caos un’entità dotata di vita elettrica (il design stesso di B.R.A.I.N. richiama quello di una cellula).
E quelle creature artificiali mettevano davvero paura! Il mostro-serpente in particolare non aveva nulla da invidiare alla Medusa degli antichi Greci e ha fatto una certa impressione pure a me. Mio figlio non ammetterà mai che quelle bestiacce lo spaventavano ma io percepivo che si irrigidiva e si stringeva a me quando facevano la loro comparsa. Allo stesso tempo era però anche attratto dal loro inquietante aspetto, sia per uno speciale senso dell’orrido che secondo me è tipico dell’infanzia, sia per la sua personale propensione verso serpenti, draghi, dinosauri e altre creature poco raccomandabili (infatti subito dopo il film ha cominciato costruirne dei modellini con i LEGO…).
Il messaggio del film è tutt’altro che banale ed è veicolato da una trama chiara e lineare: si può sbagliare involontariamente come è capitato a 9, ma gli errori si pagano sulla propria pelle e su quella degli amici e per quanto ci si metta d’impegno le cose non si possono mai aggiustare del tutto. Quindi nessun happy ending, bensì un finale aperto alla speranza ma pesantemente imbevuto di tristezza per ciò che non potrà più tornare.
Personalmente ho amato molto l’atmosfera cupa e la totale assenza di spalle comiche: finalmente un cartone animato per bambini dove non si ride mai, ma proprio mai! Niente pupazzetti sciocchini o animaletti buffi, niente battute, niente parentesi slapstick. Il film alterna momenti di forte tensione drammatica ad altri più rilassati ma la strisciante sensazione di minaccia e pericolo si continua a percepire pressocché ininterrottamente.
Ma chi l’ha detto che un cartone animato deve necessariamente far ridere per essere apprezzato da un pubblico giovanissimo?!
Anche se considerato da un’ottica più adulta il film presenta dei buoni punti di forza. Innanzitutto conduce una critica spietata a qualsiasi forma di totalitarismo statale-militare, religioso e scientifico-tecnologico e poi si fa carico di un secondo messaggio morale che solletica irresistibilmente il mio ottimismo misantropo: la prosecuzione dell’umanità è affidata a delle macchine (le bambole) destinate ad ereditare la vita che l’uomo non ha saputo conservare perché incapace di moderare i propri appetiti di conoscenza e di potere. Inoltre per tutta la durata della pellicola si può godere delle trovate visive e narrative che sfuggono ai più piccoli: le note di “Over the rainbow” sopra un falso finale illusoriamente felice, il parallelo tra i ruoli dei 9 pupazzi e alcune inclinazioni dell’animo umano (l’1 è l’egoismo, il 2 curiosità, il 3 e 4 sono la memoria storica, ecc.), la perizia con cui sono girate le scene più dinamiche, ecc.
Certo non tutto è perfetto, ad esempio le bambole 5, 6 e 9 sono molto simili tra loro e più volte Riccardo mi ha chiesto quale fosse la numero 9, ma nel complesso 9 è un film di indubbia originalità e di ottima fattura, da vedere e rivedere.
E da augurarsi che altri ne seguano le orme.
Avvertimento finale: NON guardate il trailer! Primo perché mostra proprio all’inizio la sequenza-rivelazione che nel film si vede solo alla fine (!!!) e poi perché è fuorviante in quanto induce a pensare che sia una pellicola destinata esclusivamente ad un pubblico adulto, mentre in realtà è godibilissima anche dai bambini.

Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati